QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Per una politica che ascolti la voce dei territori – La politica ai tempi dei social sta diventando una creatura strana che sta cambiando molte delle sue caratteristiche storiche. Dovessi descrivere il movimento cui appartengo in un tweet, ad esempio, userei “Idee, persone, territori e contenuti: ecco La Civica”, mentre come hashtag abbiamo un – per noi significativo – #SceglilaTuaTerra.

Come tutti i movimenti politici attuali, anche noi abbiamo una attivissima pagina Facebook, e ovviamente nell’immancabile sito rilanciamo contenuti in versione approfondita. “Approfondimento”: come provocazione, sceglierei questo termine per la campagna di adozione delle parole per salvare la ricchezza della lingua italiana.

Io, umilmente, scelgo questa parola per salvare la Politica delle idee e dei contenuti, dai tweet e dai post-vetrina. Sarà anche vero che se non usi i social nessuno si fida, come dice una canzone, ma non può essere che essi soli diventino la nuova piazza del paese. Fare politica non è onnipresenza sui social, è essere con e tra le persone, veicolando intelligentemente la loro voce. In questo, noi de La Civica, crediamo molto.

È per questo che stiamo presentando i vari coordinamenti locali, e il prossimo 23 novembre ci ritroveremo in assemblea. La nostra idea di politica infatti non può prescindere dalle persone, dal dialogo costruttivo tra parti, dal raccogliere dal basso le istanze, integrandole poi in un disegno complessivo, in coerenza con quanto proposto quando ci siamo presentati agli elettori.

E a chi accusa l’attuale maggioranza di non avere questo disegno complessivo di visione, mi sento di rispondere come diceva Hobbes: “primum vivere, deinde philosophari”: per poter avere una visione anche di prospettiva si devono affrontare le criticità presenti, perché se gli slogan impoveriscono lo spirito critico, la politica che si nutre solo di concetti senza dare risposte concrete ha comunque l’effetto di allontanare le persone.

Poi, le risposte date potranno piacere o meno, saranno gli elettori a deciderlo, ma oggi più che mai molte di esse non possono più essere differite. Tra queste, vi è la scelta preminente (probabilmente il fil rouge di legislatura) di mantenere presidiati i territori, in particolare i più lontani e a rischio spopolamento. Perchè siamo convinti che il Trentino non ha periferie: il Trentino ha nelle sue valli la sua ricchezza e specificità più grandi.

Pur necessitando di coniugare efficienza e gestione economicamente sostenibile, la soluzione alla contrazione delle risorse non può essere l’accentramento dei servizi a Trento, sopprimendoli ove vi sono già molti altri disagi oggettivi, come è stato fatto in passato.

Dobbiamo cambiare la percezione dei territori, innanzitutto il loro essere sentiti ancillari al Capoluogo – che per definizione resta punto di riferimento – rendendo evidente che la distanza di un comune delle Giudicarie, ad esempio, e Trento, è la stessa sia in una direzione che nell’altra. In quest’questa ottica, se dalla val Rendena si va a partorire al S. Chiara, si può benissimo da Trento andare a farsi operare alle anche presso l’ospedale di Tione.

La Civica vuole essere protagonista di questo nuovo corso, e rifacendosi alle motivazioni per cui è nata, l’impegno è proprio quello di poter aiutare a trovare soluzioni a problemi contingenti coniugandoli con una visione di futuro che veda nel dialogo tra Capoluogo e territori proprio il volano per uno sviluppo armonico e non penalizzante dell’una o dell’altra componente, facendoci garanti del fatto che le risposte siano adeguate alle esigenze.

Ma non si tratta solo di questo: abbiamo l’ambizione di poter catalizzare, grazie alle radici fonde che il nostro movimento ha, benché di formalizzazione recente, l’interesse di coloro che desiderano trovare uno spazio di espressione vivo e di ascolto dove le voci e le opinioni dei territori valgano alla pari, perché si può progredire assieme solo se si lavora assieme e se nessuna voce resta inascoltata.

 

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Vanessa Masè “La Civica”

La Civica