Care trentine, cari trentini, non viviamo la fortuna di navigare un tempo soffice, consueto, fatto di rispettabili preoccupazioni ordinarie. E non abbiamo dinnanzi la normalità di una società in lenta evoluzione, unicamente occupata a ripromettersi di vivere di piccoli cambiamenti e soluzioni rassicuranti, compatibili con uno scenario conosciuto.

Ci attende, purtroppo, il compito di governare e di vivere una tempesta imprevista e ancora in corso, reggendo insieme il timone di una barca esposta a mille rischi e frustata da onde assai alte, per tentare di condurla in un porto sicuro attraverso un lavoro nuovo, difficile,e che richiederà il ricorso a tutte le energie sociali ed economiche per ripensare il nostro modo di stare insieme ed essere una comunità aperta e solidale.

Di fronte ad una situazione straordinaria e imprevista come questa, con la pandemia che sta spazzando via interi pezzi della nostra economia trentina, la risposta non può essere affidare la guida della città ad un sindaco con scarsa o nulla esperienza politica. L’approssimazione dei tentativi e degli esperimenti è un lusso che nel tempo attuale la nostra comunità non può permettersi. Occorrono conoscenza immediata della cosa pubblica, capacità di coinvolgimento delle energie economiche e sociali, di tutte le persone che desiderano partecipare attivamente.

È necessario intervenire subito, senza perdere altro tempo, anche perché alla tragedia del Coronavirus si aggiunge la situazione di immobilismo che Trento già viveva da tanti, troppi anni, e che ha reso il nostro tessuto ancora più fragile.

Nella normalità di quello chechiamavo tempo soffice nemmeno avrei preso in considerazione le sollecitazioni di tante e di tanti di voi che in queste settimane mi avete chiesto di scendere in campo perché preoccupati per il futuro della nostra città.
Di fronte alla difficoltà della crisi che viviamo, tuttavia, dopo giorni di riflessione e anche di travaglio, ho deciso che non ci è più dato, né più concesso, il tempo dei tatticismi e dei giochini di palazzo.

Per Trento, alle prossime elezioni comunali, sarò a disposizione: per raccogliere attorno a un progetto civico, libero, autonomista e popolare le migliori energie della città, delle imprese, dei lavoratori, dei ceti professionali, del mondo delle associazioni e della solidarietà.

Il progetto sarà diretto soprattutto a Voi, cittadine e cittadini, e sarà aperto all’interlocuzione con tutte le forze sociali, economiche e politiche che, animate da uno spirito di impegno per la comunità, mettano al centro i programmi in modo concreto e sincero, al di là di quegli steccati che sempre, ma soprattutto nelle emergenze, ci rendono tutti deboli.

Non è il tempo degli arroccamenti, delle permalosità, delle chiusure: è il tempo della competenza, della disponibilità, del servizio, della generosità.

Ho doverosamente rassegnato le dimissioni da Presidente della sezione trentina dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti, perché è giusto che da domani io sia concentrato su una sola causa: Trento, la sua salvezza, il suo futuro.

Sarà un impegno di anni, totalizzante, che non ammetterà distrazioni: se ci rimbocchiamo tutte e tutti le maniche sono sicuro che ce la possiamo fare a trasformare la grande tragedia del Covid-19 in una nuova opportunità di sviluppo sociale ed economico, che metta le persone ed i loro bisogni al centro della crescita della nostra bellissima città.

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Marcello Carli