VIDEONEWS & sponsored

(in )

ORDINE MEDICI – ORDINE INFERMIERI – ORDINE FARMACISTI / TRENTO * ” FASE 2 ” – LETTERA A FUGATTI E SEGNANA: « NON È LA FINE EMERGENZA, MA TASSELLO IMPORTANTE LOTTA CONTRO COVID 19 »

Lettera aperta degli Ordini dei professionisti della salute della Provincia Autonoma di Trento al Presidente della Giunta Provinciale Maurizio Fugatti e all’Assessore Provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana

Una seconda ondata di contagi sarebbe ancora più devastante della precedente

Venendo meno le misure di contenimento si potranno avere nuovi focolai di virus. Dobbiamo prepararci a contrastarli, mai abbassando la guardia, proseguendo e intensificando il tracciamento per trattare e isolare i casi di e i loro contatti.
Gli Ordini delle professioni sanitarie e sociali, in virtù del loro ruolo di rappresentanza di circa 12.000 professionisti, chiedono un preciso e coordinato piano, che preveda, tra le più importanti, le seguenti inderogabili istanze:

– un progetto di informazione e di educazione sanitaria della popolazione;
– un forte investimento sull’assistenza territoriale;
– una costante sorveglianza attiva con i tamponi e il ricorso ai test sierologici;
– l’apertura di un confronto che porti alla revisione dell’organizzazione delle RSA in coerenza con i loro bisogni sanitari e assistenziali sempre più complessi.

Gli Ordini delle Professioni sanitarie e sociali sono sorpresi che il Consiglio dei Sanitari, l’organo deputato per le consultazioni tra Provincia e rappresentanze sanitarie, istituito dalla legge 16/2010, non sia mai stato convocato dall’insediamento della Giunta Provinciale e che nemmeno la terribile pandemia del Coronarirus sia stata ritenuta motivo sufficiente per convocarlo.
L’appello riguarda anche i cosiddetti test rapidi: per le sempre maggiori richieste di esecuzioni di tali test da privati cittadini, singoli sindaci o responsabili di attività commerciali ed economiche si ritiene doveroso un intervento di regolamentazione da parte delle Istituzioni allo scopo di impedirne l’uso, se fatto in modo improprio, e di sostenerlo solo se fatto all’interno di un progetto territoriale articolato sotto la regia dell’Azienda sanitaria.

Assicurano la disponibilità ad un confronto costruttivo per la salute e il benessere dei cittadini e auspicano che il Trentino grazie alle sue potenzialità possa recuperare quel ruolo di laboratorio che gli è sempre stato riconosciuto.
Ribadiscono che ogni decisione non presa o presa in ritardo può avere ricadute gravi sulla salute dei cittadini.

Si allega l’appello inviato al Presidente Fugatti e all’Assessore Segnana.

 

dott. Marco Ioppi
Presidente Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Trento

 

dott. Daniel Pedrotti
Presidente Ordine delle Professioni Infermieristiche

 

dott. Bruno Bizzaro
Presidente Ordine dei Farmacisti della provincia di Trento

 

 

 

**

Egregio Presidente, gentile Assessora,

l’emergenza sanitaria da pandemia Covid – 19 si è conclusa con esiti molto gravi per il Trentino e gli Ordini Professionali, che sovraintendono la salute e il sociale della nostra Provincia, in virtù del loro ruolo di rappresentanza di circa 12.000 professionisti della salute, si sentono di dare un forte contributo e di presentare una proposta, perché la fase 2 avvenga in totale sicurezza e si eviti così una seconda ondata di contagi, che sarebbe ancora più devastante della precedente. Il passaggio dalla fase epidemica alla fase 2 implica dunque che le istituzioni siano in grado di diagnosticare, trattare e isolare i casi di COVID-19 e i loro contatti (si veda a questo proposito il documento molto chiaro ed esemplificativo dell’Accademia dei Lincei).

