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MOUNTAINWILDERNESS * DOLOMITI: « STOP AL TURISMO INSOSTENIBILE, IN VISTA DEI GRANDI EVENTI SERVE UN PIANO DI GESTIONE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE MONTANO »

Dolomiti: stop al turismo insostenibile. In vista dei grandi eventi serve un piano di gestione per la tutela dell’ambiente montano.

Le undici associazioni ambientaliste firmatarie del Dossier “Dolomiti UNESCO” hanno incontrato i tecnici dell’UNESCO e dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) per sottolineare le gravi mancanze di tutela nella gestione del territorio dolomitico.

UNESCO ed IUCN hanno ringraziato le associazioni per il lavoro di monitoraggio svolto sul campo, sottolineando che interagiranno con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed il Comitato Italiano UNESCO, chiedendo chiarimenti in merito alle problematiche sollevate dal Dossier, per comprendere quali siano le strategie per gestire l’aumento della pressione turistica nel sito UNESCO.

Durante l’incontro, entrambe le parti hanno evidenziato come il turismo di massa, sempre più presente anche negli ambienti montani fragili, necessiti di piani specifici ed efficaci per gestire l’incremento di pressione generato dal riconoscimento UNESCO. Mechtild Rössler, Direttrice dell’UNESCO World Heritage Centre, ha invitato a cogliere la crisi dovuta al COVID-19 come un’opportunità per riscrivere le regole di un nuovo turismo sostenibile, ovvero rispettoso delle tutele che permettono alle generazioni future di beneficiare dell’integrità del Patrimonio e più in generale degli ambienti naturali.

“Raccogliamo i suggerimenti emersi durante l’incontro – dichiarano le associazioni ambientaliste – e annunciamo che ci rivolgeremo direttamente al Ministero dell’Ambiente, al Ministero per i Beni Culturali e al Comitato Italiano UNESCO (Roma) per riportare la gravità della situazione in cui versa il patrimonio Dolomiti UNESCO, in modo che si possano prendere immediati provvedimenti al fine di garantire la conservazione dei luoghi, nel rispetto degli impegni siglati con il documento di Siviglia nel 2009. Impegni che, come evidenziato nel dossier, la Fondazione non ha rispettato, sia nei confronti di UNESCO sia verso tutti i soci sostenitori della Fondazione, Associazioni ambientaliste incluse”.