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MICHELEDALLAPICCOLA.IT * FERROVIA VALSUGANA: « SICURI DI FARCELA PER LE OLIMPIADI DEL 2026? QUI DOVREBBERO CONCENTRARSI GLI INVESTIMENTI PER IL TRENTINO OLIMPICO »

LINK – Non è passata inosservata la notizia sui media riguardo ad un anniversario tanto caro ai valsuganotti. Il 26 aprile di 125 anni fa, compiva il proprio viaggio inaugurale la ferrovia della Valsugana. Che non fosse tra le celebrazioni più sentite dalla Giunta provinciale è risaputo.

È pur vero che l’assenza dai social tanto cari alla lega come mezzo di propaganda fa più scalpore per altri motivi. Ha colpito molto di più, ad esempio, l’assenza di ogni riferimento al 25 aprile, nemmeno da parte del suo Presidente. Che pure ha spalato neve, cotto dell’acqua il Santo giorno di Pasqua e accarezzato cani su ordine di Salvini. Sulla liberazione dal nazifascismo non ha speso una sola parola. Tant’è. Non c’è stato spazio per quello figuriamoci per una ferrovia. Eppure spiace perché non si tratta di una ferrovia qualsiasi. In teoria, è il luogo dove più dovrebbero concentrarsi gli investimenti per l’approntamento del Trentino olimpico 2026.

 

L’elettrificazione, tanto promossa quanto promessa.

Fiumi di convegni e di parole scritte e dette, finora al vento. Eppure già nel 2016 la Provincia e R.F.I. avevano firmato un accordo quadro per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria sulle direttrici Bolzano – Verona e Trento – Bassano del Grappa. A questo accordo sono seguiti diversi protocolli d’intesa e convenzioni. Altre convenzioni dovranno essere stipulate per definire in dettaglio la realizzazione delle opere infrastrutturali previste nello schema di protocollo approvato oggi, che dà una cornice unitaria agli impegni reciproci assunti negli anni da Provincia e R.F.I. L’impressione è che sulla solerzia da metterci per spingere quest’opera sia calato un triste gelo!

 

Le intenzioni del CIO e le altre promesse in ballo.

Anche il CIO nello stanziamento di fondi ha tenuto conto di questo progetto. Si tratta di un ulteriore finanziamento di 28 milioni che sembra sia destinato all’acquisto di convogli elettrici o ibridi, soluzione anche da noi auspicata per motivi di carattere ambientale-paesaggistico ed economico. Per il Trentino dunque si parla di realizzare l’elettrificazione della ferrovia in Valsugana, la stazione di Trento, i trasporti nelle valli di Fiemme e Fassa.

 

A queste opere si aggiunge almeno lo stadio del ghiaccio di Pinè senza contare tutte le milionarie richieste accessorie che provengono dall’altopiano e non solo.

In questi giorni due consiglieri fiammazzi facenti riferimento all’area maggioranza pare si stiano occupando di una non meglio precisata raccolta firme che dovrebbe obbligare la propria amministrazione provinciale a realizzare una consistente miglioria alla viabilità proprio tra Fiemme e Pinè. Avete capito bene, una raccolta firme.

 

Due fatti preoccupano a questo punto. Uno più di principio il secondo più di sostanza.

In primo luogo nell’anno tematico dei musei dell’Euregio 2021, è stato definito un programma dalla Giunta del GECT con delibera n. 19/2019. A questo link il comunicato al riguardo. Tra gli obiettivi dell’anno museale vi sono il collegamento in rete e la cooperazione nel settore museale nonché l’offerta di un programma variegato di mostre ed eventi per la popolazione dei tre territori dell’Euregio. Della rete della Valsugana nessuna traccia, nonostante si promuovono convegni, sulla mobilità sostenibile e la giunta non manchi di parlarne a spron battuto.

E qui, entra in campo la seconda grande preoccupazione. Parliamo infatti di intenzioni assolutamente meritorie. Certo che pensando agli attuali tempi realizzativi di un’opera pubblica e ai milioni in ballo, vien da chiedersi se burocrazia e tempi di attesa non esistano più. L’anniversario dei 125 anni di un’opera che venne progettata e realizzata in tre anni in tutto non può che rimanere un simulacro. La maledetta burocrazia si è evoluta per garantire anticorruzione, sicurezza sul lavoro e giustizie nell’assegnazione di lavori. E’ un disagio che rallenta i lavori spesso in maniera difficilmente bypassabile, ma è una realtà. Ineludibile.

Insomma, questo 125° poteva essere un momento di rilancio progettuale che meritava almeno il tempo di post sui social. O anche solo di una minima iniziativa dell’Euregio. Un’istituzione strapazzata che ha promosso davvero di tutto, tranne che questo. A questo link il programma in questione.
Evidentemente a nessuno interessa farne di motivo di proprio vanto programmatico-realizzativo. Ma anche in questo caso, probabilmente da sotto il gazebo, i lavori altrui sembravano avere tempi e richiesta di impegno, molto, ma molto più leggeri.

 

 

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Michele Dallapiccola

Consigliere provinciale Trento – Patt