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NICER * PANETTONE2026: « A TRENTO I CAMPIONI OLIMPICI TENGONO A BATTESIMO IL DOLCE A CINQUE CERCHI CHE FESTEGGIA L’ARRIVO DEI GIOCHI E SOSTIENE LA CAUSA DI CHICO FORTI »

Nasce in Trentino il dolce natalizio che festeggia il primo Natale verso i Giochi 2026 di Milano e della Lombardia, di Cortina d’Ampezzo, il Trentino e l’Alto Adige. La declinazione del Panettone2026 è Il lato dolce del Trentino a cinque cerchi e al momento di gioia abbina uno scopo benefico a sostegno della causa di Chico Forti, l’imprenditore trentino in carcere all’ergastolo in florida da 20 anni con l’ingiusta condanna per omicidio.

A ideare l’iniziativa lo Chef Manuel Ferrari, trentino di nascita e oggi colonna portante del Grand Hotel Villa Serbelloni a Bellagio, con la giovane imprenditrice Bianca Maria Decarli e la sua società di Comunicazione e Pr Nicer Communication di Trento.

A nobilitare la presentazione ospitata nella sala dei Conti della Luna a palazzo Roccabruna a Trento sono stati i grandi campioni olimpici – dal patriarca Franco Nones (Grenoble ’68) a Giorgio Vanzetta (Lillehammer ’94), Bice Vanzetta (Bronzo a Albertville 92 e Lillehammer 94) e Lidia Trettel (primo medaglia olimpica italiana nello snowboard a Salt Lake City2002), con la presenza ideale di Antonella Bellutti (Atlanta 2000), Cristian Zorzi e Matteo Anesi (Torino 06) impegnati fuori Trento per impegni professionali e agonistici – con i campioni di ciclismo Francesco Moser e Gibo Simoni, l’assessore al Turismo del Trentino Roberto Failoni, il rappresentante del Trentino nella Fondazione Milano Cortina 2026 Tito Giovannini anche nella veste di vicepresidente del Comitato una Chance per Chico presieduto da Lorenzo Moggio e poi Walter Kaswalder, presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento.

Una bella iniziativa, che coinvolge uno chef stellato trentino, una produzione fatta con prodotti trentini senza dimenticare l’aspetto di solidarietà, legato alla vicenda di Chico Forti. Quindi un modo concreto ed efficace di trasmettere l’immagine di un Trentino attento allo sport olimpico e attento alle dinamiche economiche e sociali. Le Olimpiadi porteranno grandi opportunità per il Trentino e dobbiamo saperle cogliere, puntando soprattutto sui giovani”. Questo il commento dell’assessore allo Sport e Turismo, del Trentino Roberto Failoni. Mentre Kaswalder ha ricordato le sue esperienze giovanili con Chico, già da giovane protagoniste di grandi scorribande sportive.

Il mio Panettone2026 punta ad unire non solo l’Italia alpina ma l’intera nazione come è giusto avvenga in occasioni dei Giochi olimpici – ha detto Manuel Ferrari, – Il Panettone dolce è sinonimo di Natale in Italia ed è il lievitato invernale per antonomasia. Questa preparazione è una rivisitazione della ricetta classica con l’aggiunta di alcuni prodotti che rispecchiano il Trentino e le Alpi – Marroni di Castione e la farina fioretto di mais della Valle del Chiese – abbinati al Lievito naturale, al burro impreziosito dall’aggiunta del cioccolato fondente, albicocche e arance. Prodotti di qualità della grande tradizione italiana.

Manuel Ferrari è originario di Breguzzo (Valle del Chiese) ed è tra gli Chef di punta del Trentino. Ha operato a livello internazionale in varie prestigiose strutture: Palace Hotel Badrutt di Santk Moritz, Caesas Salares di San Cassiano, Ristorante The fat Duck Londra, Ristorante Gray Kunz a New York e oggi lavora al Grand Hotel Villa Serbelloni. È stato Chef di Costa Crociere per l’alta ristorazione.

Abbiamo voluto declinare le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sul piano gastronomico partendo da un must italiano di Natale, elaborato in chiave alpina – ha ricordato la giovane imprenditrice Bianca Maria Decarli, Ceo di Nicer Communication -. Un Concept che punta ad enfatizzare la forza delle idee: un modo concreto per evidenziare come i Giochi Olimpici non siano solo una partita finanziaria ma una ideale palestra dove i giovani possano essere protagonisti con la loro freschezza di idee. Per favorire la loro crescita professionale. Questa sfida è nata senza utilizzare denaro ma solo con il lavoro di giovani professionisti e il supporto logistico e ideale di Provincia autonoma di Trento, Trentino Marketing, Camera di Commercio, il patrocinio del Consiglio provinciale e l’aiuto materiale dell’azienda spumantistica Abate Nero. Anche per loro si è trattato di una sfida, vinta, nell’abbinare al dolce un TrentoDoc. La conferma che bisogna sempre osare. E i Giochi saranno una occasione irripetibile per i giovani esattamente come avvenuto con le Universiadi invernali Trentino 2013. I 60 giovani dell’area Marketing e Comunicazione oggi sono protagonisti in molte aziende e attività professionali.

Come detto tutta l’iniziativa ha uno scopo benefico. I 10 panettoni prodotti artigianalmente da Manuel Ferrari sono stati offerti ad altrettanti prestigiosi ristoranti del Trentino, con il ricavato destinato all’Associazione Una Chance per Chico. A sostenere l’iniziativa sono stati Locanda Margon (Ravina di Trento), Gallo Cedrone (Madonna di Campiglio), Le due Spade (Trento), Scrigno del Duomo (Trento), Villa Madruzzo (Trento), Clesio – Hotel Trento (Trento), Orso Grigio (Trento), La Contea (Bolbeno – Borgo Lares), Rebuffo e Terramia (Trento).

Dietro l’Associazione per Chico c’è un grande lavoro che spesso non appare – hanno detto Gianni Forti, zio di Chico con Lorenzo Moggio (il cui padre Roberto è tra i fondatori della Marcialonga) e Tito Giovannini -. In questo momento sta attraversando un momento di speranza, che si auguriamo non venga delusa come in passato. Il nostro iban è IT35G0585601801083571281676.

Ha fatto eco l’assessore Failoni. Come giunta provinciale stiamo dando massima attenzione alla vicenda di Chico e dobbiamo continuare a impegnarci a trovare una soluzione.

Messaggi di augurio sono giunti dai presidenti Diego Mosna (Trentino Volley), Luigi Longhi (Dolomiti Energia) e Lorenzo Conci (3Tre) con la benedizione dell’Arcivescovo di Trento Mons. Lauro Tisi.

E per chiudere la battuta di un vecchio giornalista sportivo trentino: se nel calcio si dice che l’allenatore non arriverà a mangiare il panettone per sancire la chiusura della sua attività anche in questo le Olimpiadi appaiono differenti visto che il loro cammino si è idealmente aperto a Trento proprio mangiando il panettone.