Togliamo “il prezzo” dalla sua posizione di schiacciante centralità, negli appalti il 90% del peso venga attribuito alla qualità sociale, ambientale e organizzativa. Le proposte del PD.

Rispetto al disegno di legge sugli appalti depositato dalla Giunta provinciale, il Gruppo del Partito Democratico del Trentino, su iniziativa del consigliere Alessandro Olivi, ha presentato alcune precise proposte emendative. “La proposta di riforma della Giunta – commenta l’ex assessore provinciale al Lavoro – a maggior ragione se, come pare, dovesse essere da loro stessi emendata in senso migliorativo dopo le osservazioni fatte dalle parti sociali, rappresenta un passo nella direzione giusta. Le nostre modifiche non mirano dunque a stravolgerne l’impianto, ma tendono piuttosto a realizzare quella riforma organica e strutturale che nei mesi scorsi avevamo suggerito con una disponibilità che non è stata accolta dalla Giunta, ma rispetto alla quale siamo ancora pronti, come Partito Democratico, a sederci al tavolo”.

In questo senso, le proposte emendative del Gruppo democratico contribuiscono a ridefinire in modo più sistemico alcuni interventi, un’azione che parte dal presupposto che non vada preso come dogma l’adagio secondo il quale le esternazionalizzazioni producono sempre e comunque vantaggi, e rivaluti invece la concertazione con parti sociali e categorie come il percorso migliore per costruire e definire le clausole principali degli appalti. Per questo, chiediamo alla Giunta che, al fine di premiare gli aspetti qualitativi, ambientali e sociali connessi all’oggetto del contratto, nei criteri di attribuzione degli appalti ad alta intensità di manodopera, il peso della componente economica non possa comunque essere superiore al 10%; e la sproniamo poi ad avere un po’ di coraggio in più, adottando le proprie delibere in tema di obbligatorietà della clausola sociale previo parere della commissione consiliare competente e dopo aver sentito le organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro più rappresentative;

“La clausola sociale non è una bacchetta magica, che con un tocco è in grado di raddrizzare qualcosa nato storto – conclude il vicepresidente del Consiglio Provinciale – abbiamo quindi proposto alla Giunta di strutturare meglio alcune fondamenta di questo settore, perché se resterà sempre e comunque il prezzo l’asse sul quale tutto ruota, i nostri sforzi saranno sempre tesi a rimediare a qualcosa. La nostra richiesta principale è dunque quella di cambiare punto di vista, e di togliere il prezzo da questa sua posizione di schiacciante centralità, stabilendo che nella domanda pubblica di beni e servizi, il 90% del peso venga attribuito alla qualità sociale, che significa al lavoro; alla qualità ambientale, che significa sostenibilità; alla qualità organizzativa, che significa qualità dell’imprenditorialità e valore aggiunto. Lo ripeto, serve un po’ di coraggio in più. Se la Giunta sceglierà di averlo, non faremo mancare il nostro sostegno”.