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MASCHIO (ONDA CIVICA TRENTINO) – INTERROGAZIONE * LEGGE MERLIN: « IL SINDACO DI TRENTO RITIENE DI PROCEDERE CON UN INDAGINE DEGLI APPARTAMENTI IN CUI SI ESERCITA LA PROSTITUZIONE? »

Apri il giornale e il titolone a sensazione è: “Prostitute, un arresto. Cinesi sfruttate in una casa”. Come se non fosse la normalità da anni.

A Trento, ormai qualche anno fa, a seguito di una nostra interrogazione, insieme ai colleghi Marco Santini e Paolo Negroni, in merito alla presenza di pubblicità di una “casa chiusa” austriaca all’interno del parcheggio di p.zza Fiera, la risposta fù quella di lavarsene completamente le mani.

Inoltre fù sbrigativamente accantonata dal Sindaco la nostra richiesta di effettuare controlli sulle attività all’interno dei centri massaggio cinesi, nonostante noi avessimo provveduto a segnalare anche l’esistenza di forum online dove vengono non solo descritte le attività svolte ma anche dati voti alle prestazioni con relativi commenti,.

Adesso facciamo un check, esattamente nel momento della scrittura dell’interrogazione, entriamo in uno dei vari siti internet, o pagine di Bazar, in cui ed alle ore 10,27 vi sono almeno una settantina di annunci escort e trans che offrono i loro servizi negli appartamenti di Trento.

Visti gli scarsi risultati ottenuti dalla legge Merlin per risolvere questo fenomeno, o a dire il vero vista la discutibile applicazione della stessa, avevamo provocatoriamente presentato una mozione per proporre la sua rimozione o quantomeno, nell’impossibilità di farlo di prendere in considerazione, come possibile luogo dove insediare un centro legalizzato per la pratica del meretricio, l’hotel Panorama in Sardagna, ormai totalmente abbandonata .

Una provocazione ovviamente, come chiarimmo in sede di discussione in aula, perché dal nostro punto di vista il modello svedese era ed è quello più adatto a cercare di diminuire il fenomeno o quantomeno ad aiutare quella parte di donne sfruttate.

Ebbi anche l’onore di essere toncato nell’Adige per tale provocazione ma poi più nulla, tutto come prima.
Ebbene con la nuova giunta e sopratutto il nuovo Sindaco ci aspettiamo un impostazione diversa.

La legge parla chiaro e con un colpo di telefono possiamo immediatamente sapere in quale appartamento si sta esercitando prostituzione.
E per evitare risposte come “magari il proprietario dell’appartamento non lo sa” cosa che ci è stata risposta e la trovo totalmente discutibile, basta metterlo a conoscenza e indurlo a fare una denuncia e recedere dal contratto, pena le sanzioni di cui alla legge.

Per questo abbiamo interrogato su quale sia la posizione nel merito e se si ritenga di procedere con un indagine degli appartamenti in cui si esercita la prostituzione e mettere a conoscenza i proprietari degli appartamenti stessi al fine procedere con la revoca del contratto od eventuali sanzioni.

 

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Ing. Andrea Maschio
Capogruppo Onda Civica Trentino nel Comune di Trento

 

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Interrogazione a risposta orale presentata dal gruppo consigliare comunale ONDA CIVICA TRENTINO

Oggetto: Legge Merlin, sfruttamento e la strana meraviglia occasionale.

Apri il giornale e il titolone a sensazione è: “Prostitute, un arresto. Cinesi sfruttate in una casa”. Come se non fosse la normalità da anni.
A Trento, ormai qualche anno fa, a seguito di una nostra interrogazione, insieme ai colleghi Marco Santini e Paolo Negroni, in merito alla presenza di pubblicità di una “casa chiusa” austriaca all’interno del parcheggio di p.zza Fiera, la risposta fù quella di lavarsene completamente le mani. Inoltre fù sbrigativamente accantonata dal Sindaco la nostra richiesta di effettuare controlli sulle attività all’interno dei centri massaggio cinesi, nonostante noi avessimo provveduto a segnalare anche l’esistenza di forum online dove vengono non solo descritte le attività svolte ma anche dati voti alle prestazioni con relativi commenti,.

