Dal 18 al 21 febbraio 2020, il MUSE propone alle scuole e alla cittadinanza la Settimana degli SDG (Sustainable development goals), gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Oltre 4.600 gli studenti coinvolti, decine di attività legate a temi dell’ambiente, del cambiamento climatico e della sostenibilità e, tra le tante novità, una caccia al futuro all’interno delle sale espositive, l’installazione artistica “Nautilus” di Valentina Furian, ideata per sensibilizzare sull’inquinamento da plastica dei mari, e un nuovo kit didattico, “Tra Cinema e Natura”, realizzato dal Trento Film Festival.

Il MUSE ha posto gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU al centro della propria programmazione e la settimana degli SDG rappresenta per scuole e cittadini l’occasione per esplorare l’attualità, immaginare soluzioni intelligenti per il futuro e promuovere i comportamenti di “cittadinanza attiva”.
Questa mattina, accanto al programma e alle novità di quest’edizione, è stato presentato anche il nuovo kit didattico “Tra Cinema e Natura”, realizzato dal Trento Film Festival in collaborazione con il Centro per la Cooperazione Internazionale e grazie al sostegno del CAI – Club Alpino Italiano.
Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti Michele Lanzinger, direttore del MUSE, Katia Danieli, responsabile del Settore educativo del MUSE, Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival, e Lorella Franceschini, vicepresidente del CAI – Club Alpino Italiano

“Ci piace pensare – ha detto il direttore del MUSE Michele Lanzinger – che dal 2015 tutto questo si traduce in museo, si riconosce negli Obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: il nostro sforzo è fare il possibile per operare ai sensi dell’Agenda 2030. Per questo è fondamentale avere rapporti, essere inseriti in un sistema, legarsi al mondo della formazione e della scuola. Forte, in questo senso, è la relazione con la Provincia autonoma di Trento, che ha istituito una propria unità operativa a sostegno e per la promozione dell’Agenda 2030. Forte è la sintonia con il Trento Film Festival, anche su questo argomento”.

“Il progetto didattico che presentiamo oggi – ha affermato il presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi – parte dal cinema e lega il cinema alle tematiche dello sviluppo sostenibile. Rivolgersi alle scuole e alle giovani generazioni sta nelle corde del festival. Uno dei temi rilevanti che emerge è quello del limite: la montagna fa riflettere su questo, non solo sul limite dell’impresa alpinistica, ma anche su quello che l’uomo deve porsi nei confronti della montagna. La montagna è un sensore delle modificazioni climatiche in atto. Ci comunica attraverso vari messaggi quali sono gli impatti dell’azione umana. Ci certifica lo stato di salute del pianeta”.