VIDEONEWS & sponsored

(in )

PASSAMANI – TONINA – DE GODENZ * QUESTION TIME: SU GESTIONE EMERGENZE CHE COINVOLGANO ANCHE I GEOMETRI DEL TRENTINO, CARBURANTE AGRICOLO E MAMMOGRAFIE

Il Capogruppo UpT Gianpiero Passamani ha appena presentato in Consiglio una Question time richiedendo che i geometri del Trentino possano venire inclusi nella Convenzione Provincia-Ordini professionali per la gestione dell’emergenza nel campo della Protezione civile.

“Dal settembre del 2015 è in corso una convenzione tra la Provincia Autonoma di Trento e gli ordini professionali degli Ingegneri e degli Architetti della nostra Provincia iscritti nei rispettivi albi degli Ordini professionali.” ha introdotto Passamani “l’accordo di collaborazione prevede il coinvolgimento dei liberi professionisti, in ragione della loro specifica competenza tecnica, nelle attività di gestione delle emergenze.

La convenzione disciplina i rapporti funzionali, organizzativi e finanziari legati alla partecipazione, a titolo volontario e gratuito, dei liberi professionisti iscritti nell’Ordine degli Ingegneri e nell’Ordine degli Architetti della Provincia di Trento, alle attività di protezione civile di gestione delle emergenze.”

“Si rileva” ha concluso il suo primo intervento il consigliere Passamani “che un’altra figura professionale con competenze utili alla gestione delle emergenze di protezione civile è quella dei geometri. Si interroga la Giunta provinciale per sapere quali elementi di valutazione abbiano escluso gli iscritti al Collegio dei Geometri dalla sopracitata convenzione.”

Rispondendo a Passamani l’assessore competente Mellarini ha ricordato come da sempre sia attiva una proficua collaborazione tra Ingegneri, Architetti e Geologi e la Provincia sul versante della gestione emergenze.

“Nell’ottobre scorso” ha specificato Mellarini”si è tenuto un incontro anche con il Collegio dei Geometri che hanno fornito la loro disponibilità e stiamo lavorando, come richiesto dal cons. Passamani, per comprendere anch’essi nella fondamentale attività della gestione delle emergenze”

Il Capogruppo UpT Passamani in replica ha ringraziato per le informazioni ricevute e ha sottolineato ancora una volta le necessità di dare seguito al coinvolgimento dei geometri del Trentino nei processi di prevenzione rischi e gestione emergenze data la loro riconosciuta professionalità e competenza.

Qui copia Question time a favore dei geometri trentini del cons. Gianpiero Passamani

 

 

*

“La Direzione centrale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha adottato il 16 gennaio 2018 una circolare in materia di autocertificazione per l’assegnazione agevolata dei carburanti utilizzati in lavori agricoli a modifica della precedente, del 15 settembre 2017 che prevedeva per tutti i terreni in comodato l’obbligo di forma scritta e registrazione, rinviandone la decorrenza alla successiva assegnazione annuale” ha esordito Tonina, che ha poi continuato “la circolare di gennaio stabilisce, invece, la possibilità di attestare l’esclusiva disponibilità del terreno attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da parte del comodatario; la dichiarazione deve essere presentata, nella generalità dei casi, anche dal proprietario fondiario comodante, al fine di auto-certificare l’avvenuta attribuzione della piena disponibilità del terreno al soggetto comodatario. Nella circolare di gennaio vengono date anche indicazioni riguardo la conduzione dei fondi rustici.”

Ciò premesso il consigliere Mario Tonina ha chiesto all’assessore competente se ha preso atto della circolare dell’Agenzia delle Dogane del 16 gennaio scorso e se ha provveduto alle conseguenti comunicazioni ai Centri di Assistenza Agricola e se conferma che, nei casi di conduzione di fondi rustici a fronte della limitata estensione degli stessi, e cioè inferiore a 5000 m² in zone montane, è ammessa la dichiarazione sostitutiva di atto notorio sottoscritta dal solo soggetto interessato all’ottenimento dell’agevolazione in cui si attesti l’esclusiva disponibilità del terreno identificato.

