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MASCHIO (ONDA CIVICA TRENTINO) – INTERROGAZIONE * DISCARICA SARDAGNA: « SINDACO E GIUNTA COMUNALE INTENDONO CHIEDERE UNA DEROGA ALLA PROPOSTA PRELIMINARE DI STRALCIO? »

Interrogazione a risposta orale presentata dal gruppo consigliare comunale Onda Civica Trentino.

Oggetto: Sardagna ed il Piano provinciale gestione rifiuti – stralcio rifiuti speciali.

Leggiamo ciò che dice oggi il Focus Piano provinciale gestione rifiuti – stralcio rifiuti speciali:

“La discarica in loc. Sardagna è stata pianificata nel Piano comprensoriale di rifiuti speciali del Comprensorio della Valle dell’Adige (1993) approvato con deliberazione assemblea comprensoriale n. 20 dd 29/10/1993 per un volume complessivo di 150.000-180.000 mc.

Nel 2006 è stata approvata una variante al citato Piano per un aumento della volumetria complessiva della discarica fino a 920.000 mc. Successivamente, con deliberazione assemblea comprensoriale n. 8 dd 12/05/2008, è stato approvato un ulteriore ampliamento di 300.000 mc, per una volumetria complessiva della discarica di 1.220.000 mc, con la perimetrazione riportata sotto nell’estratto del Piano Comprensoriale citato.”

“A causa dell’asportazione del materiale ai piedi del pendio, lungo il fronte occidentale si sono registrati negli anni ‘70 fenomeni di instabilità di entità crescente, sino all’evento franoso del 1976, che ha causato l’interruzione dell’attività di cava.”

“Per fermare la frana e risanare l’area dal punto di vista geologico, è stato sottoposto a Valutazione di impatto ambientale (VIA) nel marzo 2015 un progetto per la realizzazione di una discarica di rifiuti inerti.”

“In vista dell’imminente scadenza della compatibilità ambientale, necessaria per riprendere i lavori di realizzazione della discarica di inerti, la ditta Sativa Srl ha presentato nel 2012 un progetto di VIA per la prosecuzione della stessa.”

“L’intervento proposto nel 2012 è stato sospeso per permettere il superamento di questioni tecnico-amministrative evidenziate durante l’istruttoria di VIA, tra le quali la localizzazione dell’impianto di valle nel Piano di settore, l’analisi di rischio sui rifiuti non conformi depositati e l’approfondimento delle questioni geologiche.”
“Il progetto richiede una deroga fino al triplo dei valori limite fissati dal DM 27/09/2010 che definisce i criteri di ammissibilità per le discariche dei rifiuti inerti.”

“Il Servizio Geologico della Provincia, con proprio parere del dicembre 2013 ha ritenuto, alla luce di quanto esaminato dalla documentazione integrativa del progetto e valutato direttamente in sito, “che ad oggi il versante non abbia raggiunto una condizione di stabilità a lungo termine. L’accumulo di inerte già conferito ha infatti migliorato la situazione, ma non l’ha ancora risolta”.

Lo stesso Servizio, nel parere successivo del marzo 2014, ha ribadito la necessità che la ditta Sativa Srl riprenda il controllo della deformazione del corpo di frana e della discarica, ed anche il rilevamento della qualità e quantità di acqua presente nell’area, ai fini di valutare correttamente l’evoluzione delle caratteristiche di stabilità di tutta la zona in esame. Solo a seguito dell’esito dei suddetti monitoraggi sarà possibile definire l’assetto morfologico finale del versante ed ottimale ai fini della stabilità dello stesso”. I pareri sono stati confermati nell’ultima conferenza di servizi del 4 giugno 2019, dove lo stesso Servizio Geologico, ha chiesto ulteriori verifiche e calcoli sulla quantificazione del volume di accumulo necessario per sormontare e contrastare positivamente-

Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio comunale Paolo Piccoli il corpo di frana. Dal punto di vista della natura dei materiali/rifiuti da conferire, senza addentrarsi nelle questioni sulle tipologie dei rifiuti, chiarisce che “la condizione essenziale per conseguire un tamponamento efficace del corpo di frana consiste nell’impiego di materiali prevalentemente granulari, evitando nel modo più assoluto la posa di strati coesivi continui che possano influenzare negativamente la stabilità degli accumuli”.”

