Il Consigliere del Partito Democratico Alessandro Olivi ha depositato un’interrogazione per chiedere conto alla Giunta di quali misure intenda adottare per consentire una riapertura in sicurezza delle colonie e dei campi scuola estivi.

Si tratta infatti di un settore che da sempre contraddistingue l’offerta turistico-sociale-educativo/formativa del nostro territorio e che oggi si trova in una situazione molto delicata. Da un lato, è atteso da molte famiglie per conciliare le esigenze lavorative dei genitori e l’altrettanto necessaria attività all’aria aperta dei figli, e dall’altro si trova in grande ritardo sia da un punto di vista della definizione dei vincoli, dei protocolli e dei dispositivi sanitari obbligatori, che da quello dell’individuazione delle qualifiche, delle competenze e della consistenza numerica necessaria per gli addetti.

Se la pandemia da Covid-19 ha dunque prodotto anche su questo comparto gravi difficoltà di gestione, il ritardo nell’emanazione dei protocolli di sicurezza preoccupa gli enti organizzatori, consapevoli del rischio che quando questi si renderanno finalmente disponibili, mancherà poi il tempo per adeguare le strutture e accogliere gli ospiti.

Il Vicepresidente del Consiglio provinciale Olivi ha dunque depositato una interrogazione per chiedere quando e se è prevista l’emanazione dei protocolli di sicurezza e di obblighi da rispettare per l’apertura di colonie estive e campi scuola; e se sono previsti sostegni organizzativi e gestionali per tali attività.

 

 

Interrogazione n.

Colonie e campeggi estivi: adottare con urgenza protocolli provinciali per la riapertura in sicurezza

Un settore che da sempre contraddistingue l’offerta turistica del nostro territorio è quello delle colonie estive, dei campeggi, dei campi scuola, delle attività sportive all’aperto. Comparto, questo, che vive un momento difficile a causa dell’incertezza di come poter operare quest’estate per aprire le attività. Ad oggi mancano infatti indicazioni precise sui protocolli di sicurezza e sugli obblighi connessi alla pandemia. Un ritardo che preoccupa gli enti organizzatori consapevoli del rischio che, appena detti protocolli si renderanno disponibili, manchi il tempo per adeguare le strutture e accogliere gli ospiti.

Nel DPCM del 17 maggio scorso queste tipologie di attività non sono menzionate ma, per similitudine, si potrebbe pensare di applicare loro quanto stabilito all’art.1 lettera nn) “le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive”.

Intanto, alcuni enti organizzatori hanno sollecitato la Giunta provinciale affinché specifichi al più presto le linee guida; affinché chiarisca la necessità di organizzare laboratori distanziati; di prevedere protocolli di lavaggio mani; di procedure du sanificazioni degli spazi usati; di controllo della febbre; affinché chiarisca rispetto alla responsabilità e agli eventuali indennizzi da versare in caso di accertamento del contagio; alla modalità attraverso la quale si definisce dove è avvenuto l’eventuale contagio; e rispetto al numero di operatori necessari e alle loro qualifiche (se attualmente serve un operatore titolato (diploma o laurea) ogni 25 ragazzi dai 6 anni in su e uno ogni 75 ragazzi se il gruppo rimane unito con altri due operatori qualificati da un corso specifico, con le regole antiCovid si ipotizza ci sarà la necessità di triplicare, se non quadruplicare, il personale titolato, con un conseguente aumento delle spese e con la difficoltà di reperire in Trentino professionisti con queste caratteristiche).

Tanto premesso, e considerata la necessità di dare indicazioni urgenti ai gestori/organizzatori di campeggi, colonie estive, campi scuola e attività sportive all’aperto,

interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

1. quando è prevista l’emanazione dei protocolli di sicurezza e sugli obblighi da rispettare per l’apertura di colonie estive, campeggi, campi scuola e attività sportive all’aperto;

1. se sono previsti aiuti nell’organizzazione della gestione di tali attività (anche attraverso il “reclutamento” di figure professionali adeguate);

A norma di regolamento, si richiede risposta scritta.

cons. Alessandro Olivi