“La circolare di gennaio” ha concluso il suo primo intervento Tonina “ha suscitato dubbi interpretativi sia nella nostra provincia che in quella di Bolzano che so aver presentato una richiesta di chiarimenti all’Agenzia delle Dogane.

La finalità della question è quella di dipanarli per dare la possibilità di avere uniformità di comportamenti e per non ritardare ulteriormente la fruizione dei carburanti ad aliquota ridotta di accisa, dal momento che ad oggi è tutto fermo e quindi per fornire ai Centri di Assistenza Agricola chiare disposizioni in relazione alla procedura di presentazione ed istruttoria per il 2018, delle istanze di assegnazione del carburante agevolato per i terreni condotti a titolo di comodato.”

Rispondendo, l’assessore Dallapiccola ha spiegato “rispondiamo con tre SÌ ai quesiti posti dal consigliere e sottolineiamo come per l’assessorato la Circolare in oggetto risultava assolutamente chiara; Bolzano ha richiesto ulteriori specifiche – non sentendosi sicura su come procedere – e l’Agenzia delle Dogane ha ribadito quanto già scritto. Per quanto ci riguarda risulta quindi tutto corretto e in regola.”

Il cons. Tonina si è detto soddisfatto della risposta ricevuta “necessaria per fare chiarezza una volta per tutte” ha ribadito “anche perché” ha voluto aggiungere “la situazione trentina, per quanto riguarda la conduzione di terreni agricoli, visti inotevoli frazionamenti, avviene per lo più mediante contratti di comodato verbali. L’assegnazione del carburante agricolo agevolato, attraverso l’esclusiva registrazione dei contratti e quindi con la mutazione della forma da verbale a scritta, sarebbe diventato un problema in quanto riguarderebbe la maggior parte dei terreni; bene quindi l’ulteriore semplificazione.”

“Ora mi auguro che si provveda ad una celere attività informativa nei confronti dei Centri Agricoli di Assistenza affinché venga corretta la presa di posizione inizialesui contratti di comodato” ha concluso il cons. Tonina.

 

Qui copia Question time Agevolazioni sul carburante agricolo per la conduzione di fondi rustici cons. Tonina

 

 

 

*

Continua, anche nel Consiglio provinciale di oggi, l’impegno dell’UpT e del cons. Pietro De Godenz riferito alla sanità, con particolare attenzione agli ospedali e ai servizi sanitari nei nosocomi di valle. Il consigliere ha appena finito di esporre in aula la sua interrogazione a risposta immediata intitolata “Situazione screening mammografici in tutto il Trentino”, tornando su una sua precedente question risalente al 2015.

“Dal 2014 lo screening mammografico ad elevata efficacia viene eseguito solo a Trento e Rovereto, dopo la decisione di accentrare tale servizio e non effettuarlo più negli ospedali di valle” ha esordito Pietro De Godenz “già in una precedente interrogazione, datata 2015, il sottoscritto aveva sottolineato una sensibile diminuzione degli accessi agli esami di screening nelle valli-in particolare nel distretto provinciale Est – che testimoniava come decidere di allontanare un importante servizio dalle utenti interessate potesse provocare conseguenze gravi quali la diagnosi tardiva e il potenziale aumento di tumori al seno. La diminuzione dell’adesione ai controlli, in parte dovuta alla necessità di sobbarcarsi lunghi viaggi in auto o con mezzi pubblici concentrati in poche fasce orarie impegnando comunque molte ore, ci aveva portati a richiedere di riattivare i mammografi nelle valli.”

“L’assessore in quell’occasione aveva spiegato che in termini assoluti il calo di controlli era stato minimo” ha continuato il consigliere UpT di Tesero “e che comunque l’adesione all’esame era ben oltre la soglia del 70%, standard sufficiente a livello nazionale.” “Interessandoci però alla salute del 100% delle trentine” ha sottolineato con enfasi De Godenz “al fine di sapere se vi è stato un calo di controlli rispetto a quando i mammografi erano attivi nelle valli, interroghiamo l’assessore per conoscere i dati delle mammografie effettuate a Trento e Rovereto nel periodo 2015-2018 suddivise ovviamente per valli di provenienza.”

