PROVINCIA AUTONOMA TRENTO
Covid-Free (27ma puntata format Tv)

Spostare i confini politici, paesaggistici, romantici. Con la storia dei suoi nonni Elsa ed Enrico, il regista Filippo Andreatta riattraversa la storia della sua famiglia e la affianca simbolicamente al lento sciogliersi del ghiacciaio che divide Austria e Italia mostrando così la fragilità di ogni idea di confine. È “Rompere il Ghiaccio”, il nuovo progetto performativo di OHT presentato in anteprima a Romaeuropa Festival i prossimi 3 e 4 ottobre al MAXXI di Roma, che ne è anche co-produttore. Andreatta: «Siamo orgogliosi di essere in programma a Romaeuropa, ma il progetto è legato al Trentino-Alto Adige / Südtirol e vorremmo presentarlo anche “a casa”».

Nel 1919 l’Impero austroungarico si sciolse e Italia e Austria scelsero uno spartiacque naturale come confine: una linea di demarcazione in mezzo alle Alpi che coincideva con il ghiacciaio Gräfferner sul monte Similaun a 3.606 m d’altezza. Il confine è rimarcato durante gli anni ‘70, dopo gli anni del fascismo e dell’italianizzazione del Südtirol, quando alcuni cartografi si accorgono però che la linea sulle mappe non coincide più con la realtà. Il graduale scioglimento del ghiacciaio Gräfferner ha spostato lo spartiacque naturale: il confine fra Italia e Austria si sta, letteralmente, sciogliendo.

In questo contesto, sotto l’Impero austro-ungarico, nasce Enrico Andreatta che, vissuto a Innsbruck per alcuni anni, si trasferisce a Rovereto durante il Ventennio, dove lavora per la copisteria Mercurio e conosce il futurista Fortunato Depero. Nel 1927 Enrico collabora al celebre Libro Imbullonato di Depero e mentre l’artista ne dona una copia a Mussolini, Enrico viene accusato di comunismo e spedito al confino. Nel frattempo, però aveva conosciuto Elsa con la quale, nonostante l’isolamento, intrattiene una lenta ma costante corrispondenza.

FIlippo Andreatta, fondatore di OHT [Office for a Human Theatre], avvicina la storia romantica tra i suoi nonni con il lento ritirarsi del ghiacciaio che sposta il confine tra Austria e Italia, contraddicendo l’immobilità simbolica dei confini esattamente come le lettere tra due innamorati superano l’isolamento fascista.

Un accordo bilaterale fra Italia e Austria del 1994, trasformato in legge nel 2005, ammette l’esistenza di “graduali cambi naturali della linea di confine”. Per la prima volta, un confine è riconosciuto come un’entità in lento movimento. Contemporaneamente le parole di nonno Enrico e nonna Elsa fanno eco alle parole di Alexander Langer che negano l’esistenza di una Storia unica e condivisa da tutti. Proprio come il confine si lega al ghiacciaio e segue il suo lento ritirarsi, così la Storia si compone di storie fatte a loro volta di corpi, emozioni, pensieri.

Dopo “Curon/Graun”, ispirato alla vicenda del paese sommerso in Val Venosta, e “19 luglio 1985”, in cui Andreatta guarda a Stava come un momento rivelatorio del controverso rapporto tra uomo e paesaggio montano, con la performance “Rompere il Ghiaccio”, il regista roveretano prosegue l’indagine sul legame tra esseri umani, elementi naturali e paesaggio. “Rompere il ghiaccio” è infatti un progetto performativo che rallenta la narrazione della Storia e ne cerca le sfumature, esplorando i confini politici, paesaggistici e romantici dell’area transfrontaliera del Trentino-Alto Adige / Südtirol e mostrando così la fragilità di ogni idea di confine.

“Rompere il Ghiaccio” è un lavoro privo di elementi spettacolari. In scena solo l’artista e performer Magdalena Mitterhofer e le creazioni sonore e musicali di Davide Tomat. Gli oggetti di cui si parla in scena sono esposti in una mostra visitabile dopo lo spettacolo, che compone lo stesso allestimento della performance: le lettere tra i nonni del regista, una serie di mappe, il Libro Imbullonato di Fortunato Depero e quello di Enrico Andreatta daranno corpo alla narrazione, dando agli oggetti un vero e proprio ruolo.

“Rompere il Ghiaccio” sarà in anteprima nazionale i prossimi 3 e 4 ottobre per Romaeuropa Festival al MAXXI di Roma: «Siamo molto felici e orgogliosi di questa anteprima in un festival di prestigio come Romaeuropa – commenta Andreatta -: il progetto è nato anche grazie alla co-realizzazione con il MAXXI dove presenteremo l’anteprima. Allo stesso tempo è un lavoro fortemente legato al territorio trentino-altoatesino, dove ancora non abbiamo delle date fissate ma dove ci piacerebbe molto portarlo a breve».

Rompere il Ghiaccio
di OHT | Office for a Human Theatre

idea, regia e scena Filippo Andreatta
con Magdalena Mitterhofer
suono e musica Davide Tomat
scenografo associato Alberto Favretto
costume Ettore Lombardi
video Armin Ferrari
responsabile allestimento Letizia Paternieri
assistente regia Veronica Franchi
suggerimenti astrologici Mona Riegger e Astro*Intelligence
amministrazione e produzione Laura Marinelli
promozione e cura Laura Artoni

produzione OHT
co-produzione MAXXI museo nazionale delle arti del XXI secolo
residenza artistica Centrale Fies art work space con il contributo di Fondazione Caritro, Provincia Autonoma di Trento

in corealizzazione con MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo

OHT [Office for a Human Theatre]
Fondato nel 2008, OHT [Office for a Human Theatre] ha sede a Rovereto ed è lo studio di ricerca del regista teatrale e curatore Filippo Andreatta, definito nell’aprile 2020 da Franco Cordelli sul Corriere della Sera “la rivelazione dello scorso anno, il regista più sperimentale che si sia incontrato da molti anni a questa parte”.
OHT ha collaborato a livello nazionale e internazionale con Fondazione Haydn (IT), NYC Artists’ Salon (USA), Romaeuropa festival (IT), Triennale Teatro Milano (IT), the Josef and Anni Albers Foundation (USA), Whitechapel Gallery Londra (UK), Teatro della Tosse Genova (IT), Istituto Italiano di Cultura di Vienna (AT) e MAXXI museo delle arti del XXI secolo Roma (IT). Infine, Centrale Fies è stata spesso partner di vari progetti, sia per produzioni sia per debutti. OHT è stata premiata per eccellenza artistica, con premi come Nuove Sensibilità per giovani registi teatrali (2008), premio Movin’Up per giovani artisti (2016 e 2017), OPER.A 20.21 Fringe (2017) e una nomina come Miglior Allestimento Scenico ai premi UBU (2018).