“Alla luce di tali considerazioni, stando al criterio più restrittivo del Piano dei rifiuti da C&D del 2013, la discarica non può essere localizzata, stante la pericolosità dell’area. La parte occidentale della discarica, costituita da quasi la metà dell’area, rientra inoltre nella fascia di 300 m dall’area agricola di pregio sita a ovest, imposta quale condizione di non idoneità per l’art. 65 del D.P.G.P. 26 gennaio 1987, n. 1-41/Leg., non derogabile.

La zona sud del sito si trova inoltre in area a bosco, anche questi considerati come criteri non derogabili dalla normativa nazionale, ma derogabile da quella provinciale previa verifica. Il sito rientra anche nell’area sismica 3, in parte in tutela ambientale, in parte all’interno delle fasce di rispetto cimiteriali, considerate condizioni di non idoneità da poter tuttavia superare con valutazioni specifiche. Per ultimo, la discarica si trova vicino all’abitato di Sardagna e prossimo alle case isolate a nordovest. Per tali fattori, la normativa impone la valutazione delle condizioni locali di accettabilità dell’impianto.

In tal merito si evidenziano le numerose osservazioni pubbliche e la grande partecipazione dell’assemblea pubblica riscontrata durante l’ultima istruttoria di VIA. Alla luce della trattazione riportata sopra, considerando le condizioni di idoneità più restrittive tra la normativa nazionale e quella provinciale, si ritiene che il sito non sia idoneo alla realizzazione di una discarica, pur ritenendo necessario prevedere un contenimento geo-tecnico del sito, eventualmente accompagnato dal mantenimento del sistema teleferico di trasporto del materiale per non andare ad incidere nel centro abitato”.

 

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Proviamo ora a ricostruire sinteticamente ciò che abbiamo fatto coerentemente in questi anni:

• Nostra mozione presentata in aula il 4/5 luglio 2018 da cui i seguenti estratti:
BOCCIATA grazie ai voti contrari e le astensioni del csx. La votazione va ricordata perché cosi sentenziò: 17 favorevoli (MASCHIO, NEGRONI, SANTINI, ZANETTI, MERLER, GUASTAMACCHIA, OLIVA, FESTINI, GIULIANI, BRIDI, POSTAL, MORANDUZZO, SCALFI, CARLIN, BUNGARO, COPPOLA, ROMANO), 6 contrari (ANDREATTA, ROBOL, STANCHINA, FRANZOIA, BIASIOLI, GILMOZZI) e 14 astenuti (SALIZZONI, SERRA, BOZZARELLI, ZALLA, CALZA, BOSETTI, LOMBARDO, BRUGNARA, CASTELLI, PANETTA, TOMASI, DUCATI, UEZ, PATTINI), 1 non votante (OSELE)

• la mozione scritta di mio pugno con la collaborazione dell’ex consigliere Marco Ianes, portata in Commissione Ambiente e sottoscritta successivamente solo da altri tre consiglieri 5 giugno 2019 di cui si riporta il dispositivo presentato:

• “prendere posizione sull’inopportunità della riapertura della discarica;

• chiedere agli organi competenti un documento ufficiale controfirmato dall’ente pubblico che:

◦ dimostri inequivocabilmente la presenza di un movimento franoso che va fermato per la pericolosità dello stesso;

◦ che dia contezza nel dettaglio della probabilità e della pericolosità sulla zona sottostante di un eventuale frana;

◦ che espliciti i dettagli tecnici per l’intervento di messa in sicurezza con i relativi costi;

◦ che spieghi per quale motivo, qualora la frana esistesse, non si debba intervenire con immediatezza invece
che aspettare decenni;

◦ che indichi quali ulteriori interventi progettuali possano essere utili al fine di definire quanto sopra esposto.

• chiedere:

◦ un approfondimento dettagliato delle tipologie dei materiali, specificandone il luogo di provenienza al fine di essere garantiti sulla sicurezza di poter escludere che provengano da siti inquinati da agenti pericolosi o da presenza di radioattività residue oltre i minimi di legge.

