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PAOLI (LEGA) – INTERROGAZIONE * CASO CAGOL: « SONO AL VAGLIO DELLE SOLUZIONI PER EVITARE LA CONSEGNA DEL LIBRO “ TRENTATRÉ TRENTINE “ ALLE CLASSI? »

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18.51 - martedì 25 maggio 2021

Interrogazione. Mara Cagol e del libro Trentatré trentine. L’avvenuto inserimento del nome della brigatista Mara Cagol all’interno del volume «Trentatré trentine» – a cura della Commissione Pari Opportunità trentina, che elenca altrettante donne che hanno onorato il Trentino – è stato motivato dai suoi fautori come passaggio allo scopo di «sottolineare che la forza delle donne può anche essere distruttiva se non è ispirata a valori quali la convivenza pacifica e la non violenza». Ritengo, come molti credo, che questa sia una giustificazione che fa acqua da tutte le parti.

Tanto per cominciare perché, ragionando allo stesso modo, si dovrebbero a breve riproporre se non riabilitare anche figure come Claretta Petacci o Eva Braun, cosa che nessuno ha mi pare avuto in mente di fare. Un motivo ci sarà. In secondo luogo, ritengo molto grave – allargando la mia analisi critica al di là di tale pur emblematico e singolo episodio – che si continui di fatto a guardare non solo alla contestazione sessantottina, sulla quale pure ci sarebbe tanto da dire, ma pure alle sue degenerazioni nel terrorismo con una sorta di velata nostalgia, di trasporto romantico.

Da questo punto di vista, a me pare evidente il fil rouge – culturale, s’intende – che unisce questa gaffe, chiamiamola così, sulla Cagol, alle prese di posizione in favore dei terroristi che, da anni, devono ancora esser riportati in Italia dalla Francia e non solo. Perché evidentemente qui il problema non è solo trentino. Qui il punto è il permanere – nelle redazioni di tanti giornali, nell’ambito accademico, nelle stesse istituzioni – di una corrente di pensiero tale per cui certi terroristi son oggi da considerarsi ex terroristi se non «compagni che sbagliano» o «che hanno sbagliato».

Ora, a parte che a mio avviso non esistono ex terroristi – esattamente come non esistono ex morti, ex parenti delle vittime né ex mafiosi (al massimo, mafiosi pentiti) -, fatico a non qualificare questo atteggiamento che, lo ripeto, non riguarda certo solo il Trentino, con le parole di Potito Perruggini, nipote di Giuseppe Ciotta – poliziotto del nucleo speciale interforze antiterrorismo del generale Dalla Chiesa ucciso nel 1977 in un agguato terroristico -, e presidente dell’Osservatorio nazionale per la verità storica “Anni di Piombo”, il quale, in una recente intervista, ha denunciato la presenza, tutt’ora, di un «gruppo di soccorso rosso ancora attivo».

Perruggini si riferiva alle «redazioni dei quotidiani ancora piene di ex militanti di Lotta Continua», ma personalmente ritengo che il «soccorso rosso», purtroppo, sia ben più ampio e riguardi ciascuno di noi, nella misura in cui davanti ad una terrorista riusciamo ancora – con una prestazione da primato mondiale di arrampicata sugli specchi – a vedervi una «forza delle donne», come dire, non usata a fin di bene. Smettiamola, quindi, di provare sia pur in modo indiretto a cercare del buono in una stagione che buona non è stata e, se possibile, guardiamo con occhio critico all’intero capitolo sessantottino.

Dico questo, sia chiaro, non per far di tutta l’erba un fascio, ma solo perché – come molti altri – vedo una storia recente ancora non considerata criticamente, a tutto vantaggio di letture partigiane che non giovano a nessuno. Soprattutto, non giovano ad una realtà storica sulla quale è giunto il momento di far luce mettendo da parte i riflettori del tifo e gli occhiali della partigianeria.

Tutto ciò premesso, si interroga l’Assessore competente per sapere:

⁃ quale sia la posizione dell’Assessore in merito alla vicenda;
⁃ se sono al vaglio delle soluzioni per evitare la consegna di detto libro alle classi.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta

 

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Cons. Prov. Denis Paoli

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