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MANICA (PD) – INTERROGAZIONE * SVINCOLO TRENTO NORD: « MA LA GIUNTA PAT NON DICEVA DI VOLERE RIDURRE IL TRAFFICO IN VALSUGANA? »

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota inviata all’Agenzia Opinione) – È di pochi giorni fa la notizia che con riferimento all’opera di realizzazione del nuovo grande svincolo della tangenziale a Trento-nord, a procedura concorsuale ormai chiusa e consegna dei lavori già effettuata in data 04/04/2019, la Provincia ha deciso per una profonda revisione del progetto.

Prima della revisione il tracciato prevedeva uno svincolo su tre livelli altimetrici con asse principale quello nord-sud, mentre con la modifica in corso l’asse principale sarà quello in direzione sud/est.

La scelta fatta inizialmente dalla Provincia era giustificata dall’ipotesi di realizzare un collegamento tra Veneto e Trentino con una uscita nei pressi di Trento sud, con lo scopo di alleggerire il traffico nella zona dei laghi e ridurre fortemente anche il traffico di mezzi pesanti da e per la Valsugana. Questa rimane ad oggi l’unica ipotesi ad oggi discussa e condivisa al Tavolo per l’Intesa sulla Valdastico con Stato e Regione Veneto.

Come noto però la Giunta Fugatti ha sempre espresso il proprio favore per un’altra ipotesi, e cioè un collegamento autostradale della Valdastico con la A22 attraverso le valli del Leno con uscita a Rovereto sud. La revisione del progetto dello svincolo della tangenziale a Trento nord è probabilmente figlia di questa preferenza, che non alleggerisce in alcun modo il traffico della Valsugana e richiede quindi una primazia del flusso sull’asse sud-est al posto di quella nord-sud.

Tale scelta certifica quindi ciò che tutti sanno ma che la Giunta Fugatti continua a negare e cioè che l’uscita autostradale della Valdastico a Rovereto sud non avrà il benché minimo beneficio sul traffico della Valsugana. Per questo ho interrogato la Giunta per sapere sulla base di quale analisi e dati è stato modificato il progetto dello svincolo della tangenziale nord di Trento, quali sono i costi collegati a tale scelta e con quali azioni concrete intende intervenire per ridurre realmente il traffico in Valsugana.

 

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Interrogazione a risposta scritta n.
Svincolo Trento nord: ma la Giunta non diceva di voler ridurre il traffico in Valsugana?

Si fa seguito con la presente all’interrogazione n. 610 del 18 giugno 2019, avente ad oggetto il nuovo svincolo della tangenziale di Trento-nord, alla quale dopo quasi due anni, come ormai consuetudine, non è ancora stata fornita risposta.
È di pochi giorni fa la notizia che con riferimento all’opera di realizzazione del nuovo grande svincolo della tangenziale a Trento-nord, a procedura concorsuale ormai chiusa e consegna dei lavori già effettuata in data 04/04/2019, la Provincia ha deciso per una profonda revisione del progetto.
Prima della revisione il tracciato, a differenza di prima, prevedeva uno svincolo su tre livelli altrimetrici, con favorito come asse principale quello nord-sud a quattro corsie, rendendo quindi diretto il percorso nord-sud e prevedendo l’innesto/uscita per la Valsugana come una deviazione dal percorso primario. Questo nonostante i maggiori flussi e picchi di traffico si manifestino nella direzione sud/est e viceversa.

La scelta fatta inizialmente dalla Provincia era giustificata dall’ipotesi di realizzare un collegamento tra Veneto e Trentino con una uscita nei pressi di Trento sud. Non certo un’ipotesi campata per aria, ma l’unica ipotesi ad oggi discussa e condivisa al Tavolo per l’Intesa del 2016 con Stato e Regione Veneto, mai aggiornata ufficialmente. Questa ipotesi prevedeva per il collegamento tra Veneto e Trentino una strada uscita in Valsugana e poi a Trento sud, con lo scopo di alleggerire in tal modo anche il traffico in Valsugana e nella zona dei laghi. Con questa ipotesi si andrebbe a ridurre fortemente anche il traffico di mezzi pesanti da e per la Valsugana, che convoglierebbero sulla tangenziale a sud di Trento, rendendo in questo prioritaria la viabilità sull’asse nord-sud e non sud-est.

