La situazione è drammatica con i focolai che si stanno estendendo in molte RSA trentine e dove le assenze di infermieri e di operatori socio-sanitari per malattia o positività ai tamponi arrivano in alcune strutture anche al 50%. Questo determina per il personale in servizio turni prolungati con carichi assistenziali ed emotivi elevatissimi. Nelle strutture maggiormente colpite gli infermieri sono allo stremo ed esprimono esaurimento delle forze. “Siamo professionisti, stiamo dando il massimo e di più e continueremo a farlo, ma pretendiamo di lavorare in sicurezza, pretendiamo rispetto per poter assistere gli ospiti e per garantire loro dignità sia durante l’assistenza sia nell’accompagnamento alla morte”. E’ una situazione inverosimile, indegna di una società civile, che mette in pericolo la salute delle persone residenti nelle strutture.

Le RSA accolgono le persone più fragili, dove i fenomeni negativi si sommano e muoiono, specie nelle aree a maggior rischio, persone anziane ogni giorno. Anche i dati locali, purtroppo, lo dimostrano quotidianamente. “L’aspetto più pesante in questi lunghissimi turni, oltre ai carichi di lavoro non più sostenibili, è il rapporto con gli ospiti, non possono vedere nessuno se non noi infermieri dietro maschere di protezione. Ci guardano, con quegli occhi impauriti. Anche noi abbiamo paura, tantissima”. Molti di questi infermieri sono mogli e mamme, non vedono i figli da giorni, perché hanno deciso di non andare a casa per tutelarli da un possibile contagio e si possono vedere e salutare solo in video chat. Assistere ospiti COVID positivi, che in alcune RSA hanno raggiunto numeri significativi, implica specifiche competenze e rigorose procedure di vestizione/svestizione, che richiedono tempo e concentrazione per evitare contaminazioni dei pazienti e degli operatori stessi ed implica un elevato carico emotivo correlato al continuo supporto per le difficoltà respiratorie, all’incertezza dell’evoluzione clinica, all’assistere persone gravi e all’accompagnamento alla morte che avviene in assenza dei propri familiari.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento prende atto e ringrazia degli sforzi la Giunta Provinciale e l’APSS, che hanno accolto e preso in carico le nostre proposte in merito alle priorità su DPI, potenziamento degli organici di infermieri nelle aree COVID 19 ed estensione dei tamponi, ma rinnova l’appello a gran voce alla Giunta Provinciale affinché siano tutelati anche gli infermieri e gli operatori delle RSA.

Da tempo l’Ordine esprime forte preoccupazione per le dotazioni infermieristiche sottodimensionate nelle RSA che mettono a rischio la sicurezza dell’assistenza ad ospiti con bisogni sanitari e assistenziali sempre più complessi, ma ora la carenza di organico, in specifiche strutture, è grave. Oltre a interventi sul piano organizzativo, già prontamente attivati dalle RSA su indicazione di APSS e con il coordinamento di UPIPA finalizzati a contenere la diffusione dei contagi nelle strutture, sono necessari interventi concreti delle Istituzioni a dimostrazione della volontà, oltre che responsabilità, di non lasciare soli i professionisti che vi operano e che non lasceranno mai soli i cittadini che sono affidati loro e che in prima persona chiedono aiuto.

Ora c’è bisogno di certezze e in tempi rapidi, di garantire:

–  dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati alle situazioni: mascherine e filtranti facciali FFP2/FFP3, guanti, occhiali e camici;

–  dotazioni infermieristiche sicure, ora, nelle strutture maggiormente colpite, e appena conclusa questa emergenza chiediamo l’attivazione di un tavolo per definire le dotazioni infermieristiche sicure e i livelli di leadership infermieristica, anche dirigenziale, nelle RSA.

 

Assenza di DPI e carenza di personale lasciano scoperta o rendono pericolosa l’assistenza e la continuità della presa in carico.Gli infermieri sono una risorsa preziosissima ed insostituibile difficile da reperire in questo momento. Come Ordine abbiamo suggerito ad UPIPA e alle RSA, che si sono attivate già da subito, di chiedere la collaborazione ad infermieri recentemente andati in pensione, possibilità prevista dal decreto con contratti fino a 6 mesi; di emettere un avviso di manifestazione di interesse per infermieri, che abbiamo diffuso tramite i nostri canali; è stata inoltre estesa la richiesta di collaborazione agli infermieri libero professionisti; infine, congiuntamente ad APSS, abbiamo richiesto in via straordinaria l’anticipazione della sessione dell’esame finale del corso di laurea in infermieristica della sede di Trento dell’Università degli Studi di Verona, richiesta accolta dall’Università in uno spirito di piena collaborazione e che è stata programmata per la prossima settimana. I neo laureati saranno orientativamente una quarantina e saranno sicuramente una risorsa preziosa nelle strutture sanitarie e socio sanitarie, ma è necessario sia garantito loro un percorso strutturato di inserimento; potranno dedicarsi ad assistere pazienti non COVID -19, in modo che gli infermieri strutturati già esperti potranno dedicarsi a garantire assistenza nelle situazioni più complesse. Strategie attivate, ma non sufficienti a risolvere la grave situazione. Vista l’emergenza e la necessità urgente di continuare a garantire livelli assistenziali sicure nelle RSA maggiormente carenti di organici, chiediamo alla Provincia di valutare la possibilità tecnica di attingere professionisti dalla graduatoria degli infermieri a tempo determinato di APSS per offrire un rinforzo a tali strutture.

L’Ordine, in qualità di Ente sussidiario dello Stato, chiede alla Provincia Autonoma di Trento, un costante e sistematico dialogo e coinvolgimento. In questo delicato e complesso momento è fondamentale unire le forze e fare sinergia per combattere questo nemico invisibile. Chiede altresì un intervento urgente e deciso anche sulle RSA, che consenta agli infermieri ed a tutti i professionisti ed operatori sanitari di essere tutelati e di assistere i cittadini in sicurezza.

A nome del Consiglio Direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia Autonoma di Trento

Il Presidente

– dott. DANIEL PEDROTTI –