INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL TRASPORTI DEL TRENTINO

NICOLA PETROLLI

Focus su: Trasporto urbano Trento - Rovereto/Riva del Garda

 Ferrovia Trento/valli Avisio - Contratto Pat

Voglio rivolgere un plauso alla decisione assunta dalla Giunta del Comune di Riva del Garda di dire no alla trasformazione di edifici residenziali in case vacanza. La decisione, secondo quanto stabilito dalla normativa provinciale, dovrà essere approvata con deliberazione del Consiglio comunale entro il 20/12/2020 ma l’indicazione data dalla Giunta è inequivocabile. Allo stesso modo ho molto apprezzato le dichiarazioni odierne dei Sindaci di Arco, Ledro e Nago – Torbole, in linea con quanto deciso dalla Giunta rivana.
Ricordo che tra poco più di un mese, il 20/12/2020 appunto, scade la possibilità per i Comuni turistici di disapplicare la previsione urbanistica voluta dalla Giunta Fugatti in merito alla trasformazione di edifici esistenti in case vacanza.

Con l’assestamento di bilancio dello scorso agosto, infatti, la Giunta provinciale ha previsto la possibilità in capo ai Comuni di aggirare la cosiddetta “legge Gilmozzi” – quella che ha bloccato le seconde case nelle valli trentine – permettendo la ristrutturazione di volumi già esistenti per destinarli a uso vacanza e tempo libero.

La norma prevede che entro il 31 dicembre 2021 i Comuni ad alta intensità turistica definiscano con una variante semplificata al PRG il dimensionamento massimo degli interventi di cambio d’uso per la realizzazione di alloggi vacanze, ma prevede altresì che fino a quel momento è comunque ammesso il cambio d’uso con una semplice SCIA di edifici esistenti in case vacanza nel limite del 10% del dimensionamento per residenza ordinaria.

Entro il 20 dicembre 2020, con deliberazione del consiglio comunale, i Comuni possono escludere l’applicazione di questa previsione. Per questo motivo nei giorni scorsi ho depositato una mozione (qui allegata) in Consiglio provinciale per impegnare la Giunta, sentito il Consiglio delle Autonomie Locali, ad inviare ai Comuni interessati una comunicazione per ricordare proprio la possibilità riconosciutagli di disapplicare la previsione di cambio d’uso di edifici esistenti in case vacanza, e a farlo nei tempi utili a garantire ai Comuni la possibilità di convocare, se lo vorranno, il Consiglio comunale. Ho inoltre scritto al Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali per chiedere anche a lui la disponibilità di inviare ai Comuni un promemoria in tal senso.

Risulta evidente come la “legge Gilmozzi” avesse l’intento di governare il settore delle case vacanza in maniera organica e programmata, sulla base di una pianificazione urbanistica in grado di garantire il preminente interesse pubblico della tutela del territorio, del paesaggio e delle necessità abitative, residenziali e socio-economiche della popolazione residente nei territori di montagna, oltre a garantire una continua evoluzione in senso qualitativo del turismo trentino. Anche la previsioni di limitate deroghe era fortemente regolamentata e subordinata all’attuazione di accordi di programma o piani speciali di carattere strategico.

La previsione introdotta dalla Giunta Fugatti – con la scusa dell’emergenza COVID pur non essendo chiaro l’impatto anticongiunturale – ha previsto invece la possibilità in capo ai Comuni di derogare in maniera generalizzata ai limiti previsti per il dimensionamento massimo degli interventi di cambio d’uso, creando a mio avviso un forte ed irreversibile rischio per i territori e le comunità locali più interessate dal fenomeno turistico.

Auspico quindi che la stessa decisione del Comune di Riva del Garda venga assunta da tutti i Comuni interessati, valorizzando la propria autonomia decisionale in campo pianificatorio.

 

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Il Consigliere provinciale – Alessio Manica
Gruppo del Partito Democratico del Trentino

Ill.mo Signor
Walter Kaswalder
Presidente del Consiglio provinciale
SEDE

Trento, 11 novembre 2020

Proposta di mozione n.

Con la legge provinciale 6 agosto 2020, n. 6 – Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2020 – 2022 – la Giunta provinciale ha previsto la possibilità di sbloccare la cosiddetta “legge Gilmozzi” – legge provinciale 16/2005, che prevedeva lo stop alle cosiddette seconde case – permettendo la ristrutturazione di volumi già esistenti per destinarli a uso vacanza e tempo libero.

Nello specifico l’articolo 55 della l.p. 6/2020 introduce disposizioni straordinarie per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente da destinare ad alloggi per tempo libero e vacanza in deroga alla disciplina in materia di cambio d’uso prevista dall’articolo 57, comma 3, della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (legge urbanistica provinciale 2008).
Il comma 2 dell’art. 55 prevede in tal senso che entro il 31 dicembre 2021 i Comuni ad alta intensità turistica definiscono con variante al piano regolatore generale (PRG) semplificata il dimensionamento massimo degli interventi di cambio d’uso per la realizzazione di alloggi per tempo libero e vacanze su edifici esistenti alla data di entrata in vigore di questo articolo nel rispetto della percentuale massima stabilita dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 3015 del 2005.

Il comma 4 della norma prevede poi che in ragione degli effetti economici e sociali dell’emergenza sanitaria da COVID-19, fino all’individuazione del dimensionamento previsto dal comma 2 e comunque non oltre il 31 dicembre 2021 è ammesso il cambio d’uso di edifici esistenti alla data di entrata in vigore della l.p. 6/2020 in alloggi per il tempo libero e vacanze entro un contingente pari al 10 per cento del dimensionamento per residenza ordinaria come individuato dai PRG, a patto che con il PRG non si fosse espressamente esclusa la realizzazione di alloggi per tempo libero e vacanze.
Infine, la norma prevede che entro il 20 dicembre 2020 con deliberazione del consiglio comunale il Comune può escludere l’applicazione di quanto previsto al comma 4 e che la domanda di permesso di costruire o la SCIA relative agli interventi di recupero comportanti il cambio d’uso possono essere presentate al comune competente a decorrere dal 20 dicembre 2020.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio impegna la Giunta provinciale
1. a comunicare, sentito il Consiglio delle Autonomie Locali, ai Comuni interessati dalla previsione normativa di cui al comma 4 dell’art. 55 della l.p. 6/2020 quanto previsto dell’art. 55 della l.p. 6/2020 ed in particolare la possibilità riconosciuta ai Comuni stessi di disapplicare la previsione di cui al comma 4 con propria deliberazione consiliare da adottarsi entro il 20/12/2020;
2. a provvedere a questa comunicazione nei tempi più rapidi possibile, e comunque nei tempi utili a garantire ai Comuni la possibilità di provvedere alla convocazione del Consiglio comunale entro il 20/12/2020.

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cons. Alessio Manica