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OLIVI (PD) * TURISMO: « SOSTEGNI CONCRETI E MENO VINCOLI EUROPEI PER LE IMPRESE DELLA MONTAGNA COLPITE DALLA PANDEMIA, APPROVATO ALL’UNANIMITÀ L’ODG »

Approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale l’Ordine del giorno del consigliere Alessandro Olivi a sostegno delle imprese della montagna colpite dalla pandemia.

Tale atto impegna la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale affinché la misura dei ristori sia stabilita in relazione al reale calo di fatturato delle aziende invece che a pioggia ed in misura indifferenziata.

Con lo stesso Ordine del giorno si è deciso di impegnare l’Esecutivo provinciale ad assumere un’iniziativa per chiedere, insieme alle altre regioni dell’arco alpino, che l’Europa sospenda temporaneamente per l’anno 2021 i limiti imposti dalla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato (de minimis), sempre a beneficio delle imprese che operano nelle aree montane.

“La montagna è un ecosistema delicato e fragile e ha poco peso geopolitico sia a livello nazionale che europeo.” – afferma Olivi – “Rinegoziare le regole che riguardano l’intervento pubblico a sostegno delle imprese è necessario per colmare la divaricazione che la pandemia rischia di aumentare tra territori. Fare impresa in montagna è più costoso e il turismo uscirà devastato da questa crisi. Serve un’alleanza delle Province e delle Regioni nel fare sentire una voce unica a Roma e a Bruxelles.”

 

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Consigliere Alessandro Olivi

 

 

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Proposta di ordine del giorno ai disegni di legge

10 novembre 2020, n. 74
Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2021

10 novembre 2020, n. 75
Legge di stabilità provinciale 2021

10 novembre 2020, n. 76
Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2021-2023

Sostegni concreti e meno vincoli europei per le imprese della montagna colpite dalla pandemia

Il comparto economico che maggiormente è stato interessato dalle conseguenze della pandemia da Covid-19 in Trentino è sicuramente quello del turismo e della filiera ad esso collegata.

Durante il 2020 infatti le restrizioni e le chiusure forzate hanno colpito in particolare l’area della montagna.
Il Dpcm del 4 dicembre scorso ha previsto la chiusura degli impianti sciistici fino al 7 gennaio 2020, condizionando l’eventuale l’apertura all’approvazione del protocollo di sicurezza elaborato dalle Regioni con Anef da parte del Comitato tecnico scientifico che, ad oggi, non si è ancora espresso in merito.
Si stima che le conseguenze di tale provvedimento produrranno un impatto di circa 1 miliardo di euro sul settore terziario del turismo e del commercio, tenuto conto che il turismo pesa per il 20% del Pil del Trentino. Il comparto legato allo sci ha un fatturato di circa 200 milioni di euro con 1.500 persone occupate tra fissi e stagionali e circa 800 milioni di euro di indotto generato.

L’associazione albergatori valuta un 50% in meno del fatturato annuo considerato che il solo Natale pesa il 35% sull’intera stagione.
Gli stessi sindacati hanno espresso la seria preoccupazione per i 15.000 stagionali del turismo e del commercio (camerieri e cuochi, baristi e commessi, addetti alle funivie e alle terme) che rischiano di restare senza occupazione e senza ammortizzatori sociali tenuto conto che molti di loro hanno visto accorciato il periodo lavorativo durante il 2020.
Detto dell’indiscutibile priorità delle azioni volte a tutelare la salute è indubbio che le restrizioni alle attività d’impresa hanno un impatto durissimo sull’economia della montagna che negli ultimi anni, anche in Trentino, ha compiuto sforzi importanti per qualificare la propria offerta di strutture e servizi.

La montagna sia in Italia che soprattutto in Europa ha un debole peso geopolitico. Troppo spesso i costi, i vincoli e gli impegni del fare impresa in tale contesto socio-economico non sono adeguatamente compresi e sostenuti dalle normative decise a Bruxelles.
Infatti le regole in materia di aiuti di Stato sovente penalizzano le imprese che operano in aree ove strutturalmente i costi e le spese sono più elevati (si pensi solo a energia e trasporti).

Gli operatori economici che si sono visti e si vedono costretti a non poter esercitare l’attività dovranno affrontare nuovi impegni per qualificare strutture e servizi dopo la crisi. Sarà necessario in questo momento il supporto anche delle istituzioni pubbliche oltre i limiti attualmente imposti dal regime del de minimis.
Per le aree montane si giustificherebbe in questo fase una sospensione temporanea dei vincoli contenuti nelle regole per l’intervento pubblico di supporto alle infrastrutture turistiche nelle aree colpite dalla pandemia e la Provincia farebbe bene a promuovere, in alleanza con le altre regioni dell’arco alpino, una proposta in sede europea.
Nei confronti dello Stato occorre poi chiedere che le misure compensative a tutela della continuità aziendale ed occupazionale nelle aree montane siano previste in entità proporzionale al reale calo di fatturato.

Tutto ciò premesso, il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale:

1. ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale affinché la misura dei ristori sia stabilita in relazione ai dati che stimano il reale calo di fatturato delle imprese e della filiera.

2. ad attivarsi insieme alle altre regioni dell’arco alpino per chiedere che l’Europa sospenda temporaneamente per l’anno 2021 i limiti previsti dalla normativa comunitaria in materia di aiuti d’importanza minore (de minimis) in favore delle imprese che operano nelle aree di montagna maggiormente colpite dalla crisi economica e sociale causata da Covid-19.

 

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consigliere Alessandro Olivi