Alex Marini: Ho visitato l’istituto don Milani di Rovereto. È una scuola che sta facendo la sua parte per combattere violenza e bullismo. Qualche giorno fa la stampa aveva dato grande risalto ad alcuni fatti di violenza avvenuti all’istituto don Milani di Rovereto. Avevo preso subito posizione in merito, ritenendo che la scuola dovesse intervenire per affermare con forza da che parte stesse la ragione e dove invece fosse il torto sottolineando l’assoluta inammissibilità di certi comportamenti. Dopo aver visitato la scuola ed incontrato il dirigente scolastico posso dire di aver trovato che le mie preoccupazioni erano condivise e che il don Milani è un’ottima scuola, dotata di un corpo studentesco sano e di eccellenti insegnanti che hanno ben chiara la strada da seguire per risolvere con giustizia la grave situazione verificatasi loro malgrado.

Nel corso dell’ultima settimana ho visitato 2 volte il don Milani. La prima volta ho avuto un incontro col dirigente scolastico che mi ha illustrato le procedure che la scuola può e deve mettere in campo per attivare provvedimenti disciplinari e sanzionatori.

Proprio oggi sono invece stato invitato ad una discussione informale per approfondire il tema del bullismo e per studiare eventuali accorgimenti normativi e pratiche di prevenzione. Alla discussione hanno partecipato anche la deputata Emanuela Rossini, che sta lavorando su una proposta di legge in materia di bullismo, il dirigente scolastico e le insegnanti che lavorano quotidianamente su questi temi.

Sono rimasto positivamente impressionato dall’impegno e dalla passione con cui il corpo docente svolge la propria funzione educatrice e dai risultati raggiunti fino ad oggi. Un lavoro che non deve passare sotto silenzio o venire oscurato.
Anche leggendo i titoli dei giornali odierni, il timore che mi è sorto è che un singolo fatto, per quanto deprecabile e da sanzionarsi con rigore, rischi di vanificare quanto di buono è stato fatto al don Milani in questi anni. È vero, il fatto avvenuto è grave ma a quanto ho potuto osservare mi pare si tratti di un evento isolato, assolutamente non estendibile all’intera scuola.

È stato senza dubbio giusto dare notizia dell’aggressione avvenuta al don Milani, ma allo stesso tempo ritengo altrettanto giusto dire che approfondendo ci sarebbero anche tantissime buone notizie da dare riguardo a una scuola che in realtà si è dimostrata vigile e attenta sui temi della prevenzione.

Al don Milani ho scoperto una comunità scolastica che sta lavorando su gruppi di pari, mettendo in campo ad esempio il progetto “spazio ascolto” o il gruppo “Omsillub(e)”, cioè “bullismo” ma al contrario e trasformato al femminile, vista la partecipazione di tante ragazze, in cui studenti, professori e genitori si sono impegnati fattivamente negli ultimi tre anni. Al don Milani si è lavorato anche su un gruppo di lavoro dedicato alla partecipazione e alla rappresentanza studentesca nella gestione della scuola. Con buona probabilità ciò ha permesso di disinnescare già in partenza situazioni a rischio.

Sulla base di queste esperienze innovative ora l’intenzione del don Milani è cercare di ottenere una certificazione anti-bullismo. Se questa iniziativa andasse a buon fine il don Milani sarebbe una delle prime scuole d’Italia ad avere un piano antibullismo comprensivo di un sistema sanzionatorio, una codificazione delle procedure per l’individuazione e la gestione delle criticità relative al bullismo, un piano di formazione antibullismo e un’attività periodica di audit antibullismo.

Il mio augurio è pertanto che l’incidente di percorso in cui è incappato l’Istituto don Milani, non sia di impedimento al raggiungimento di scopi che mirano proprio a neutralizzare sul nascere episodi di violenza e sopraffazione verso i più deboli.

 

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Alex Marini (M5S)
Consigliere della Provincia autonoma di Trento