Egregio Signor Walter Kaswalder Presidente del Consiglio Provinciale  – Trento, 13 novembre 2019 – Interrogazione a risposta scritta n. 970.

Nella risposta all’interrogazione n. 871/XVI “Sulla situazione dell’organico dei giornalisti presso l’ufficio stampa del Consiglio provinciale”, la Presidenza del Consiglio afferma quanto segue: “Mettendo poi a confronto la dotazione dell’ufficio stampa del Consiglio provinciale con quello delle realtà ad esso più simili si rileva che i numeri, in quelle realtà, sono inferiori (questo vale per le assemblee di Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, ma ancor più per il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e la Dieta tirolese).”;

con il presente atto si ritiene doveroso segnalare l’erroneità delle affermazioni relative alla dotazione di personale dell’ufficio stampa del Consiglio della Regione Friuli Venezia Giulia. Infatti, dopo aver consultato la pianta organica del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (disponibile sul sito del Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia, alla pagina Amministrazione trasparente> Personale> Dotazione organica) ed aver provveduto ad effettuare una verifica per le vie brevi con il personale del suddetto Ufficio Stampa, l’interrogante ha potuto verificare come il Servizio Comunicazione e Informazione del Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia (attualmente tutti gli Uffici sono stati inglobati in questo Servizio, mentre fino a circa sei mesi fa vi erano sia un Ufficio Stampa sia un Ufficio Comunicazione che dipendeva dal Servizio Affari Generali) sia composto da n. 3 giornalisti, i quali peraltro non emergono dalla pianta organica disponibile sul sito in quanto sono incardinati presso l’ACON (Agenzia Consiglio Notizie) che, come si apprende dal sito istituzionale del Consiglio regionale, “assicura l’attività giornalistica al Consiglio regionale e ai suoi organi, nonché agli organismi di garanzia istituiti presso il Consiglio medesimo”;

oltre a questi, che si occupano esclusivamente dell’attività di informazione, vi sono n. 4 funzionari (3 di cat. D, 1 di cat. C, come si può evincere dalla pianta organica) che si occupano invece della parte Comunicazione quindi della rete Intranet, del sito Web del Consiglio regionale e della parte relativa ai Social Network;
attualmente quindi l’organico del Servizio Comunicazione e Informazione del Consiglio della Regione Friuli Venezia Giulia è composto da n. 3 giornalisti, più 4 funzionari, per un totale di 7 persone;

a ciò si aggiunge il fatto che attualmente anche il Servizio Comunicazione e Informazione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia risulta carente da un punto di vista di organico in quanto sprovvisto del Dirigente del Servizio Comunicazione e Informazione, tanto che a farne le veci è il Dirigente del Servizio Affari Generali, si arriverebbe quindi in tal caso a 8 persone in organico nel Servizio Comunicazione e Informazione (senza contare n. 2 funzionari amministrativi che supportano l’attività svolgendo funzioni di Segreteria di redazione);

per quanto riguarda invece l’altro esempio riportato nella risposta all’interrogazione n. 871/XVI, ovvero la Regione Valle d’Aosta, la legge regionale n. 3/2011 “Disposizioni in materia di autonomia funzionale e nuova disciplina dell’organizzazione amministrativa del Consiglio regionale della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste. Abrogazione della legge regionale 30 luglio 1991, n. 26 (Ordinamento amministrativo del Consiglio regionale)” prevede che l’Ufficio stampa sia diretto da un Capo Ufficio stampa coadiuvato da un Vice e da un numero di addetti alle attività giornalistiche e di informazione non superiore a due. Attualmente nell’organico dell’Ufficio Stampa lavorano 3 giornalisti, più un funzionario amministrativo. All’interrogante tuttavia sembra corretto sottolineare come la Regione Valle d’Aosta conti un numero di lunga inferiore di abitanti, circa 125.000 contro i 541.000 abitanti della Provincia Autonoma di Trento e come di conseguenza il carico di lavoro sia, per ovvie ragioni, sensibilmente minore nel complesso dell’attività di informazione e comunicazione da svolgere;

per quanto riguarda invece la Provincia Autonoma di Bolzano non vi sono le condizioni per poter fare una comparazione con la dotazione del personale dell’ufficio stampa del Consiglio provinciale della Provincia di Trento. A Bolzano infatti il Consiglio è sempre stato gestito a maggioranza assoluta dal partito SVP, il quale controlla l’ufficio di presidenza e tutte le attività connesse. La maggioranza consiliare non ha mai avuto l’esigenza di assicurare una comunicazione istituzionale per bilanciare il potere dell’esecutivo essendo lo stesso controllato dalla stessa forza politica per decenni. A conferma di tale tesi si deve rilevare il fatto che l’ufficio stampa del Consiglio provinciale di Bolzano elabora una quantità di prodotti editoriali infinitamente più bassa rispetto ai servizi erogati da quello trentino che si riducono ad uno spazio di 2 pagine riservato nella rivista ufficiale della Provincia e ad una pagina Facebook (elemento peraltro mancante nella nostra realtà consiliare);

inoltre con l’interrogazione n. 871/XVI, si sottolineava la non completa veridicità dell’affermazione contenuta nella risposta all’interrogazione n. 554/XVI, informazione infatti successivamente corretta nella risposta all’int. n. 871/XVI con le parole che seguono:

