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MASCHIO (ONDA CIVICA TRENTINO) * DISCARICA SARDAGNA: « IL COMUNE DI TRENTO VUOLE CHIEDERE “STRATI TECNICI SOSTITUTIVI” PER EVITARE ULTERIORI DISAGI ALL’ABITATO? »

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10:44 - 27/01/2021

Leggere che sia paradossale chiudere la discarica è davvero strano.

Di paradossale non c’è proprio nulla. Forse sarebbe opportuno parlare e scrivere nel merito di una discarica studiandone almeno le basi.

Basi che insegnano che una discarica per essere “chiusa” necessità di realizzare una serie di strati per metterla in sicurezza. Pertanto, come noi abbiamo sempre chiarito e specificato, lo stralcio della discarica ha permesso certamente di non proseguirla ma necessità di chiuderla in questo modo. Vedere persone stupite della necessità di chiuderla per gli utilizzi successivi fa pensare che qualcuno in campagna elettorale per incompetenza o per furbizia non abbia parlato chiaro.

Anche nelle osservazioni allo stralcio è mancata questa specifica che forse era sottintesa ma a ben leggere pare che l’abitato di Sardagna, compreso il suo past-President, non abbiano avuto le corrette informazioni.

Le osservazioni del Comune dicevano chiaramente: “di prevedere, dopo aver ultimato la copertura finale multistrato della discarica come previsto dal D.Lgs. 36/2003 “Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti…”

Evito di entrare nel merito della nostra costante e continua richiesta di bonifica nel rispetto delle sentenze che la prevedono e che i cittadini di Sardagna continuano a chiedere.

Normalmente una chiusura di discarica oltre allo strato di terra vegetale deve prevedere almeno 3 ulteriori strati, che per questioni economiche, spesso sono composti da “rifiuti non pericolosi recuperati”.

La ditta riceve i materiali di scavo o gli scarti di lavorazione e procede al loro mescolamento, alla loro vagliatura ed alla loro lavorazione per renderli compatibili ad essere usati come “rifiuti non pericolosi recuperati”. Ciò comporta tempi lunghi evidentemente.

In sostituzione di questi strati tecnici si possono mettere in opera dei cosiddetti “strati tecnici sostitutivi”, costituiti da teli impermeabili e geo-compositi che hanno le stesse funzioni dei materiali naturali (impermeabilizzazione, drenaggio, separazione, ecc) ma consentono di avere minori tempi di realizzazione. Di contro presentano, ovviamente, un costo più elevato.

Si chiede quindi, viste peraltro le osservazioni stesse al piano stralcio, se il Comune voglia richiedere, compartecipando alla spesa, di “strati tecnici sostitutivi” per evitare ulteriori disagi all’abitato.

 

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Andrea Maschio
Capogruppo Onda Civica Trentino nel Comune di Trento

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LANCIO D'AGENZIA

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