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MOVIMENTO SOVRANITÀ TRENTINO ALTO ADIGE * UN ANNO DI CENTRODESTRA TRENTINO: « LA PAROLA D’ORDINE ERA “CAMBIAMENTO”, MA MOLTO POCO DI QUESTO “CAMBIAMENTO” SI È VISTO »

È trascorso un anno dalla vittoria del centro destra, potremmo dire dalla vittoria della Lega, alle elezioni provinciali del 2018.
Una vittoria netta dopo una campagna elettorale forte dove la parola d’ordine era “cambiamento”.

Eppure, ad una anno di distanza, molto poco di questo “cambiamento” si è visto, pochi provvedimenti di chiaro orientamento e nessun imprinting dal punto di vista della riorganizzazione del personale presente all’interno della provincia autonoma di Trento e degli enti strumentali collegàti a questa.

Anzi, abbiamo assistito ad un mantenimento dello status quo per quanto riguarda molti dirigenti e alla nomina di persone con un passato chiaramente di centro sinistra in posizioni apicali.

Nei mesi scorsi, la nomina quale giudice del TAR della dottoressa Cecilia Ambrosi, già segretario generale del Comune di Trento, fortemente voluta dalle opposizioni di sinistra, lasciò perplessi non certo per la figura professionale ineccepibile della Dottoressa quanto per la sua carriera tutta vicina alle precedenti amministrazioni di sinistra. Non abbiamo in Trentino giuristi che possano esprimere l’area del cambiamento?

A ciò aggiungiamo la possibile nomina di Franco Panizza, presidente del Patt, quale segretario particolare di Sgarbi e l’altrettanto ipotizzata nomina di Pietro Godenz, consigliere UPT, nel coordinamento dei giochi olimpici in Trentino.

Tutte decisioni che paiono non andare in continuità con quell’idea di cambiamento che era stata propinata nel corso della campagna elettorale lo scorso anno da parte del presidente Fugatti.

Un necessario è plausibile anno di assestamento è trascorso, ora sono necessarie una serie di iniziative volte a creare un effettivo cambio generazionale e di modus operandi.

Un cambio anche di figure e di immagini nel rispetto di quello di quanto proposto e promesso agli elettori ed alle varie forze politiche minori che hanno sostenuto la coalizione di Fugatti.

Tuttavia una prima nota di apprezzamento va nei confronti del Gruppo provinciale della Lega che ha voluto far propria la nostra proposta di istituire una commissione d’indagine sull’affido dei minori, richiesta da noi avanzata durante lo scorso luglio immediatamente a ridosso dei noti fatti di Bibbiano.

Così come una ulteriore nota positiva va neli confronti dell’assessorato alla Cultura che sta proponendo iniziative in netto stacco rispetto alle stantie attività “politically correct” a cui il grigiore delle vecchie amministrazioni ci aveva abituato.

La traccia da seguire per un vero e proprio cambiamento è ancora lunga; iniziare evitando nomine discutibili in odore di cerchiobottismo sarebbe un punto di spartiacque verso una legislatura che sia di cambiamento. Quello vero.

*

Raimondo Frau

Movimento per la sovranità Trentino Alto Adige

 

 

 

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