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NURSING UP – TRENTO * WELFARE: HOFFER, «PROFESSIONISTI SANITARI, IL CAMBIAMENTO DELLA SANITÀ TRENTINA PASSA DALLA LORO VALORIZZAZIONE»

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16.25 - mercoledì 7 maggio 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In questi giorni è in corso un dibattito sulla riforma della sanità territoriale trentina, si parla di Pnrr, con finanziamenti specifici e legati alla costruzione di nuove strutture come le 10 case di comunità, di finanziamenti legati all’adozione di nuove tecnologie, formazione, di ruolo unico dei medici di medicina generale, ecc. Queste strutture innovative rappresenteranno un punto di riferimento per il benessere dei cittadini, offrendo assistenza qualificata e un presidio di prossimità.

Ci si dimentica però di affrontare la questione a nostro avviso prioritaria e fondamentale e cioè che in queste strutture saranno fondamentali i professionisti sanitari del comparto, come ad esempio infermieri, ostetriche ed assistenti sanitarie! Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa dovrà essere la valorizzazione del personale infermieristico e sanitario. Le nuove Case Comunità dovranno prevedere un ruolo centrale per i sanitari del comparto, che saranno protagonisti nella gestione delle cure di prossimità, nel monitoraggio dei pazienti e nella promozione della salute.

Però in Trentino già mancano 450 infermieri, come possiamo pensare di attivare altre nuove strutture senza avere il personale necessario? Da dove lo prenderemo, da Ospedali pubblici e Apsp già allo stremo e sottorganico?

Dalla politica trentina ci aspettiamo specifici interventi non solo volti a costruire strutture, ma a valorizzare finalmente il capitale umano, presupposto imprescindibile e sistematicamente sottovalutato per garantire l’attività sanitaria territoriale ed ospedaliera. I nostri sanitari devono essere posti al centro di questo progetto e non ai margini, il rischio è quello di spendere ingenti risorse per creare cattedrali nel deserto.

È un momento storico in cui si decide il futuro della nostra sanità, a rischio privatizzazione, e di tutte le professioni sanitarie, bisogna garantire prospettive positive, riconoscere percorsi di carriera ed adeguate retribuzioni, nonché una maggior conciliazione vita- lavoro, la popolazione sarà sempre più anziana, le nascite in calo e le esigenze assistenziali aumenteranno i prossimi anni.
Necessario più che mai rivedere l’organizzazione del lavoro, che si basa su modelli obsoleti ed anacronistici, garantendo al personale maggiore flessibilità di orario, part-time (spesso ostacolati) e ponendo maggior attenzione alle richieste e competenze manifestate dal professionista.

E la Provincia di Trento come pensa di potenziare l’assistenza territoriale, dove ai sensi del DM 77/2022 serviranno circa 180 infermiere di famiglia?!

Nursing up ha chiesto a gran voce di attivare una vera politica di “attrattività” e “trattenimento” del personale, l’assestamento di bilancio ed il rinnovo contrattuale in corso diventano momenti fondamentali, bisogna subito stanziare specifiche risorse volte alla valorizzazione dei nostri professionisti sanitari e dare direttive in merito, i nostri colleghi sono in fuga verso realtà sempre più remunerative e volte alla valorizzazione professionale.

Il divario con il contratto di lavoro altoatesino è ulteriormente aumentato, solo di stipendio fisso lordo un infermiere di Bolzano con circa 30 anni di anzianità guadagna circa 900 euro in più rispetto a quello di Trento, ora a Bolzano è in arrivo un ulteriore aumento di 350 euro mensili dal 1/1/2025. Oltre a questo, a Bolzano hanno reso disponibili dal 2023, in accordo con l’Ipes, il corrispettivo dell’Itea trentina, 150 alloggi a prezzo agevolato per i sanitari e gli studenti di infermieristica hanno riconoscimenti economici.

Non è più il tempo dell’immobilismo, a nostro avviso bisogna agire velocemente, Nursing up è pronto a sostenere tutti i confronti istituzionali necessari, all’estero vi sono realtà che offrono stipendi anche doppi rispetto al nostro, i nostri sono del 20% mediamente inferiori alla media Ocse. In Trentino vige comunque il caro vita, i nostri giovani professionisti si spostano altrove anche perché non trovano alloggi a prezzi sostenibili, inoltre la nostra professione ha poca attrattività, il 20% dei posti in università non viene coperto e ci saranno oltre 1400 pensionamenti nei prossimi 10 anni: ormai è allarme rosso!

 

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Cesare Hoffer

Segretario Nursing up – Trento

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