QUALI SONO I VERI NUMERI DELLA PANDEMIA IN TRENTINO?

Diretta video a cura di "Trentino In Azione "

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VIDEOINTERVISTA AL SEGRETARIO UIL FPL TRENTINO

MARCELLA TOMASI

Focus su: « Pat ed Enti Locali/ Covid / Contratti Collettivi / Scuola / Centrosinistra e Lega

“Nella dichiarazione di voto sulle comunicazioni del Ministro della Salute Speranza alla Camera in ordine al nuovo Dpcm ed al Piano vaccini, ho posto due condizioni che ritengo essenziali per permettere di tenere in piedi il microsistema economico del Trentino e delle località alpine”. E’ quanto afferma Emanuela Rossini, deputata delle Minoranze Linguistiche-Gruppo Misto.

“La prima condizione è che nel dpcm sia prevista la possibilità di apertura degli alberghi uniforme su tutto il territorio nazionale, garantendo l’applicazione del criterio della flessione del fatturato ai fini dei ristori, confrontando cioè dati veritieri riferiti a periodi realmente interessati dal Covid con periodi non interessati; solo così sosteniamo chi chiude per perdita ma anche chi apre nonostante alti rischi di poco reddito.La seconda condizione-ha sostenuto la Rossini- è il mantenimento di una mobilità ‘limitata e controllata’ tra zone gialle durante le festività natalizie, almeno per chi ha una proprietà o una prenotazione online in albergo”

“Tali condizioni –ha concluso la Rossini- possono evitare situazioni di insostenibile diseguaglianza. Non è possibile, infatti, non constatare come un provvedimento di chiusura secca di alberghi in zone di montagna ad alta quota, come prospettato, vada a creare una situazione di oggettiva diseguaglianza.

È irragionevole che un albergo nel cuore di Roma o di Trento possa rimanere aperto ma un albergo in zona ad alta quota chiuda. Nel contempo –ha concluso la Rossini- per la montagna è indispensabile che le misure post 10 gennaio siano fissate ora. Non si possono decidere alla epifania, altrimenti non si programma. Ce lo chiedono i migliaia di imprenditori del turismo della montagna”.