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OLIVI (PD) – INTERROGAZIONE * MART: « COME INTENDE FUGATTI COMBINARE IL TAGLIO DI UN MILIONE CON LA RETORICA DEL RILANCIO DEL MUSEO CHE LA GIUNTA PROPUGNA? »

Per finanziare la manovra economica anti Covid, approvata con la recente legge n.3/2020 alla quale hanno offerto un contributo costruttivo anche le opposizioni, si è reso necessario riprogrammare alcuni investimenti e ridurre voci del bilancio. La scelta della Giunta, tra le altre, ha riguardato il capitolo delle attività culturali provinciali, che subisce una riduzione complessiva di oltre 2 milioni euro. Colpisce il fatto che di questi quasi la metà, ossia 900.000 euro, derivano da un taglio al budget assegnato al Mart.

“È una decisione che preoccupa perché riguarda una delle istituzioni culturali potenzialmente più importanti del Trentino e perché rischia di indebolire una delle line di sviluppo strategiche di Rovereto. Città che, accanto alla rigenerazione delle aree e dei talenti produttivi e alla promozione del territorio attraverso il turismo, ha nella filiera della cultura e della formazione uno dei suoi capisaldi.”
Dopo il recente e non condivisibile disimpegno della Giunta rispetto agli investimenti nell’ edilizia scolastica progettati proprio per connettere in modo del tutto innovativo gli ambiti dell’istruzione, della cultura e dello sviluppo tecnico e produttivo, Rovereto si vede nuovamente colpita in una delle sue principali vocazioni.

Per questa ragione il consigliere Olivi ha depositato un’interrogazione alla Giunta con la quale chiede di conoscere le ragioni e le ripercussioni di questa scelta. In particolare, per sapere come l’esecutivo provinciale intenda combinare la ricorrente retorica del “rilancio” e la (non sempre centrata) attenzione mediatica che attorno al Mart si è sviluppata con un taglio così importante del suo budget. Per sapere se tale scelta sia stata comunicata e concordata con il presidente del Mart e il suo cda. Se la decisione di nominare quale nuovo Direttore un dirigente interno, proveniente dall’area contabile e amministrativa, sia in qualche modo legata alla volontà di centrare le nuove attività più sul piano della sostenibilità economica che della creatività e dello sviluppo. Per conoscere quali effetti la riduzione di risorse avrà sui necessari investimenti in ricerca, sviluppo e promozione di nuove competenze a partire dalla qualità del lavoro degli addetti.

Nell’interrogazione si chiede conto anche degli oltre 400.000 euro di taglio comminati al Capitolo 52000 “Investimenti per le strutture culturali e per il sistema bibliotecario del Trentino”; di quali effetti avranno sul Centro Servizi Culturali S. Chiara i tagli di 250.000 euro decisi al capitolo 354300 e di cosa comporterà per le scuole musicali il taglio di oltre 200.000 euro comminato al capitolo 353000.

“Ho sempre insistito, sin dall’inizio e senza mai cedere alla tentazione della polemica personale, sulla preoccupazione che tutta l’attenzione che doverosamente dovrebbe essere concentrata sul futuro del Mart, finisse per essere assorbita dalla figura del suo mediatico Presidente. Ora è giunto il momento per dirci se su questa istituzione vogliamo investire pensando più al futuro del Mart e meno al presente di Sgarbi” conclude il Vicepresidente Olivi.

 

 

 

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Interrogazione n.

 

Tagli alla cultura e ricadute pubbliche: quali effetti?

 

Con la cultura non si mangia” è uno slogan che ha avuto fortuna nonostante attenga assai poco alla realtà e a prescindere dalla vetusta e superata visione della cultura che vuole suggerire. La realtà in cui viviamo, infatti, intreccia in modo tanto profondo e quotidiano aspetti sociali, economici e culturali, che qualunque azione politica basata sul taglio lineare ad uno di questi settori finisce di fatto per recare danno al singolo ambito senza portare vantaggio agli altri. Senza introdurre dunque, in definitiva, apprezzabili miglioramenti alla qualità complessiva della vita di una comunità.