Adesso facciamo un check, esattamente nel momento della scrittura dell’interrogazione, entriamo in uno dei vari siti internet, o pagine di Bazar, in cui ed alle ore 10,27 vi sono almeno una settantina di annunci escort e trans che offrono i loro servizi negli appartamenti di Trento.
Approvata il 20 febbraio 1958, fu proposta dall’allora senatrice socialista Lina Merlin.

Questa legge si è dimostrata del tutto inefficace nel contrastare il fenomeno della prostituzione in Italia, ed ha permesso la diffusione della prostituzione nelle strade, oltre che nelle case, e il relativo sviluppo del fenomeno della prostituzione legata all’immigrazione clandestina, di donne spesso minorenni. Secondo alcune stime, le prostitute in Italia sono 50000 – 70000, con più di 9 milioni di clienti, e un giro di affari che oscilla tra i 19 e i 25 miliardi di euro l’anno.

Ricordiamo qualche articolo della Legge 20 febbraio 1958, n. 75, Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui. Nell’art. 1 si dice: “È vietato l’esercizio di case di prostituzione nel territorio dello Stato e nei territori sottoposti all’amministrazione di autorità italiane.”

Mentre nell’art. 2: “Le case, i quartieri e qualsiasi altro luogo chiuso, dove si esercita la prostituzione, dichiarati locali di meretricio a sensi dell’art. 190 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773 , e delle successive modificazioni, dovranno essere chiusi entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
Infine si riporta parte dell’art. 3:
“È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 a euro 10.329, salvo in ogni caso l’applicazione dell’ art. 240 del codice penale:

1) chiunque, trascorso il termine indicato nell’art. 2, abbia la proprietà o l’esercizio, sotto qualsiasi denominazione, di una casa di prostituzione, o comunque la controlli, o diriga, o amministri, ovvero partecipi alla proprietà, esercizio, direzione o amministrazione di essa; 2) chiunque, avendo la proprietà o l’amministrazione di una casa od altro locale, li conceda in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione; …..”

Visti gli scarsi risultati ottenuti dalla legge Merlin per risolvere questo fenomeno, o a dire il vero vista la discutibile applicazione della stessa, avevamo provocatoriamente presentato una mozione per proporre la sua rimozione o quantomeno, nell’impossibilità di farlo di prendere in considerazione, come possibile luogo dove insediare un centro legalizzato per la pratica del meretricio, l’hotel Panorama in Sardagna, ormai totalmente abbandonata .
Una provocazione ovviamente, come chiarimmo in sede di discussione in aula, perché dal nostro punto di vista il modello svedese era ed è quello più adatto a cercare di diminuire il fenomeno o quantomeno ad aiutare quella parte di donne sfruttate.

Ebbi anche l’onore di essere toncato nell’Adige per tale provocazione ma poi più nulla, tutto come prima.
Ebbene con la nuova giunta e sopratutto il nuovo Sindaco ci aspettiamo un impostazione diversa.

La legge parla chiaro e con un colpo di telefono possiamo immediatamente sapere in quale appartamento si sta esercitando prostituzione.
E per evitare risposte come “magari il proprietario dell’appartamento non lo sa” cosa che ci è stata risposta e la trovo totalmente discutibile, basta metterlo a conoscenza e indurlo a fare una denuncia e recedere dal contratto, pena le sanzioni di cui alla legge.

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Tutto ciò premesso interrogano il Sindaco e la Giunta ai fini di conoscere:

• quale sia la posizione nel merito;

• se si ritenga di procedere con un indagine degli appartamenti in cui si esercita la prostituzione e mettere a conoscenza i proprietari degli appartamenti stessi al fine procedere con la revoca del contratto od eventuali sanzioni.

 

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Consigliere comunale ONDA CIVICA TRENTINO Andrea Maschio