CGIL CISL UIL - TRENTINO

Assemblea unitaria 3/12/2020, ore 10.00 - da Trento

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL BANCO ALIMENTARE TRENTINO-AA

DUILIO PORRO

Focus su: azione - storia - progetti - sostegno

Il consigliere del Partito Democratico Alessandro Olivi, anche considerato il recente accertamento della presenza di infiltrazioni criminali nel settore del porfido, ha depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta informazioni e chiarimenti sulla reale volontà di dare piena attuazione alla legge provinciale n.1/2017 che ha riformato la disciplina dell’attività estrattiva introducendo in particolare nuove stringenti regole sull’obbligo di lavorazione del grezzo in cava, sulla tracciabilità e trasparenza delle seconde lavorazioni e sulla tutela della qualità del lavoro.

In sintesi la legge si era concentrata su tre sostanziali tematiche: 1) l’obbligo di lavorazione, per i soggetti concessionari delle cave pubbliche, dell’80% del materiale grezzo con propri dipendenti e di tracciabilità del restante 20% ceduto; 2) l’assunzione da parte del concessionario dell’obbligo di solidarietà retributiva e contributiva nei confronti dei lavoratori delle ditte della seconda lavorazione; 3) l’introduzione di un sistema mirato a garantire un maggiore coordinamento in materia di controlli sulla salute, sulla sicurezza e sulla tutela dell’ambiente e del lavoro.

Le nuove regole dovranno naturalmente riguardare tutte le future concessioni ma anche quelle già in essere per le quali operano già gli obblighi sulla lavorazione del grezzo, sulla tracciabilità e sulla solidarietà contributiva.

In questo senso dal 2017 al 2018 erano stati assunti dalla precedente Giunta tutti i principali provvedimenti per dare immediata esecuzione a quanto previsto dalla nuova legge.

Alcune forze politiche, oggi al governo della Provincia, avevano definito l’intervento legislativo “statalista…dirigista…con troppe sanzioni e controlli invasivi, e come tale…pericoloso”, e lo stesso assessore competente, nelle dichiarazioni di inizio legislatura durante la presentazione delle Linee programmatiche della Giunta, si era detto convinto che “alcune delle modifiche apportate alla legge provinciale sulle cave non avessero sortito l’effetto desiderato a causa degli oneri burocratici introdotti e riteneva per questo che la norma dovesse essere integralmente rivista per dare nuovo slancio al settore”.

Considerato inoltre che sembra andare un po’ a rilento la mappatura delle ditte che effettuano la seconda lavorazione al di fuori delle aree in concessione, con l’interrogazione, il Consigliere Olivi chiede se L’Esecutivo è convinto di voler dare piena attuazione ai principi fondamentali introdotti con la L.P. n.1/2017 e in particolare di conoscere quante sono in questo momento le ditte che effettuano la seconda lavorazione al di fuori delle aree in concessione e per sapere se la Giunta non ritenga necessario potenziare il personale del Servizio Industria, Ricerca e Minerario al fine di garantire una più efficace attività di controllo e mappatura.

“Con la legge del 2017 abbiamo volutamente posto al centro dell’attività estrattiva nei giacimenti pubblici la tutela del lavoro, la trasparenza nella filiera produttiva e i processi di maggiore industrializzazione del comparto” – conclude Olivi – “E’ assolutamente necessario che l’attuale Giunta attui con rigore quanto previsto dalla riforma e non scelga la via delle scorciatoie e delle deroghe. Vanno salvaguardate le imprese che rispettano le regole e i lavoratori della filiera”.

 

 

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cons. Alessandro Olivi

 

 

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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino

Ill.mo Signor
Walter Kaswalder
Presidente del Consiglio provinciale
SEDE

Trento, 9 novembre 2020

Interrogazione n. 1979

“Legge cave: a che punto è l’attuazione degli obblighi di lavorazione del grezzo in cava e della solidarietà retributiva e contributiva nei confronti dei lavoratori delle ditte della seconda
lavorazione?”

