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OLIVI (PD) – INTERROGAZIONE * SPERIMENTAZIONE DIABETE: « LE RAGIONI BUROCRATICHE E AMMINISTRATIVE NON VENGANO ANTEPOSTE AI BISOGNI DELLE PERSONE »

Il consigliere del Partito Democratico Alessandro Olivi ha depositato una interrogazione per chiedere conto alla Giunta delle prospettive per i pazienti diabetici riguardo alla proroga a singhiozzo decisa per il progetto, partito nel 2017, grazie al quale è stato introdotto in provincia di Trento un nuovo dispositivo per il monitoraggio flash del glucosio interstiziale.

“Vivere con il diabete è una condizione che accomuna milioni di persone nel mondo – analizza Olivi – e se da un lato sono stati fatti passi da gigante nello strutturare risposte ai diversi bisogni di chi convive con questa patologia, confrontarsi con questa richiede tutt’oggi un’attenzione e un rigore che hanno un impatto diretto sulla quotidianità delle persone diabetiche e dei loro familiari”.

A partire da questa consapevolezza, nel marzo 2017 la Giunta provinciale aveva autorizzato la sperimentazione di un progetto denominato “Indagine clinica post market”, teso a valutare l’impatto di un nuovo dispositivo che consentiva la lettura del glucosio mediante la sola scansione di un sensore applicato al braccio, e senza l’utilizzo delle lancette pungidito. L’iniziativa, che ha avuto ampi e tangibili riflessi positivi, rischia però ora di incepparsi per l’assenza di un’adeguata programmazione.

“L’attuale Giunta – spiega Olivi – ha scelto di prorogare la sperimentazione solo di poche settimane, fino a fine agosto, lasciando nell’incertezza i pazienti che utilizzano questo dispositivo, e che rischiano di dover tornare al metodo di misurazione della glicemia tradizionale, oppure di essere costretti a pagare tutto di tasca propria”.
Il Vicepresidente del consiglio provinciale ha dunque segnalato la cosa alla Giunta, chiedendo quali soluzioni intenda prendere per non anteporre per l’ennesima volta le ragioni burocratiche e amministrative ai bisogni delle persone.

 

 

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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Trento, 7 agosto 2019

Egregio Signor
Walter Kaswalder
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Vivere con il diabete è una condizione che accomuna milioni di persone nel mondo. E se da un lato sono stati fatti passi da gigante nello strutturare risposte ai diversi bisogni di chi convive con questa patologia, confrontarsi con questa richiede tutt’oggi un’attenzione e un rigore che hanno un impatto diretto sulla quotidianità delle persone diabetiche e dei loro familiari.

A partire da questa consapevolezza, nel marzo 2017 la Giunta provinciale aveva autorizzato la sperimentazione di un progetto denominato “Indagine clinica post market”, teso a valutare l’impatto clinico ed economico dell’introduzione in provincia di Trento di un nuovo dispositivo per il monitoraggio flash del glucosio interstiziale. Un’iniziativa, questa, che ha avuto ampi e tangibili riflessi positivi ma che rischia ora di incepparsi per l’assenza di un’adeguata programmazione.

Il progetto, della durata di un anno e che vedeva coinvolti i Centri diabetologici e gli ambulatori territoriali dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (A.P.S.S.) (addestramento pazienti e consegna dispositivi), consentiva la lettura del glucosio mediante la sola scansione di un sensore applicato al braccio. Un dispositivo medico con un impatto positivo sulla quotidianità delle persone coinvolte, diminuendo l’uso delle lancette pungidito. Prima dell’avvio del progetto, la strumentazione necessaria non era inclusa nei Lea nazionali, ed era dunque a carico dei cittadini.

La sperimentazione, attuata dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari, doveva avere la durata di un anno, coinvolgendo una popolazione che si stimava di 180 assistiti dai 4 ai 18 anni e di circa 2.100 pazienti sopra i 18 anni, in trattamento insulinico intensivo.

Con la determinazione 1227 del 25 agosto 2017 l’A.P.S.S. ha affidato alla ditta Abbott S.r.l. la fornitura del sistema “FreeStyle Libre” consistente in 18.200 pezzi FS LIBRE SENSOR; 700 pezzi FS LIBRE RDR MG C IT e 227.500 pezzi FS NEO G3C OPT 25CT per un totale di 655.200,00 euro.

Con deliberazione n. 2106 del 19 ottobre 2018 la Giunta provinciale ha poi deliberato di “proseguire, la sperimentazione con la fornitura a carico del SSP dei relativi dispositivi, fino a tutto il primo semestre 2019, sia ai pazienti già arruolati sia a nuovi pazienti “target” arruolabili ai sensi della citata sperimentazione, nelle more dell’acquisizione dei risultati dello studio, e quindi dell’approvazione di un provvedimento organico al riguardo che ne riconosca e stabilisca le modalità erogative definitive previa consultazione delle suddette Associazioni”.

Parallelamente, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha inviato i primi risultati del progetto all’Assessorato alla Salute, Politiche sociali, Disabilità e Famiglia, al fine di valutare l’opportunità di adottare successivi provvedimenti concernenti l’utilizzo dei nuovi dispositivi per la misurazione della glicemia. La valutazione dei dati principali è risultata positiva per quanto riguarda l’utilizzo dei nuovi dispositivi per il monitoraggio flash del glucosio, soprattutto per il miglioramento di alcuni parametri della qualità della vita dei pazienti coinvolti nella sperimentazione, dell’aderenza terapeutica e della gestione quotidiana della patologia.

La Giunta, con deliberazione del 12 luglio scorso, ha autorizzato l’A.P.S.S. a continuare il progetto di sperimentazione solo fino al 31 agosto 2019, riproponendosi di effettuare poi una valutazione approfondita e definitiva sulla loro erogazione a carico del Servizio Sanitario Provinciale (SSP) a favore dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo I e di tipo II.

Una proroga di così poche settimane lascia tuttavia un velo di incertezza su ciò che accadrà dopo, con il forte rischio di un’interruzione del progetto che costringerebbe i pazienti che utilizzano questo dispositivo a tornare al metodo di misurazione della glicemia tradizionale, oppure a pagare di tasca propria il dispositivo “FreeStyle Libre” (circa 200 euro) e delle strisce reattive (3,75 euro per confezione da 25 pezzi). Una situazione spiacevole che sembra per l’ennesima volta anteporre le ragioni burocratiche e amministrative ai bisogni delle persone, bisogni che – di fronte ad un esito già considerato assai positivo della sperimentazione – avrebbero suggerito una stabilizzazione del progetto piuttosto che una sua proroga, per di più a singhiozzo.

Tutto ciò premesso, interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

1. se, tenuto conto dei tempi di consegna dei risultati definitivi della sperimentazione da parte dell’A.P.S.S., non consideri opportuno prorogare la sperimentazione fino alla conclusione della valutazione del progetto sperimentale, così da non creare disagi ai pazienti coinvolti.

A norma di regolamento, chiedo risposta scritta.

consigliere Alessandro Olivi