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ON. VITTORIO SGARBI * MART ROVERETO (TN) * « UN MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA È UNA PALESTRA DI LIBERTÀ, MI DISPIACE PER I MORALISTI E GLI ANTIMODERNI »

Basta! Un museo di arte contemporanea è una palestra di libertà. Il programma votato in CdA lo prevede e li richiede. Il Mart celebra il Futurismo e io rendo omaggio a Filippo Tommaso Marinetti e a Fortunato Depero riferendomi al “Manifesto futurista” del 1909, che gli italiani e i trentini hanno il diritto e il dovere di onorare.

I bigotti stiano a casa loro e non censurino il diritto alla parola, garantito in ogni luogo dall’articolo 21 della Costituzione: ”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Ed ecco il “Manifesto”: Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.

Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa…

È dall’Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il « Futurismo » perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e d’antiquari.

L’arte, infatti, non può essere che violenza, crudeltà ed ingiustizia. I nostri cuori non sentono alcuna stanchezza, poiché sono nutriti di fuoco, di odio e di velocità!… Ve ne stupite?… È logico, poiché voi non vi ricordate nemmeno di aver vissuto!

Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle! Mi dispiace per i moralisti e gli antimoderni, ma queste sono le fondamenta dell’arte contemporanea e del Mart. A mugugnare stiano a casa loro.

 

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Vittorio Sgarbi