Non solo, un confronto aggiornato e approfondito con le trasformazioni che negli ultimi decenni hanno interessato il mondo della cultura e il settore delle imprese culturali e creative, e uno sguardo al dibattito innescato da (e in) questi ambiti durante i mesi d’emergenza sanitaria, svelano piuttosto come tutte le società avanzate ritengano oggi difficile proporre azioni di ripartenza privandosi degli effetti che possono essere innescati delle attività culturali e artistiche.

Come noto, infatti, queste non sono affatto considerate solo forme di intrattenimento o semplici modalità attraverso le quali occupare il proprio tempo libero, ma piuttosto fondamentali strumenti per esercitare quello che gli esperti definiscono come bahavioral change, la possibilità cioè di contribuire in modo fondamentale alla capacità di ciascuno di modificare i propri comportamenti e di generare così un cambiamento complessivo negli stili di vita, nelle abitudine, nelle modalità di relazione tra gli individui.

Proprio per questo, è necessario che in una fase di grandi e per certi versi forzati mutamenti, le tante realtà culturali e artistiche che capillarmente operano sul nostro territorio non vengano abbandonate a se stesse, ma siano piuttosto utilizzate per veicolare le molte trasformazioni che hanno investito la nostra vita pubblica. Mi riferisco a quei teatri, musei, compagnie e associazioni che da tempo intrecciano la loro attività artistica e culturale con temi come la sostenibilità ambientale, la coesione sociale, l’innovazione e la salute, e il cui contributo è, e sarà, prezioso per accompagnare le nostre comunità nell’elaborazione di nuove forme di condivisione, di fruizione culturale, di partecipazione alla vita pubblica.

 

Ciononostante, nelle situazioni di ristrettezza finanziaria o di pesante contingentamento delle risorse, si è spesso ritenuto più tollerabile e collettivamente meno impattante la scelta di ridurre i finanziamenti in tale ambito. Ciò è avvenuto anche recentemente, con l’approvazione del ddl n.55 proposto dalla Giunta provinciale per strutturare “Ulteriori misure di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”. Nello specifico, sono stati infatti stabiliti tagli alla Missione 5 (Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali) Programma 2 (Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale) per oltre 2.000.000 di euro.

Colpisce, in particolare, che quasi la metà di questo taglio (900.000 euro) venga comminato al Mart, e questo nonostante il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto venga da alcuni anni di costante contrazione delle risorse.

Tanto premesso, e considerata la necessità di conoscere in modo approfondito la ratio alla base delle singole riduzioni di stanziamento,

 

interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

 

  1. come intenda combinare il taglio di quasi un milione di euro al Capitolo 353200 “Contributo per il funzionamento del Mart” con la persistente retorica del rilancio dello stesso che la Giunta propugna;

 

  1. se l’importante taglio di cui al punto 1. era stato precedentemente comunicato e condiviso con il presidente del Mart e il cda del museo;

 

  1. se la recente nomina a Direttore generale del museo di una persona proveniente direttamente dalla struttura amministrativa e contabile sia legata alla scelta di centrare le nuove attività più sul piano della sostenibilità economica che della creatività e dello sviluppo;

 

  1. che percentuale del taglio di cui al punto 1. verrà assorbita dai risparmi connessi alla chiusura al pubblico del museo per i mesi dell’emergenza sanitaria e quanto si tradurrà invece in una contrazione delle attività future dello stesso e dell’investimento in attività di ricerca e sviluppo e nuove competenze;

 

  1. quali implicazioni avrà il taglio di cui al punto 1. rispetto alle legittime richiese e alle prospettive di stabilizzazione del personale precario impiegato nel museo;

 

  1. a cosa si riferiscono gli oltre 400.000 euro di taglio comminati al Capitolo 52000 “Investimenti per le strutture culturali e per il sistema bibliotecario del Trentino”;

 

  1. quali effetti avranno sul Centro Servizi Culturali S. Chiara i tagli di 250.000 euro decisi al capitolo 354300;

 

  1. cosa comporterà per le scuole musicali il taglio di oltre 200.000 euro comminato al capitolo 353000.

 

 

A norma di regolamento, si richiede risposta scritta.

 

 

 

cons. Alessandro Olivi