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PAROLACCE QUERELE E WEB: L’AVVOCATO SPIEGA QUANDO SCATTA LA CONDANNA PENALE

(Fonte: avv Giuseppe D’Alessandro) – Vuoi chiarirti le idee sul gesto dell’ombrello, il dito medio alzato, le corna, la pernacchia, la linguaccia e altri gesti insultanti? Vuoi conoscere se augurare a qualcuno che gli vengano le emorroidi costituisce reato? Posso offendere l’avvocato chiamandolo Azzeccagarbugli?

O se gli restituisco un atto di citazione con gli errori di grammatica corretti? E se lo chiamo avvocato di provincia? E se gli dico che ha lo sguardo da bottegaio? Perché vai a dirlo a tua sorella costituisce reato, mentre non è reato dire a qualcuno vai a dirlo a tuamadre e a tua sorella?

Si può offendere l’avversario chiamandolo carabiniere? Oppure Cornelio? È ingiuria rivolgersi a un’attempata signora con la locuzione dentiera ambulante? Ci sono casi in cui si può dare del ladro senza commettere reato? Scrivere che qualcuno porta iella è diffamatorio? Può impunemente un pubblico ministero invitare il teste a non fare il napoletano? Lei non sa chi sono io! è solo una manifestazione di manifesta imbecillità o costituisce reato?

Perché rompica… è ingiuria e rompiballe no? Può offendersi una ragazza se la chiamo Papi girl? Posso impunemente infilare nelle pieghe della divisa di un vigile urbano il verbale di contravvenzione?

Perché non si può dare del Tu a un pubblico ufficiale, mentre lo si può ricambiare se per prima inizia lui? Alla ex moglie si può impunemente rinfacciare che è stata una nave scuola? Vaffanculo: è un’ingiuria o una minaccia. O semplicemente uno sfogo senza conseguenze?

Posso impunemente chiamare il mio asino col nome del vicino che mi sta antipatico? Scrivere come causale nel bollettino di una multa rapina aggravata può ritenersi oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario?

Perché offrire ai poliziotti 2,50 euro per non farsi multare costituisce oltraggio e non tentativo di corruzione? E quale reato commette il camionista che offre alla Stradale 10 euro accompagnati dalla frase “lassate stare e pigliatevi nu cafè”?

Può una persona impunemente esporre davanti all’uscio di casa il cartello vietato l’ingresso ai cani, aggiungendo col pennarello e anche agli sbirri?

Se questi sono i dubbi che quotidianamente vi affliggono, questo è il libro che fa per voi.

Il testo raccoglie in ordine alfabetico (quasi) tutti i termini e le locuzioni sottoposti al vaglio della Magistratura e concernenti i reati di offesa.

Si tratta di oltre 1200 parole (e frasi) e di oltre 80 gesti.

 

 

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Giuseppe D’Alessandro vive a Niscemi.

Avvocato cassazionista, esercita la professione forense presso il Tribunale di Caltagirone e la Corte d’Appello di Catania, prevalentemente nel campo penale e della responsabilità professionale. Relatore in numerosi convegni su temi giuridici, collabora con diverse riviste on-line.

Oltre che di questioni legali, si occupa di linguaggio con particolare riferimento alle tematiche legate alla professione.

Ha pubblicato: Bestiario giuridico 1. Leggi che fanno ridere e sentenze che fanno piangere dal ridere, 2011; Bestiario giuridico 2. Le offese nel diritto e le offese del diritto, 2011; Truffe, truffati e truffatori, 2012; L’assassinio del mago di Tobruk e la misteriosa scomparsa della figlia, 2013.

 

 

 

 

 

La copertina del libro:

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