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NURSING UP TRENTO * COVID-19: « DAL GOVERNO STANZIÀTI PER LA PAT 6,6 MLN, ORA SI ATTIVI SUBITO UN TAVOLO DI CONFRONTO CON I SINDACATI »

Tra i sacrifici che tutta la popolazione sta compiendo in termini di restrizioni della propria vita privata, c’è una categoria di persone, di lavoratori e professionisti che più di altri compie dei sacrifici: quella degli infermieri e degli operatori della salute impegnati ad affrontare in prima linea questa emergenza sanitaria. Questi professionisti oltre a mettere in gioco il loro sapere scientifico, il loro saper agire e il saper essere un professionista sanitario, stanno letteralmente sacrificando loro stessi in nome della salute pubblica.

Con il 6,6 milioni di euro resi disponibili ora dal governo dovranno essere individuate a livello provinciale almeno due tipologie di indennizzo: il primo di tipo risarcitorio,

per il lavoro sin qui svolto dagli operatori sanitari dall’inizio dell’emergenza, che non si è mai fermato nonostante i problemi e le gravi lacune che gli infermieri denunciano. Ed il secondo, di integrazione dello stipendio, che dovrà essere ultra attivo, ricorrente e strutturato, perché è ora di colmare il gap contrattuale esistente tra la retribuzione degli infermieri e quella degli altri professionisti sanitari (come ad esempio i medici), aggravata ancor più dal fatto che solo a loro è consentito di integrare i propri stipendi svolgendo attività privata o intramoenia”.

E’ evidente che nell’impegno comune per affrontare questa emergenza, c’è qualcuno che sta dando e ha dato molto di più, e questo deve essere tangibilmente riconosciuto. Per quanto ci riguarda, è assolutamente necessario che la Giunta Provinciale tenga queste nuove risorse economiche distinte da quelle già stanziate per la chiusura del precedente contratto, per elargire un congruo riconoscimento economico dedicato ai professionisti impegnati nell’emergenza coronavirus. Dovrà costituire un risarcimento commisurato al grande impegno lavorativo ed al disagio, allo stress lavoro correlato e dell’alto rischio biologico nel quale hanno operato i nostri professionisti. Ci aspettiamo pertanto di essere convocati dalla Provincia in tempi celeri ad un tavolo concertativo per la stipula di un accordo in tal senso.

Gli importi dovranno a nostro avviso essere erogati proporzionalmente al contributo individuale e al grado di impegno ed esposizione al rischio, definendo un “quantum” per ogni giornata lavorativa, in analogia a quanto già accaduto in altre regioni.

Parallelamente, auspichiamo una celere chiusura del CCPL 2016/2018 con le risorse già stanziate e che dovranno essere utilizzate per le finalità pregresse già stabilite, per quanto ci riguarda si potrebbe mettere subito a disposizione di tutti i lavoratori i 5 milioni di euro una tantum, da erogare con specifico e separato accordo.

La questione “contrattuale” dovrà essere una volta per tutte affrontata seriamente, in maniera organica ed articolata, la valorizzazione dei professionisti sanitari laureati del comparto passa attraverso alcuni passaggi fondamentali:

1) una contrattazione separata per i professionisti sanitari del comparto, che ne valorizzi le specificità.

2) un percorso di valorizzazione giuridico-economica provinciale, dove attivare l’armonizzazione dei professionisti sanitari del comparto con le altre professioni laureate della Provincia e quindi prevedere un aumento economico strutturato o in alternativa una indennità specifica contrattuale.

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Cesare Hoffer

Coordinatore provinciale Nursing up Trento