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OLIVI (PD) – MOZIONE * COVID – AUP: « SUBITO 20 MLN PER INNALZARE LA SOGLIA DEL REDDITO MINIMO ALLE FAMIGLIE A RISCHIO POVERTÀ »

Il consigliere del Partito Democratico del Trentino Alessando Olivi ha avanzato oggi una proposta alla Giunta per chiedere l’attivazione di soluzioni immediate per contrastare l’inevitabile aumento delle famiglie che si trovano in condizioni di maggiore povertà per l’irrompere della pandemia Codid-19.

“Dopo le proposte che abbiamo fatto per aiutare le imprese, con questa mozione si vuole affrontare in modo concreto la necessità di estendere le tutele ai redditi delle famiglie più a rischio di povertà e per garantire loro dignitose forme di sostentamento. Oggi è del tutto evidente che è stato un errore quello di rinunciare a sviluppare ulteriormente le potenzialità innovative del nostro dell’Assegno Unico Provinciale (AUP), perché il modello trentino, universalistico ed insieme territoriale, costituiva una soluzione avanzata per il contrasto alla povertà, e lo era in una forma multidisciplinare che è assolutamente necessario recuparare”.

Per questo, a partire dalla necessità di ridare centralità alle misure provinciali, oggi ridotte ad una sorta di “succursale” del Reddito di Cittadinanza nazionale, e considerata la somma di oltre 20 milioni di euro liberati sul bilancio come conseguenza dell’introduzione del reddito di cittadinanza, la proposta avanzata dal Vicepresidente del Consiglio Provinciale Olivi impegna la Giunta ad una serie di azioni immediatamente efficaci:

– modificare urgentemente il Regolamento ICEF e le delibere attuative dell’AUP per aumentare le attuali soglie massime di sostegno al reddito fino a 700 euro per i nuclei monofamigliari e a 1200 euro per i nuclei composti da più persone;

– innalzare la deduzione ICEF per i redditi da lavoro femminile come incentivo all’attivazione delle donne nel mercato del lavoro;

– escludere in via temporanea il valore del patrimonio immobiliare che non produce reddito diretto e né liquidità.

– prevedere l’accesso diretto all’Assegno Unico Provinciale senza l’obbligo, oggi sciaguratamente introdotto, di un preventivo passaggio amministrativo attraverso la burocrazia nazionale richiesta per il Reddito di Cittadinanza.

 

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Un’altra proposta alla Giunta per contrastare la crisi sociale provocata dalla pandemia: subito 20 milioni di euro per innalzare la soglia del reddito minimo alle famiglie a rischio povertà attualmente prevista dell’Assegno Unico Provinciale.

È stato un errore rinunciare a sviluppare ulteriormente le potenzialitá innovative dello strumento autonomo dell’Assegno Unico Provinciale (AUP).

Il modello trentino, universalistico ed insieme territoriale, costituisce infatti una soluzione avanzata per il contrasto alla povertà in forma multidisciplinare ed il sostegno alle famiglie con figli che non a caso è stato utilizzato come riferimento per elaborare misure su scala nazionale.

Con l’introduzione del Reddito di Cittadinanza (RC) si è reso necessario un coordinamento tra i due strumenti che la Giunta provinciale ha però attuato rendendo di fatto quasi subalterno l’AUP. É giusto che allo Stato spetti il compito di garantire il livello essenziale delle prestazioni sociali a tutti i cittadini come è altrettanto doveroso che l’esperienza e le prerogative dell’Autonomia vengano valorizzate per migliorare le tutele e diversificare le forme di sostegno al reddito e di inclusione sociale.

L’arrendevolezza dimostrata sino ad ora ha prodotto inoltre più burocrazia: i trentini infatti non percepiscono le provvidenze previste nell’AUP se non dopo che le strutture dello Stato hanno ultimato le istruttorie per l’erogazione del RC.

Ma vi sono anche importanti conseguenze finanziarie che derivano dalla sovrapposizione dei due strumenti di cui l’AUP sembra oggi una “succursale”. Infatti una somma di oltre 20 milioni di euro, rispetto all’investimento consolidato fino al 2018, si sono liberati sul bilancio provinciale.

Con ripetuti atti di natura istituzionale (interrogazioni, mozioni, proposte di emendamento) ho chiesto che tali risorse vengano comunque utilizzate con vincolo di destinazione per la protezione sociale ed il contrasto alla povertà.

L’irrompere della pandemia Codid-19 sta già producendo, oltre a quella sanitaria, un’emergenza anche economica e sociale. Non è necessario aspettare i dati per sapere che molte più famiglie scivoleranno verso una condizione di vulnerabilità sociale e di maggiore povertà. È urgente aumentare le misure per contrastare questo fenomeno sostenendo il reddito dei nuclei più fragili elevando la soglia dell’intervento pubblico.

Attualmente l’AUP prevede un’erogazione che può arrivare per i nuclei monofamigliari (1 persona) fino a 547 euro mentre per le famiglie con più componenti fino a 950 euro. In questa fase tali soglie sono troppo basse.

Inoltre le regole vigenti per accedere al reddito minimo non tengono conto della grave crisi di liquidità che colpirà le famiglie nelle quali qualcuno perde il lavoro o entra in crisi con la propria attività.

Va attuata anche una maggiore semplificazione delle procedure che si può ottenere solo istituendo nell’AUP la misura unica prevalente attraverso cui gli aiuti vengano canalizzati e finalizzati in favore delle famiglie senza perdere i soldi dello Stato.

Tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta:

1. a modificare urgentemente ed in tempo utile per contrastare la grave crisi economica e sociale provocata dal Covid-19 il Regolamento ICEF e le delibere attuative dell’AUP al fine di:

a) innalzare il valore ICEF minimo in modo da aumentare le attuali soglie massime di sostegno al reddito fino a 700 euro per i nuclei monofamigliari e a 1200 euro per i nuclei composti da più persone;
b) innalzare la deduzione ICEF per i redditi da lavoro femminile come incentivo all’attivazione delle donne nel mercato del lavoro;
c) escludere in via temporanea ed in particolare per la durata dell’emergenza pandemica il valore del patrimonio immobiliare che non produce reddito diretto e liquidità;

2. utilizzare per gli interventi descritti al punto 1. della presente proposta l’importo stimato in circa 20 milioni di euro già disponibile per effetto della riduzione di spesa dell’AUP determinato dall’intervento delle disposizioni nazionali.

3. prevedere l’accesso diretto all’AUP senza l’obbligo del preventivo esaurimento della procedura statale per il RC attraverso una nuova convenzione con INPS e comunque una norma di attuazione che consenta alla Provincia di incassare quanto dovuto dallo Stato alle famiglie trentine a titolo di livello essenziale delle prestazioni.

 

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cons. Alessandro Olivi