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NURSING UP TRENTO * REPLICA A CGIL FP E CISL FP: HOFFER, « INVECE DI ATTACCARCI SPIEGHINO AI LAVORATORI COSA PREVEDEVA IL PROTOCOLLO D’INTESA FIRMATO DALLE LORO CONFEDERAZIONI »

Apprendiamo oggi a mezzo stampa non senza stupore dell’attacco perpetrato nei nostri confronti dai segretari del pubblico impiego funzione pubblica Cisl (Pallanch) e Cgil (Diaspro), dove veniamo incolpati dei ritardi nella chiusura del precedente contratto.

Riteniamo questa iniziativa intempestiva, fuorviante e inopportuna, in un momento nel quale le organizzazioni sindacali dovrebbero manifestare unità d’intenti e condivisione, per essere poi più forti nei confronti di una giunta provinciale che si manifestata in termini sfavorevoli nei confronti dei pubblici dipendenti.

Intempestiva in quanto in questo momento non bisogna certo creare fratture e divisioni tra le varie sigle sindacali, ma è necessario unire le forze con iniziative congiunte e condivise tra tutte le sigle, cosa che Nursing up ha cercato di fare facendosi promotore in collaborazione con la Uil sanità della videoconferenza unitaria con la Provincia del 2 maggio.

E vogliamo inoltre rammentare la nostra iniziativa di coinvolgere tutte le sigle sindacali sulla nostra proposta di attivare un’area di contrattazione separata per i professionisti sanitari dei comparti, che potrebbe veramente creare uno strumento contrattuale che finalmente valorizzi la competenza e la professionalità, alla nostra lettera proprio queste sigle sindacali non ci hanno dato alcun riscontro!

Quello che devono invece spiegare ai lavoratori le confederazioni di Cisl e Cgil è quello che hanno improvvidamente firmato il con la Provincia di Trento nel protocollo d’intesa del 14 gennaio 2020, dove hanno accettato di inserire una clausola capestro e sfavorevole ai dipendenti che ha di fatto permesso alla Giunta di sopprimere tramite il DDL n.55 il finanziamento di 20 milioni di euro per il rinnovo contrattuale del 2019/2021, pertanto l’attacco nei nostri confronti appare del tutto fuorviante.

E’ ormai evidente a tutti che tale accordo, non condiviso nè firmato da Nursing up e neanche da altre sigle autonome, sia stato di grave danno e nocumento non solo al comparto della sanità pubblica, ma a tutti i comparti del pubblico impiego trentini, che si sono visti sottrarre i 20 milioni d euro destinati all’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale.

Di ben altro tenore e senza clausole capestro sono invece stati gli accordi nazionali sull’indennità di vacanza contrattuale 2019/2021 ed anche quelli che invece Nursing up ha avallato con favore in Provincia autonoma di Bolzano: in base a questi accordi in tutta Italia dall’Aprile 2019 l’indennità di vacanza contrattuale è stata già erogata in busta paga.
Vogliamo infine precisare che il sindacato Nursing up, congiuntamente al sindacato UIL sanità, aveva proposto nel CCPL 2016/18 l’armonizzazione giuridico-economica per tutti i dipendenti del comparto sanità con quelli della provincia, con relativi benefici economici per tutte le categorie e ci sembra tuttora la proposta migliore e più equilibrata, perchè tale proposta non è stata sostenuta dalle altre sigle sindacali e dall’Apran?

La proposta sostenuta invece dal sindacato Cisl, che ora ci accusa, era quella di utilizzare i fondi del
contratto 2016/2018 per armonizzare solo il personale amministrativo! Questa cosa appare ancor più vergognosa in questo momento, visto il grande sacrificio fatto dai nostri professionisti sanitari nella pandemia, perchè escluderli dal percorso di valorizzazione giuridico-economico che meriterebbero??!
A Cgil e Cisl diciamo questo: chi è causa del suo mal pianga se stesso!

Ribadiamo comunque la nostra disponibilità ad intraprendere un percorso comune con tutte le sigle sindacali per individuare soluzioni comuni e condivise, il nostro giudizio nei confronti di questa Giunta provinciale non può che essere negativo, preannunciamo fin d’ora che nel corso del coordinamento sindacale del 14/5/2020, valuteremo la proclamazione dello stato di mobilitazione.

 

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Cesare Hoffer

Coordinatore Nursing up Trento