VIDEONEWS & sponsored

(in )

MUSE TRENTO * “ CLICK DI SERA ”: « ULTIMO APPUNTAMENTO CON IL FOTOGRAFO NATURALISTA ALESSANDRO GRUZZA, GIOVEDÌ 15 OTTOBRE (ORE 20.30) »

L’ultimo appuntamento dell’anno di “Click di sera” vede protagonista il fotografo naturalista Alessandro Gruzza. Nei suoi scatti gli attimi vissuti tra Africa sub-sahariana, America del Nord, America Latina, Artico e Dolomiti e la storia di come l’amore per la natura abbia trasformato un ingegnere dei materiali in fotografo naturalista.

Dalle savane africane ai deserti d’alta quota andini, dai ghiacci dell’Artico al “giardino di casa” delle Dolomiti: l’ultimo incontro dell’anno di “Click di sera”, la rassegna del MUSE – Museo delle Scienze dedicata all’arte dello scatto, all’esplorazione e alla conservazione della natura, porta in museo il fotografo naturalista Alessandro Gruzza.

Giovedì 15 ottobre alle 20.30, nella lobby del MUSE, l’autore racconterà le avventure fotografiche e gli incontri di luce vissuti in quattro continenti nell’incontro dal titolo “Inseguendo la Luce, in ascolto della Voce”.

“Nel corso degli anni – spiega Gruzza – l’amore per la Natura e la passione per la fotografia hanno insieme innescato un inarrestabile processo di trasformazione di un ingegnere dei materiali in fotografo naturalista. La Natura è la nostra casa. Noi stessi proveniamo dalla Natura e ne siamo direttamente interconnessi. La mia missione è contribuire direttamente alla sua salvaguardia, trasmettendo con la fotografia sensazioni di appartenenza, empatia, consapevolezza, quale sentiero da percorrere per prendersene cura, rispettarla, proteggerla”.

Da qui, passo dopo passo, il contatto diretto con l’ambiente naturale ha trovato piena espressione e profondo significato nella traduzione della voce della Natura in fotografia. Una ricerca che ha portato Gruzza a girare il mondo “inseguendo la Luce, dentro e fuori di sé”: dalle savane dell’Africa sub-sahariana agli ambienti scolpiti dall’erosione dell’America del Nord, dai deserti d’alta quota dell’America Latina ai ghiacci dell’Artico, fino a giungere al “giardino di casa” delle Dolomiti, dove il tantissimo tempo trascorso in ascolto di queste straordinarie montagne è diventato il libro fotografico “La Voce delle Dolomiti”.