La dimissione sempre più frequente dalle strutture ospedaliere di pazienti Covid positivi e la conseguente attivazione del proseguimento delle cure in regime di isolamento presso il domicilio, porta all’evidenza la problematica di assisterli poi in isolamento domiciliare in una situazione di sicurezza, fattispecie che coinvolge non solo l’attività dei nostri professioni infermieri, ma anche quella di tutto il nucleo familiare del paziente.

Per operare efficacemente in quell’ambito, i nostri professionisti hanno bisogno di chiare indicazioni e di un’adeguata formazione, con particolare attenzione al momento cruciale della vestizione con i dispositivi di protezione prima di entrare al domicilio di un paziente positivo o sospettato di contagio, ed alla successiva svestizione con relativo smaltimento di materiale infetto. A tal proposito chiediamo ancora una volta che l’Azienda sanitaria trentina fornisca in quantità adeguata idonei camici (merce rara!) e mascherine, che devono essere le FFP2. E’ fondamentale dare la maggior protezione possibile ai nostri professionisti, che operano in un clima di grande rischio personale ed incertezza, se diventano positivi al virus si trasformano anch’essi in vettori di infezione. Un’altra problematica è costituita dal fatto che molti nostri infermieri operano sul territorio utilizzando il proprio mezzo privato, che non puo’ certo essere utilizzato per trasportare materiale biologico infetto, essendo poi utilizzato dal dipendente nella vita privata con i propri familiari.

Abbiamo pertanto richiesto all’azienda sanitaria di fornire ai nostri professionisti un adeguato mezzo aziendale, così come sta avvenendo in trentino per i dipendenti di altri servizi pubblici essenziali. Per noi è poi indispensabile e prioritario potenziare adeguatamente gli organici, i pazienti da seguire saranno sempre più numerosi a livello territoriale.

Una settimana fa abbiamo inoltre chiesto all’azienda sanitaria la possibilità di attivare il lunch tronic per il buono pasto presso tutti supermercati del trentino, gli esercizi commerciali di ristorazione sono chiusi ed i nostri colleghi del territorio e del servizio 118 ora hanno problemi ad accedere al pasto durante il servizio, siamo ancora in attesa una risposta concreta da parte dell’amministrazione.

Oltre al personale infermieristico ed ostetrico, anch’esso impegnato a livello territoriale nei consultori e nel percorso nascita, che ringraziamo, vogliamo sottolineare l’importanza e l’eccezionale lavoro svolto dalle Assistenti sanitarie dell’Ufficio Igiene, che incessantemente e per 12 ore al giorno sono impegnate nell’esecuzione dei tamponi finalizzati alle indagini epidemiologiche, anche a loro, va il nostro plauso.

A tutt’oggi sono oltre 100 gli operatori sanitari dell’Azienda sanitaria che hanno contratto il Coronavirus, per la stragrande maggioranza infermieri, alcuni dei quali anche ricoverati (uno in terapia intensiva). E’ triste vedere che in Cina i professionisti sanitari che si sono ammalati sono in proporzione la metà dei nostri colleghi italiani, gli stessi ci comunicano che soltanto ora inizia ad essere presente una quantità idonea di dispositivi di protezione, dopo 20 giorni dall’inizio della pandemia, questo per noi non è assolutamente accettabile.

Per la cronaca, le tute fornite in questi giorni dalla protezione civile e distribuite nei servizi dell’Azienda sanitaria non sono a norma.

 

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Cesare Hoffer- Coordinatore Nursing up Trento