VIDEONEWS & sponsored

(in )

MICHELE DALLAPICCOLA * PANDEMIA E TURISMO: « VIVA L’APERTURA DEGLI IMPIANTI DI RISALITA, MA PUÒ FORSE GIOIRE IL PERSONALE SANITARIO CHE LAVORA NELLE ORTOPEDIE O NEI REPARTI COVID? »

LINK – Viva l’apertura impianti. Ma quanto possiamo gioire? Una notizia che aspettavamo da settimane. Sognata da alcuni, temuta da altri. Sarete sicuramente d’accordo anche voi se vi dico a chi ho pensato. Può forse gioire, ad esempio, il personale sanitario? Chi lavora nelle ortopedie o nei reparti Covid, tanto per citare un paio di categorie. E non le trovate giusto un po’ importanti (!!), di questi tempi?

Ma spostando l’attenzione ad un’altra sofferenza, quella di alcune categorie economiche, quanto potranno davvero gioire? Mi spiego meglio. Ammesso e non concesso ci sia il via libera alla circolazione tra regioni, quanto ampio potrà esser il pubblico che abbia voglia di muoversi ad epidemia ancora in corso? E le vaccinazioni che ancora proseguono a rilento, quanta sicurezza potranno garantire? La conta dei numeri dei deceduti e dei contagiati, purtroppo, è ancora impietosamente alta. Il timore è che il respiro di sollievo sia davvero flebile. Ancora troppo.
Un’operazione ad alto rischio

La remuneratività dell’operazione apertura delle “funi”, a quanti ingressi pareggia? E non l’avete anche voi il brutto retro pensiero che tutta questa operazione possa diventare una scusa per non ristorare le chiusure?

E quanta e quale promozione potrà invitare ospiti in serenità? E’ delicato pensare un messaggio chiaro. E’ un’arma a doppio taglio. Abbiamo ancora negli occhi le immagini di marzo scorso di Salvini e compagni leghisti trentini che da Campiglio invitavano tutti a salire in allegria.
La speranza è riposta alcuni elementi positivi

Fortunatamente da domani, avremo dei protocolli sanitari validati. La campagna vaccinale che procede e il tempo che scorre riporteranno il sereno. Già il tempo e il sereno. Quanto ci vorrà? Quanto, l’economia dovrà attendere ancora prima di invertire la recessione?

Non sarebbe stato meglio, forse investire in qualcosa di nuovo, intanto nell’attesa? Chiedo – soprattutto a me stesso – non si sarebbe potuto pensare di organizzare qualcosa assieme ai professionisti locali per tener in piedi anche loro, di settori? E collaborando con pacchetti ad hoc anche con la ristorazione e la ricettività? E questi eventuali progetti di divertimento nella montagna innevata, alternativi allo sci, non potrebbero risultare potenzialmente utili anche nel prossimo autunno?
Non dobbiamo abbassare la guardia.

Anche se l’ipotesi più fausta è che nel prossimo autunno il virus calerà, noi, non possiamo lasciarci trovare ancora una volta impreparati. La ripresa non sarà né immediata né automatica e si trascinerà, a mio modesto avviso anche per tutta l’intera prossima stagione. Ecco perchè l’alternativa allo sci va creata. Punto! Per chi non scia per volontà personale o semplicemente perché la capienza temporaneamente limitata degli impianti non glielo permette.

So di essere noioso a ripeterlo ancora. Ma le domande che ho posto, sono la cosa più concreta che posso offrire al dibattito. La Giunta, al riguardo, continua infatti a tenere un assordante silenzio

 

*

Michele Dallapiccola

Consigliere provinciale Trento – Partito autonomista trentino tirolese

Già Assessore al Turismo Pat