“l’organico dei giornalisti dell’Ufficio stampa del Consiglio provinciale è stato storicamente di quattro unità, solo temporaneamente portato a cinque (da fine 2011 a metà 2014); ma questo dato va inquadrato in una valutazione più complessiva dei carichi di lavoro, considerando, ad esempio, che in quel periodo all’ufficio facevano capo pure il Comitato provinciale per le comunicazioni e il Forum trentino per la pace e i diritti umani. ”;

tuttavia, occorre sottolineare che i motivi posti a fondamento dell’innalzamento di organico (ovvero la valutazione complessiva dei carichi di lavoro che sarebbe stata maggiore a causa della quantità di organi incardinati presso il Consiglio provinciale) non si possono considerare rilevanti nel caso di specie in quanto, anche ora come allora, l’ufficio Stampa del Consiglio provinciale si occupa, oltreché dell’attività di informazione e comunicazione della vita istituzionale del Consiglio e quindi dell’attività politica di tutti i consiglieri, anche dell’attività di comunicazione degli organi presso di lui incardinati, ovvero il Difensore Civico (si veda a riguardo l’impegno dell’ordine del giorno 24/XVI avente ad oggetto “Divulgazione dell’attività svolta dal difensore civico e dagli organi di garanzia incardinati presso il Consiglio provinciale”), il Garante dei diritti dei detenuti e dei minori, l’Autorità per le minoranze linguistiche, il Corecom, il Forum per la Pace e la Commissione pari opportunità. Senza contare poi il fatto che oggi, a differenza di un tempo, sussiste l’esigenza di realizzare anche la parte comunicativa dedicata ai social network, la quale va adeguatamente implementata e valorizzata;

si rimanda inoltre a quanto già espresso nelle precedenti interrogazioni n. 554/XVI e 871/XVI per quanto riguarda l’importanza di ampliare l’informazione istituzionale del Consiglio anche attraverso i nuovi canali disponibili, quali Twitter, Facebook, Instagram, Whatsapp o Flickr, finora non utilizzati, penalizzando quindi non di poco il numero di persone raggiungibile. Carenza, questa, evidenziata peraltro anche dal programma editoriale 2019 come riportato nell’interrogazione n. 871/XVI alla quale si rimanda;

 

 

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente del Consiglio provinciale per sapere

1. se intenda promuovere una comunicazione istituzionale per rettificare il contenuto della risposta all’interrogazione n. 554 laddove si afferma che “l’organico dei giornalisti dell’Ufficio stampa del Consiglio provinciale è stato storicamente di quattro unità, solo temporaneamente portato a cinque (da fine 2011 a metà 2014), in considerazione sia del programmato pensionamento dell’allora responsabile dell’Ufficio stampa sia della validità temporanea della graduatoria del concorso pubblico per giornalista dalla quale poter attingere per l’assunzione di un’unità presso il medesimo Ufficio stampa”

2. se abbia posto o intenda porre all’ordine del giorno dell’ufficio di Presidenza del Consiglio la valutazione di un rafforzamento e di una riorganizzazione dell’attività di informazione istituzionale del Consiglio in particolare attraverso un uso più adeguato ed efficace dei social network al fine di elevare lo standard di informazione istituzionale e rispondere alle esigenze più avanzate della cittadinanza, in particolare quella più giovane, anche in considerazione di quanto espresso nelle linee operative del programma editoriale 2019, in particolare nella sezione dedicata ai New media;

3. se abbia posto o intenda porre all’ordine del giorno dell’ufficio di Presidenza del Consiglio provinciale il reintegro dell’unità lavorativa rimasta scoperta presso l’Ufficio Stampa del Consiglio provinciale a seguito del pensionamento di un suo componente, riportandone l’organico a n. 5 giornalisti anche per far fronte alle necessità comunicative degli organi incardinati presso il Consiglio provinciale;

4. se intenda adottare provvedimenti volti a promuovere la diffusione presso la popolazione trentina della possibilità di sottoscrivere gratuitamente la rivista “Consiglio provinciale – Cronache” al fine di assicurarne una più capillare diffusione tra la cittadinanza e, al contempo, se intenda adottare iniziative nei confronti degli enti locali della provincia autonoma di Trento allo scopo di favorire una distribuzione più capillare di “Consiglio provinciale – Cronache” fra gli amministratori e negli edifici dove vengono erogati i servizi della pubblica amministrazione.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

 

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Cons. prov. Alex Marini

 

 

 

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