Sanità Trentina: cresce la rabbia degli infermieri e di tutti i professionisti sanitari impegnati nuovamente in prima linea nelle strutture sanitarie e Apsp della Provincia autonoma di Trento.

La domanda che sorge spontanea è: cosa è stato fatto da giugno a ottobre dalle istituzioni per non doversi trovare nelle stesse condizioni problematiche di marzo?

Nonostante gli sforzi di trovare nuovo personale, il risultato è stato totalmente insufficiente! E ci ritroviamo ad affrontare le vecchie problematiche, da noi denunciate negli anni e mai affrontate e risolte dalla politica nazionale e provinciale! I nostri professionisti hanno un’età mediamente elevata (50 anni) e molti di loro hanno limitazioni all’attività lavorativa per problematiche di salute legate ad una professione usurante. Non riusciranno a reggere a lungo un’altra emergenza pandemica.

E’ all’evidenza di tutti che le misure di contenimento fin qui adottate non sono sufficienti a contenere con efficacia la pandemia ed ora a pagarne il prezzo più alto, oltre ai pazienti, sono ancora una volta gli infermieri, i professionisti sanitari e gli Oss di Azienda sanitaria ed Apsp, che si stanno nuovamente ammalando in numero sempre maggiore, tra l‘altro non hanno più le energie psicofisiche per affrontare questa seconda ondata.

Da inizio settembre sono già più di 200 i positivi tra i dipendenti e dai dati statistici del passato sappiamo bene che in prevalenza saranno gli infermieri ad avere i maggiori problemi! Ora pero’ le nostre categorie non sono più disposte ad essere trattate come l‘agnello sacrificale immolato sull’altare delle inefficienze altrui!! Ora diciamo basta! Se non ci ammaliamo di Covid, ci ammaleremo di tutte quelle patologie legate ad uno stress prolungato!

Come sindacato di categoria non possiamo esimerci dal denunciare questa situazione e dar voce alla rabbia e frustrazione del personale che mai come in questo momento si sente letteralmente sfruttato e inascoltato.

Il numero di personale affetto da burn-out e da sindrome post-traumatica maturata nella prima ondata covid è sempre in continuo aumento e dobbiamo purtroppo constatare che i nostri professionisti dell’azienda sanitaria sono ANCORA TRATTATI COME L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO: a loro i tamponi vengono effettuati con minor frequenza rispetto ai colleghi delle Apsp o in alcuni casi non vengono proprio mai fatti!

COME POSSIAMO CURARE I PAZIENTI SE PROVINCIA ED AZIENDA NON SI CURANO DI NOI E POI CI AMMALIAMO !?
Tutta questa inadeguatezza e impreparazione a livello di scelte organizzative ricade inevitabilmente sul personale che oltre ad affrontare le sfide quotidiane della propria professione, è costretto anche a compensare le scelte lacunose e spesso inadeguate adottate dai vertici aziendali e provinciali. Nel contempo cresce la preoccupazione per i propri familiari, perché i nostri professionisti non sono “macchine da sfruttare all’inverosimile” ma sono anche genitori e figli di genitori ammalati, che spesso curano al proprio domicilio.

Gli infermieri, le professioni sanitarie e tutti gli operatori sono veramente ARRABBIATI per la gestione della Sanità pubblica e in particolare di questa emergenza sanitaria.

Nursing up ha proclamato lo sciopero generale dalle ore 7 del 2 novembre alle ore 7 del 3 novembre, molti nostri colleghi non potranno aderire in quanto comandati in servizio per garantire i servizi essenziali e per questo la loro adesione sarà simbolica, ma molti altri potranno invece partecipare ed aderire attivamente, per dare un segnale alla politica ed alle istituzioni sanitarie. Noi non siamo più disposti a lavorare in queste condizioni, vogliamo garantire ai nostri pazienti e cittadini un’adeguata qualità assistenziale ed in questo momento siamo in difficoltà a farlo.

La nostra protesta non si fermerà di certo dopo il 2 novembre, continuerà ad oltranza!

 

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Cesare Hoffer
Coordinatore Nursing up Trento