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ON. BIANCOFIORE (FI) * PROCESSO MEDIASET: « GIUSTIZIA PER IL PRESIDENTE BERLUSCONI, LE DECISIONI DELLA CEDU GLI RESTITUIRANNO LA DIGNITÀ CALPESTATA »

Nella mia veste di allora sottosegretario del governo Letta, riempii le prime pagine dei giornali, con conseguente consueto profluvio di insulti, con l’annuncio di un necessario ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, per il processo Mediaset a carico di Berlusconi, che sarebbe andato a sentenza il 1 agosto. Con esito scontato.

Infatti nel governo di allora e nella maggioranza PD-PDL come nell’opposizione, spirava forte il vento di una condanna preordinata per il Presidente dell’allora Popolo delle Libertà. E questo la diceva già lunga sullo stato della giustizia in Italia e sull’obbligo della riservatezza, violato.

L’assegnazione alla sezione feriale della cassazione, fu il segnale di una condanna premeditata che puntava all’estromissione di Silvio Berlusconi dalla politica italiana per via giudiziaria, vista l’impossibilità di batterlo con l’esercizio democratico delle urne. Mi sgolai urbi et orbi, contro anche gli struzzi del mio partito, nel ricordare che Berlusconi non poteva essere condannato in quanto il reato di frode fiscale è un cosiddetto reato proprio, che nel caso in questione, poteva essere compiuto solo da chi firmava i bilanci e soprattutto da chi era nel cda di Mediaset. E non era il caso di Berlusconi.

E conoscendo il giudice Franco per questioni universitarie, fui tra quelli che raccolsero il suo sfogo impaurito che confermava la teoria del complotto a danno dell’ex Presidente del consiglio.

Sono felice per il Presidente Berlusconi, sono certa che le decisioni della CEDU gli restituiranno la dignità calpestata da mandanti che si annidano probabilmente nella supposta “loggia Ungheria”. Nome curioso che induce a pensare male e a fare peccato.

 

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Michaela Biancofiore

Parlamentare FI e membro del coordinamento di Presidenza