◦ che tipo di controlli e con che frequenza verranno messi in atto da parte dell’ente pubblico al fine di monitorare il non superamento dei limiti concessi;

◦ quali saranno gli impatti ambientali e sulla salute degli esseri viventi in caso si sversamento o in caso di caduta massiccia di materiali lungo il tratto di teleferica;

◦ quali metodologie e strategia di controllo verranno messe in atto per verificare l’integrità del sistema di trasporto a fune al fine di garantire la riduzione degli sversamenti e di contenere quelli inevitabili

• chiedere la possibilità di non concedere la deroga 2X e 3X a tutti i codici, in via subordinata di escluderlo per il CER 170504 o in via ulteriormente subordinata di avere una nota ufficiale da APSS in merito alla sicurezza sanitaria e da APPA per la questione ambientale che garantisca che con tale deroga non vi sia alcun maggiore rischio sanitario e/o ambientale rispetto alla non concessione della deroga.

• chiedere la possibilità di rivedere la concessione dei nuovi codici ed in caso contrario e subordinato di avere una nota ufficiale da APSS in merito alla sicurezza sanitaria e da APPA per la questione ambientale che garantisca che con i nuovi codici non vi sia un aumento del livello di pericolo precedente.”

Emerge con chiarezza come la Provincia Autonoma di Trento proponga lo stralcio della discarica dal Piano provinciale di gestione dei rifiuti inerti per questioni sanitarie ed ambientali: ci chiediamo quindi cosa pensassero gli amministratori precedenti. Siamo ovviamente felici dell’avvenuto stralcio, considerando il fatto che è ciò per cui abbiamo combattuto sempre- rimane il dubbio se lo stesso coincida con la chiusura della discarica stessa per il suo riutilizzo o se ci vorranno decenni per la sua messa in sicurezza. Questo in considerazione del fatto che negli ultimi venti- trenta anni si è sempre stata ribadita, dalle precedenti amministrazioni, la non disponibilità di sufficiente materiale per la messa in sicurezza del piede, ma siamo certi che ora come d’incanto si troveranno le soluzioni alternative che il nostro gruppo ha da sempre invocato e al contempo archiviate come impossibili.

Ritenete congruo eseguire una valutazione sugli aspetti sanitari di una discarica che non rispetta le disposizioni del D. Lgs 36/2003, mancando di un sistema di convogliamento del percolato e delle acque ed una barriere geologica efficace a contenere i rifiuti? (Ispra) Ritenete opportuno discutere in merito dell’autorizzazione al conferimento di rifiuti non inerti? Ritenete indicato argomentare in merito al conferimento di ingenti quantità di rifiuti pericolosi e non quali metalli pesanti, idrocarburi, rifiuti ospedalieri? Ancora, ritenete conforme la sussistenza di una bonifica ordinata ma mai portata a temine per una modifica alla L.P. n. 18, dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale? Perché dal dire “ci faremo un parco, un campetto, un giardino etc” ad avere la sicurezza “sanitaria” ed ambientale per realizzarli e soprattutto a frequentarli ci può essere di mezzo un mare di rifiuti. Registriamo dunque la bontà e la concretezza delle nostre indicazioni e suggerimenti volti non tanto alla non riattivazione quanto alla messa in sicurezza con e solo materiale inerte.

Ci auguriamo caldamente di non vedere una richiesta di deroga per chiedere pareri in merito a una questione che si conosce come le proprie tasche.

 

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Tutto ciò premesso
si interrogano pertanto il Sindaco e la Giunta ai fini di conoscere:

• se intendano chiedere una deroga alla redazione di un parere alla proposta preliminare di stralcio ed in caso per quale specifica motivazione che non sia un banale “ora abbiamo da lavorare per il bilancio”;

• quale sia nel frattempo l’orientamento nel merito anche sulla base delle suddette premesse;

• se si ritenga di chiedere alla Provincia se lo stralcio significhi la fine dei lavori e la certezza del riutilizzo dell’area a livello sanitario ed ambientale:

• se si ritenga di chiedere alla Provincia cosa si ritiene di fare in merito alla parte inquinata esistente di cui fu ordinata la bonifica;

• se si ritenga di chiedere alla Provincia di avere certezza sui metodi e sui tempi di messa in sicurezza del movimento franoso.

Colgo l’occasione per porgere i più cordiali saluti.

 

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Andrea Maschio

Consigliere comunale ONDA CIVICA TRENTINO