Sorprende prima di tutto che il Consiglio dei Sanitari, l’organo deputato per le consultazioni tra Provincia e rappresentanze sanitarie, istituito dalla legge 16/2010, mai convocato dall’insediamento della Giunta Provinciale, non sia stato consultato nemmeno in occasione di questa terribile pandemia. Oltre a chiederne la sua convocazione ci rivolgiamo a lei, signor Presidente, per auspicare che la sanità del Trentino, debba ora più che mai essere governata da un preciso e coordinato piano, che preveda, tra le più importanti, le seguenti inderogabili istanze:

  • –  un progetto d’informazione e di educazione sanitaria della popolazione, per sostenere le misure di protezione e di prevenzione del contagio, quali il distanziamento sociale, l’utilizzo corretto delle mascherine, compreso il loro smaltimento responsabile, l’igiene delle mani e personale e l’adozione di corretti stili di vita. Sarà opportuno anche promuovere l’uso di ogni metodo che consenta il tracciamento del contagio;
  • –  un forte investimento sull’assistenza territoriale, improntato alla prevenzione per riconoscere, identificare e gestire i nuovi focolai di malattia, che venendo meno le misure di contenimento, inevitabilmente si presenteranno. E’ fondamentale programmare e attuare un vero e proprio piano sanitario, che preveda un coordinamento capillare tra le diverse componenti della rete sanitaria, socio-assistenziale, psicologica e farmaceutica, un’ampia disponibilità di DPI, lo sviluppo e l’utilizzo delle tecnologie in grado di garantire una immediata presa in carico delle nuove persone colpite dal virus fin dai primi sintomi e di chi superata la malattia avrà bisogno di monitoraggio e di assistenza;
  • –  una costante sorveglianza attiva con i tamponi e il ricorso ai test sierologici, a partire dalle persone più esposte, anche se asintomatiche. La strategia è stata riconosciuta vincente e ora può consentire un allentamento in sicurezza delle misure restrittive. Gli Ordini pertanto sostengono con fermezza, che anche nella fase di rientro alla “nuova normalità”, tale programma di screening per identificare e tracciare la diffusione del virus venga proseguito e intensificato;
  • –  l’apertura di un confronto per avviare un processo prima di tutto culturale, che preveda la valorizzazione delle persone fragili e anziane. L’altissimo prezzo in termine di vite umane pagato nelle RSA della nostra Provincia impone un esame che porti alla revisione dell’organizzazione e delle competenze nelle stesse in coerenza con i loro bisogni sanitari e assistenziali sempre più complessi.

    Gli Ordini delle professioni sanitarie e sociali sottolineano che l’entrata nella fase 2 non significa fine dell’emergenza, ma rappresenta un tassello importante nella lotta a questo temibile virus, che sarà possibile contrastare solo con un programma strategico straordinario e con un forte senso di responsabilità individuale e collettiva.

    Infine, in questa strategia non ha ragione di essere il crescente e continuo proliferare di richieste da parte di singoli cittadini, di comunità, di sindaci, di aziende etc, di poter effettuare i cosiddetti test rapidi, per conoscere lo stato immunitario individuale rispetto al virus, con il reale pericolo di non avere una risposta attendibile e di aumentare la confusione e l’insicurezza. Riteniamo dunque sia necessario un intervento delle Istituzioni, per impedire l’uso incontrollato e perlopiù commerciale di questi test, incentivandone la regolamentazione, con un progetto articolato che veda la nostra Azienda sanitaria come capofila.

Siamo dunque pronti ad un confronto costruttivo, ribadendo fin d’ora la nostra disponibilità ad approfondire in modo sistematico gli aspetti che potranno assicurare il miglioramento degli esiti di salute e del benessere ai cittadini, le condizioni per operare in sicurezza ai professionisti della salute e del sociale e la programmazione efficiente al sistema sanitario provinciale e ai servizi sociali territoriali e del terzo settore.

Il Trentino, in forza della sua Autonomia e delle sue ricche espressioni istituzionali pubbliche e private, può essere laboratorio per sperimentare un piano sanitario di prevenzione e contenimento del contagio da coronavirus unico in Italia. Garantire, anche attraverso una comunicazione trasparente, la sicurezza ai cittadini – in questo momento delicato e complesso di ripartenza anche economica – è un’occasione imperdibile per ridare al Trentino il posto che, con le sue potenzialità, si merita. Non dimenticando MAI che ogni decisione non presa o presa in ritardo ha purtroppo ricadute gravi sulla salute dei cittadini.

 

[pdf-embedder url=”https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/wp-content/uploads/2020/05/Appello-congiunto-14-05-2020.pdf” title=”Appello congiunto 14-05-2020″]