Il recente accertamento della presenza di infiltrazioni criminali nel settore del porfido impone di dare piena attuazione ai principi introdotti con la legge provinciale n.1/2017 la quale ha riformato la disciplina dell’attività estrattiva anche al fine di garantire maggiore trasparenza e tutela dei beni comuni, dei lavoratori e delle imprese che rispettano le regole.
Una legge che da parete di alcune forze politiche oggi al governo della Provincia era stata definita: “statalista…dirigista…con troppe sanzioni e controlli invasivi , e come tale…pericolosa”.
La principale novità ha riguardato l’introduzione dell’obbligo per i soggetti concessionari delle cave pubbliche di lavorazione dell’80% del materiale grezzo prodotto in cava al quale si aggiunge l’obbligo di rendere tracciabile il restante 20% anche attraverso la pesatura dello stesso.
Attraverso tali nuovi obblighi si è perseguito il fine di stimolare processi di industrializzazione dell’attività produttiva in modo da garantire la stabilità dell’occupazione e un maggior controllo sulla catena di trasformazione dei prodotti.
A tale regime dovranno uniformarsi tutte le nuove concessioni.
La legge però impone i nuovi vincoli anche alle concessioni in essere per le quali l’obbligo di lavorazione del materiale grezzo in capo al concessionario deve essere rispettato seppure in modo progressivo tenendo conto della durata residua della concessione e degli investimenti effettuati dalle aziende.
Al fine di rendere applicabili le norme alle concessioni vigenti la Giunta provinciale con deliberazione n.882 d.d. 9 giugno 2017 ha stabilito che:
a) i concessionari titolari di concessioni pubbliche di porfido già rilasciate alla data del 1 marzo 2017, con scadenza successiva al 1 gennaio 2022, sono obbligati a lavorare con ricorso a propri dipendenti una percentuale di materiale grezzo pari almeno al 50%, calcolato su base annua, per il periodo dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2020, e di almeno l’80%, calcolato su base annua, dal 1 gennaio 2021 fino alla scadenza della concessione;
b) i concessionari titolari di concessioni pubbliche di porfido già rilasciate alla data del 1 marzo 2017, con scadenza entro il 1 gennaio 2022, a far data dal 1 gennaio 2019 e fino alla scadenza della concessione, sono obbligati a lavorare con ricorso a propri dipendenti una percentuale di materiale grezzo pari almeno al 50%, calcolato su base annua, ovvero, qualora la loro organizzazione aziendale non sia adeguatamente strutturata per garantire la lavorazione con propri dipendenti, sono obbligati a ricorrere a contratti che prevedono la solidarietà retributiva e contributiva ai sensi del comma 3, lettera c) dell’articolo 34 bis.
La riforma ha riservato inoltre grande attenzione alla tutela dei posti di lavoro del comparto e al miglioramento delle condizioni di lavoro.
Se infatti per le nuove concessioni i bandi di gara dovranno prevedere la clausola sociale a salvaguardia dei posti di lavoro esistenti, per le concessioni in essere il concessionario è tenuto alla solidarietà retributiva e contributiva del concessionario nei confronti dei dipendenti dell’azienda a cui viene affidata la seconda lavorazione del materiale grezzo.
La legge ha regolato anche il tema dei controlli ambientali prevedendo, all’articolo 27 ter, un sistema mirato a garantire un maggiore coordinamento fra le strutture provinciali e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, con particolare riferimento agli aspetti attinenti alla salute, alla sicurezza, alla tutela dell’ambiente e del lavoro.
In questo senso con la Delibera n. 1908, il 12 ottobre 2018 la Giunta provinciale ha approvato gli indirizzi relativi alle modalità e ai criteri di svolgimento dei controlli sull’attività di coltivazione e lavorazione dei materiali di cava e con successiva Delibera n. 1310 del 30 agosto 2019, è stato approvato il Programma annuale dei controlli dell’attività di ricerca, coltivazione e lavorazione dei materiali di cava.
Tale Programma prevedeva, nel corso del 2019, la mappatura delle ditte che effettuano la seconda lavorazione al di fuori delle aree in concessione, attraverso l’acquisizione dei dati inerenti le comunicazioni relative alle cessioni di materiale grezzo. I suddetti dati permetteranno di redigere un elenco delle ditte che effettuano la seconda lavorazione, propedeutico per ottimizzare i controlli anche sui soggetti che non sono titolari di concessione.
Proprio nel settore della seconda lavorazione spesso si sono manifestate le attività illecite a danno dei lavoratori per mancanza di un controllo esteso all’intera filiera produttiva.
Rispetto ai principi ispiratori della riforma l’attuale Giunta provinciale ha manifestato sin dall’inizio perplessità in ordine al principio cardine della lavorazione diretta del materiale grezzo in capo ai concessionari.
Infatti durante la presentazione in Seconda Commissione delle linee programmatiche delle politiche provinciali in materia di industria, lavoro, cave e miniere l’assessore Spinelli dichiarava che: “alcune modifiche recentemente apportate alla legge provinciale 24 ottobre 2006, n. 7 (legge provinciale sulle cave 2006) non hanno sortito l’effetto desiderato anche a causa degli ulteriori oneri burocratici introdotti: ritengo a riguardo che la norma debba essere integralmente rivista per dare nuovo slancio al settore”.
Nessuna modifica peraltro, a distanza di due anni, è stata introdotta.
Sembra inoltre che la mappatura delle ditte che effettuano la seconda lavorazione al di fuori delle aree in concessione vada a rilento. Infatti nella recente Delibera di Giunta n. 1501 del 2 ottobre 2020: “Programma annuale dei controlli dell’attività di ricerca, coltivazione e di lavorazione dei materiali di cava”, si evidenzia che i dati inerenti alle comunicazioni relative alle cessioni di materiale grezzo sono stati acquisiti ma che “l’attività di controllo sul grezzo si è dimostrata molto più impegnativa rispetto a quanto preventivato”.
I dati riguardanti il rapporto tra prima e seconda lavorazione sono in realtà necessari per evidenziare situazioni a rischio di illegalità e togliere l’opacità che può avvolgere “finte” ditte create per aggirare gli obblighi di legge.

Tanto premesso, interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

1. Se la Giunta è convinta di voler dare piena attuazione ai principi fondamentali introdotti con la L.P. n.1/2017 con particolare riferimento all’obbligo di lavorazione del materiale grezzo in cava e a quello della solidarietà retributiva e contributiva dei concessionari nei confronti dei dipendenti delle aziende a cui viene affidata la seconda lavorazione del materiale grezzo;
2. Quante sono in questo momento le ditte che effettuano la seconda lavorazione al di fuori delle aree in concessione sulla base delle indagini effettuate dall’entrata in vigore della L.P. n.1/2017;
3. Se non ritiene utile potenziare il personale del Servizio Industria, Ricerca e Minerario al fine di garantire una più efficace attività di controllo e di mappatura delle ditte che effettuano la seconda lavorazione al di fuori delle aree in concessione.

A norma di regolamento, si richiede risposta scritta.

cons. Alessandro Olivi