L’assessore Zeni ha risposto ” la riorganizzazione dello screening mammografico presso gli ospedali di Trento e Rovereto è funzionale a garantire a tutte le donne trentine un servizio dall’elevato livello di sofisticatezza e specializzazione tecnologica” e ha spiegato come gli apparecchi per la tomosintesi mammaria siti a Trento e Rovereto richiedano il ricorso a personale tecnico altamente formato (radiologi e senologi) che possa anche fornire l’adeguata assistenza in caso sia necessario procedere con ulteriori controlli.

Ha inoltre specificato come l’attuale impostazione del programma di screening mammografico preveda che tutta la popolazione femminile target residente in trentino si debba recare a controllo a Trento e Rovereto ogni due anni, con l’importante vantaggio di avere una diagnosi migliore grazie all’introduzione, nel 2015 dei nuovi macchinari, più precisi nel controllo e quindi nella diagnosi precoce dei tumori.

Ha poi specificato come nel periodo precedente alla riorganizzazione si fosse notata – a livello provinciale – una tendenza al calo nell’adesione ai controlli a suo dire ridotta dopo la nuova scelta di spostare i controlli a Trento e Rovereto già a partire dall’anno successivo e tornata a livello ottimale nel 2016, secondo anno di progetto pilota, anche in riferimento ad alcune valli per le quali, ha sottolineato, sono state predisposte facilitazioni per gli spostamenti in collaborazione – è il caso dell’esempio del Primiero – con associazioni quale la LILT.

“Tale servizio di trasporto” ha continuata Zeni ” nel corso del 2017 è stato attivato anche per Fiemme e Fassa, le quali avevano avuto cali di adesione in precedenza ma indipendentemente dalla scelta di centralizzare il servizio di screening mammografico. Gli ultimi dati registrati di questi due valli (2016) riportano valori di adesione del 64.5% Valle di Fassa e 72,5% Valle di Fiemme, rispetto ad un media nazionale che si aggira sul 60%.

Altre zone del Trentino, come la Valle di Sole, presentano un aumento dell’acceso ai controlli a significare che la distanza e i tempi di percorrenza non paiono essere indici di una eventuale mancata adesione. Al di là dei dati riferiti a distanza tutti i valori che misura no la qualità diagnostica sono in crescita come abbiamo anche potuto vedere in un recente incontro con la Consulta per la Salute.”

Solo parzialmente soddisfatto De Godenz in chiusura che ha spiegato come andrà a controllare con attenzione i dati forniti dall’assessore e ha sottolineato la necessità di continuare ad impegnarsi affinché chi vive nelle valli trentine possa avere le stesse garanzie sanitarie di chi risiede a Trento.

“Non mi è piaciuta la prima parte della risposta: sappiamo tutti che il personale che svolgeva gli esami mammografici nelle valli prima dello smantellamento dei mammografi era lo stesso che da Trento si recava nelle strutture valligiane. Allo stesso modo si sarebbero potute acquistare le apparecchiature ad alta tecnologia anche per gli ospedali periferici, dato che il costo si aggira sui 280.000 Euro all’anno, costo che la Provincia di Trento credo potrebbe certamente sostenere, trattandosi di un investimento per la salute delle donne Trentine. “

“Dobbiamo tornare sulla questione e attuare soluzioni diverse” ha concluso Pietro De Godenz “qui si continua a non tenere in sufficiente considerazione quanti disagi porti il doversi spostare dalle Valli per raggiungere Trento e Rovereto, e questo non va bene. Tutte le trentine e i trentini meritano lo stesso accesso ai servizi sanitari”.

 

 

Qui copia Question time De Godenz pro mammografie nelle Valli