Come noto la Giunta Fugatti – praticamente in solitaria – ha sempre espresso il proprio favore per un’altra ipotesi di collegamento tra Veneto e Trentino, e cioè un collegamento autostradale della Valdastico con la A22 attraverso le valli del Leno con uscita a Rovereto sud. E questo, vale sempre la pena ricordarlo, nonostante le analisi tecniche collegate alla succitata Intesa dicano che l’ipotesi di tracciato con uscita a Rovereto sud sia quella meno sostenibile e anche quella meno funzionale, essendo la più lontana dal Brennero e non andando minimamente ad incidere sulla riduzione del traffico in Valsugana.

La revisione del progetto dello svincolo della tangenziale a Trento nord è probabilmente figlia di questa preferenza, perché l’ipotesi di primazia del flusso nord-sud perde di significato con l’uscita della Valdastico sotto Rovereto. Questa uscita infatti non potrà garantire, lungo la Valsugana, una riduzione del traffico pesante proveniente dalle province di Belluno e Treviso e pertanto il nuovo svincolo di Trento Nord, come progettato, rischiava di diventare una specie di imbuto. Del resto il traffico pesante proveniente dal Veneto in uscita a sud di Rovereto, dirigendosi principalmente verso il Brennero si immetterebbe direttamente in A22.

La revisione del progetto voluta dalla Provincia per lo svincolo della tangenziale risulta quindi coerente con l’idea di collegamento tra Veneto e Trentino che da sempre sostiene, ma pare quindi anche certificare in modo definitivo che l’uscita autostradale della Valdastico a Rovereto sud non avrà il benché minimo beneficio sul traffico della Valsugana, contrariamente a quanto il Presidente Fugatti e la maggioranza leghista millantano da anni a fini propagandistici ed elettoralistici.

Tale coerenza è peraltro l’unica spiegazione che lo scrivente riesce a porre come giustificazione per una modifica di tale radicalità apportata praticamente in corso d’opera ad un progetto così atteso, complesso, importante. Spiegazione che comunque non elimina lo sconcerto rispetto alla facilità con cui sembra essere possibile stravolgere un progetto già affidato, con i costi conseguenti che questo comporta.

 

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Tutto ciò premesso,
si interroga la Giunta provinciale per sapere

1. sulla base di quale analisi tecniche e di quali dati è stato modificato un progetto di questa portata, in presenza di una gara d’appalto già esperita e di lavori già consegnati;

2. quali sono i costi progettuali ed esecutivi conseguenti a questa modifica del progetto;

3. se e quali studi sono stati realizzati sui flussi di traffico conseguenti ad un’uscita della Valdastico a sud di Rovereto e come questi flussi di traffico si ripercuoterebbero sui flussi di traffico della tangenziale di Trento;

4. come si giustifica la scelta di favorire il percorso sud-est dello svincolo di Trento nord con l’obiettivo più volte dichiarato dalla Giunta Fugatti e dalla sua maggioranza di voler ridurre il traffico in Valsugana;

5. come si giustifica la scelta di favorire il percorso sud-est dello svincolo di Trento nord con le dichiarazioni fatte dal Presidente Fugatti e da membri della sua maggioranza (a titolo esemplificativo vedasi il comunicato stampa della Cons.a Dalzocchio del 29/03/2019) secondo i quali la Valdastico con uscita a Rovereto sud porterebbe ad una riduzione del traffico in Valsugana;

6. con quali azioni concrete intende ridurre il traffico in Valsugana.

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

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Il Cons. Alessio Manica