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PARTITO DEMOCRATICO DEL TRENTINO: DIMISSIONI IRREVOCABILI SEGRETARIO GIULIANO MUZIO: LA LETTERA INTEGRALE

Ai membri dell’Assemblea Provinciale del Pdt e ai membri della Commissione di Garanzia e per conoscenza al Presidente nazionale del Pd.

 

Care amiche e amici, care compagne e compagni

 

Già dall’Assemblea Provinciale dello scorso 16 agosto, si era determinata una distanza tra la mia conduzione politica del Partito in termini di proposte politiche, di lavoro con gli organi rappresentativi e con le altre forze politiche a noi vicine e le volontà dell’Assemblea. Tale distanza, culminata con la bocciatura della proposta fatta in quella sede sulla scelta del candidato Presidente della Provincia, mi aveva spinto a presentare le dimissioni, poi ritirate a seguito dell’accordo trovato con l’Assemblea, vista la delicatezza della fase politica alla vigilia delle elezioni, anche sulla base dell’intervento del Partito nazionale.

Terminata la fase elettorale, preso atto del risultato che ha determinato una sconfitta chiara e netta del nostro Partito e dell’Alleanza con la quale abbiamo affrontato il giudizio degli elettori, avevo dato la mia disponibilità ad accompagnare il Partito verso una “stagione” congressuale, che a mio avviso era indispensabile a ripartire ed era anche doverosa nella “fisiologia” politica normale, per la quale la classe dirigente di un partito all’indomani di una sconfitta si mette in discussione, consegnando nelle mani degli iscritti e degli elettori il proprio mandato. La mia disponibilità era dettata dalla volontà di preservare la struttura da rischi di collasso e di sfaldamento e poggiava sul mio senso di responsabilità e non certo sulla volontà di affermare una visione politica. Anzi, nel formulare questa proposta all’Assemblea, avevo esplicitamente dichiarato di non volermi ricandidare nella prossima tornata congressuale.

Purtroppo però, a tale mia disponibilità non è corrisposta altrettanta disponibilità da parte dell’Assemblea a venirmi incontro e già nell’incontro dello scorso 5 novembre, erano prevalsi una serie di distinguo sull’opportunità di andare ad aprire la stagione congressuale. Di queste osservazioni ho preso atto, cercando di opporre i miei ragionamenti. In particolare, riconosco come fondate le obiezioni di chi teme che la contemporanea celebrazione del congresso nazionale e di quello provinciale potrebbe offuscare le questioni locali. Tuttavia, credo che l’urgenza di ridefinirci debba prevalere su ogni altra considerazione.

Il coordinamento del 12 novembre aveva avallato la mia proposta e forte di questo avallo avevo chiesto la convocazione dell’Assemblea Provinciale per chiedere la conferma della mia volontà ed aprire finalmente la stagione congressuale. L’assenza di quasi due terzi dei membri dell’Assemblea provinciale convocata per venerdì scorso ha tuttavia impedito tutto questo. Ritengo abbia poca importanza pratica indagare se le ragioni delle assenze fossero o meno accettabili, anche se sicuramente non può essere un caso che manchi così tanta gente a un appuntamento importante e il fatto che non fosse mai successo prima conferma l’ipotesi che non solo di casualità si tratti.

Tutto ciò premesso, ritengo che non sussistano più le condizioni per una prosecuzione da parte mia nel ruolo di Segretario provinciale e sono quindi con la presente a rassegnare le mie dimissioni da tale ruolo e da membro dell’Assemblea provinciale, in coerenza con quanto detto sopra. Va da sé che tale atto è da intendersi assolutamente irrevocabile.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini in questi mesi di mia breve, ma intensa attività come Segretario. Non dimenticherò coloro che nelle fasi problematiche hanno saputo essere d’aiuto, in modo costruttivo e disinteressato, come si conviene a chi sceglie la politica come proprio campo di azione. Un grazie particolare a Laura e Marta, che con il loro lavoro quotidiano permettono che tante cose che molti danno per scontate possano avvenire. Il fatto che mi abbiano sopportato sempre, anche nei momenti in cui io stesso facevo fatica a sopportarmi, fa di loro delle eroine. Buon lavoro a tutti.

 

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Giuliano Muzio

Trento, 26 novembre 2018