PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (13ma puntata format Tv)

Nell’esercizio della sua attività, la Società si ispira ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata e agisce in coerenza con i principi delle linee guida della cooperazione trentina. Essa ha lo scopo di favorire i Soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza.
Come Banca, con i suoi sportelli presenti capillarmente sul territorio comunale, la Cassa Rurale offre tutti i servizi di una banca moderna; come Cooperativa è gestita secondo i principi della mutualità e della democrazia, con una particolare attenzione allo sviluppo dell’economia locale.”

Cara amica, caro amico, il testo virgolettato che hai appena letto, altro non è che l’articolo 2 dello Statuto della Cassa Rurale di Trento, che puoi leggere sul “CHI SIAMO” del suo sito web ed esprime la sua identità sociale che, almeno nelle intenzioni, è “basata sul primato e sulla centralità della persona”.
Belle parole e ottimi principi, che condividiamo assolutamente ma che a Gardolo sono stati totalmente disattesi dalla stessa Cassa Rurale, dopo aver appreso delle chiusure degli sportelli di Canova, di Spini e di piazza Libertà della “principale banca di credito cooperativo, non solo della città, ma anche del Trentino”.

Una decisione davvero incomprensibile, perché quando parliamo di Gardolo, parliamo di una comunità di ben quindicimila abitanti, che se fosse amministrativamente autonoma rappresenterebbe il 6° comune del Trentino e che ora può fare riferimento su due sole filiali, quella di via Soprasasso e quella molto decentrata di Roncafort, e che sicuramente non possono essere funzionali ad un territorio così vasto e altamente popolato.

Riteniamo dunque di dover segnalare il grosso disagio che si è venuto a creare con la chiusura degli sportelli: sia per i commercianti che operano sul nostro territorio, che per molti cittadini che hanno ancora bisogno di un punto bancomat per il prelievo di denaro contante o che ancora preferiscono il contatto personale del servizio allo sportello.
Non possiamo dimenticare poi gli anziani e coloro che non hanno la possibilità di avere propria attrezzatura tecnologica.

Per questo motivo il Partito Democratico di Gardolo, ha deciso di esporsi direttamente per chiedere al CdA della “principale banca di credito cooperativo del Trentino” di rivedere le modalità in cui razionalizzare la sua presenza sul territorio per non venir meno ai principi su cui è basata la sua ragione sociale.
Chiediamo pertanto la riapertura degli sportelli e dei punti bancomat sul territorio di Gardolo per essere vicini alla gente, proprio nel rispetto di quei principi cooperativi che, almeno secondo il suo stesso statuto, costituiscono l’identità della Cassa Rurale di Trento.

Nei giorni a venire, promuoveremo ai gazebo che avranno luogo sul territorio circoscrizionale una raccolta firme a sostegno del seguente documento per poter, attraverso l’appoggio della cittadinanza, dare maggiore forza a questa iniziativa politica