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NURSING UP TRENTO * INCENTIVO PAT COVID: « NEGATO AL 70% DEL PERSONALE APSS, PROCLAMIAMO LO STATO DI MOBILITAZIONE »

La Giunta provinciale di Trento, dopo aver sentito le organizzazioni sindacali, aveva individuato tramite delibera n.693 del 26/5/2020 un incentivo economico “coronavirus” di tipo risarcitorio esclusivamente per un numero limitato di dipendenti dell’Apss e delle Apsp, prevedendo due fasi applicative.

A riconoscimento del grande lavoro sin qui svolto dagli operatori sanitari dall’inizio dell’emergenza Covid-19, con nostra specifica nota avevamo chiesto alla Giunta che IN Apss l’incentivo economico fosse rivolto in primis agli operatori che avevano svolto la propria attività nei reparti Covid ed a tutti i servizi di front-line come i pronti soccorsi, le cure primarie, il servizio di 118, il servizio di igiene e sanità pubblica. L’azienda sanitaria ha dato quindi seguito ai dettami previsti dalla prima fase della delibera ma già nell’applicazione della prima fase dobbiamo purtroppo segnalare alcune criticità nell’applicazione dell’incentivo coronavirus:

– All’interno dello stesso servizio il personale medico è stato incentivato e quello infermieristico escluso dal riconoscimento economico (due pesi e due misure?)

– In molti ospedali, i coordinatori del personale seppur abbiano prestato la propria attività nell’organizzazione dei reparti “covid”, profondendo grande impegno nella gestione dell’emergenza sono stati esclusi dall’incentivo (?)

– Molti professionisti infermieri delle cure primarie, i professionisti del servizio igiene e sanità pubblica (infermieri ed assistenti sanitari), le ostetriche, seppur impegnati strenuamente in prima linea e dedicati all’esecuzione di tamponi, attività di monitoraggio e screening non sono stati assolutamente presi in considerazione

– Molti professionisti infermieri e sanitari di tanti reparti, che sono comunque stati impegnati nell’assistere pazienti positivi o sospetti, sono stati ingiustamente esclusi
Spiace inoltre ancora una volta constatare che da parte Aziendale ad oggi non ci è stato fornito alcun chiarimento in merito al personale coinvolto nella cosiddetta fase due prevista dalla delibera n.693 del 26/5/2020, noi di Nursing up ci auspichiamo venga fin da subito dato al personale il giusto riconoscimento, dopo la disponibilità ed il grande impegno dimostrato, ma purtroppo da quanto abbiamo percepito ancora una volta circa il 70% del personale verrà escluso.

A questo punto, il Nursing up Trentino, visto le continue e ripetute richieste rimaste inascoltate ed alla luce del recente taglio effettuato dalla Giunta provinciale ai 20 milioni di euro per l’indennità di vacanza contrattuale per i contratti provinciale 2019/2021, dichiara lo stato di mobilitazione dei professionisti sanitari del Comparto.
Se non ci saranno adeguate risposte ed in assenza di un serio confronto istituzionale, per quanto ci riguarda, a breve apriremo una ancor più dura stagione di lotta a livello provinciale.

I NOSTRI INFERMIERI, I NOSTRI PROFESSIONISTI SANITARI, SONO I PEGGIO PAGATI IN EUROPA, ORMAI SIAMO STANCHI E STUFI DI ESSERE PRESI IN GIRO

 

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Cesare Hoffer
Coordinatore Nursing up Trento