«Altro che cerotti, qui ci vuole uno chock positivo. Basta ai vincoli di ogni tipo: l’economia si riprenderà solo se potrà dribblare la matassa burocratica che opprime le imprese. E quindi: niente obbligo di fatturazione elettronica, niente obbligo di registratore di cassa, niente studi di settore, togliere il tetto all’uso del contante. Tutte cose che si possono fare subito, senza grande impegno economico da parte dello Stato.

Potrebbero tornare i voucher. Serve liberare l’Italia, stare al fianco di quelli che producono e non distruggono il lavoro. Come? Penso innanzitutto alle modalità di pagamento della cassa integrazione in deroga: i soldi devono arrivare subito nelle tasche degli italiani costretti a casa e chi non utilizza la cassa integrazione per la propria azienda va premiato, altrimenti saremo al decreto “Arrenditi Italia”.

Penso proprio a un premio in percentuale, legato alla produzione e al mantenimento della forza lavoro, per gli imprenditori che continuano a pagare gli stipendi ai loro dipendenti: vanno sostenuti e aiutati».

Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in una intevista al quotidiano Leggo.

«Mario Draghi è una grande personalità, lo ringrazio per le parole sulla necessità di fare deficit in una fase così drammatica. Ma i governi non si fanno per alchimie. Preferisco il voto popolare. Insomma, elezioni quando si potrà tornare a votare dopo l’emergenza, per gestire la lunga fase di ricostruzione. Il ruolo dell’Europa? In questa fase non è esistita. Non c’è un’Europa della solidarietà, delle grandi scelte. Forse pensano che Italia e Spagna devono arrivare in ginocchio al cospetto della prossima Troika? Sbagliano, senza Italia questa Europa si dissolve», continua Meloni.