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MANICA (PD) – INTERROGAZIONE * : PATRIMONIO DEL TRENTINO SPA: « PER QUALI RAGIONI NON È ANCORA STATO RESO PUBBLICO IL CURRICULUM DEL PRESIDENTE, COME VORREBBE LA NORMA? »

“Patrimonio del Trentino S.p.A.”, la società che gestisce per conto della Provincia il patrimonio immobiliare pubblico, è al centro di un’articolata interrogazione del Consigliere provinciale del Partito Democratico del Trentino, Alessio Manica, il quale, come già ha avuto modo di fare anche in Consiglio regionale nei mesi scorsi e senza ottenere risposta alcuna, chiede ragione di alcune questioni decisamente oscure:

– perché non è ancora stato pubblicato il “curriculum vitae” del presidente di tale società, posto che la pubblicazione immediata è un obbligo di legge;
– per quali ragioni la Provincia intende fondere “Patrimonio del Trentino S.p.A.” con “Trentino Sviluppo S.p.A.” nell’anno 2021;
– come mai sembra che siano soggetti a pignoramento gli emolumenti spettanti ad un consigliere d’amministrazione di tale società;
– come si concilia la mancata pubblicazione, prevista per legge, delle dichiarazioni dei redditi, prodotti all’estero, di alcuni consiglieri d’amministrazione con la sempre sbandierata
volontà di trasparenza della Giunta provinciale.

Domande e ancora domande, rispetto alle quali paiono esservi grandi difficoltà nel rispondere, ma la pazienza abbonda nelle stanze delle opposizioni.

 

In allegato l’interrogazione.

 

*

Trento, 30 novembre 2020

Egr. Sig.
WALTER KASWALDER
Presidente Consiglio provinciale
SEDE

Interrogazione n.
QUALE DESTINO PER “PATRIMONIO DEL TRENTINO S.P.A.”?

 

Cosa sta succedendo a “Patrimonio del Trentino s.p.a.”, cioè a quella società pubblica deputata alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico provinciale?

Già da qualche tempo questa realtà, importante anche per l’economia del territorio, è finita sotto la lente di ingrandimento dell’attività ispettiva e di controllo che compete ad ogni Consigliere provinciale e regionale, per la mancata osservanza delle prescrizioni di legge che impongono la pubblicazione del “curriculum vitae” dei componenti del consiglio d’amministrazione e che a tutt’oggi registrano l’assenza di ogni segnalazione in merito, nonostante anche recenti e reiterate richieste di adempiere a tale obbligo di legge.

Accanto a ciò risulta poi in dirittura d’arrivo, anche a seguito del parere positivo espresso dalla I.a Commissione legislativa del Consiglio provinciale sul programma di riordino delle società partecipate e riportato dalla stampa locale (“L’Adige” 27 nov. 2020 pag. 21), il progetto di fusione di “Patrimonio del Trentino s.p.a.” con “Trentino Sviluppo s.p.a.” entro la fine del prossimo anno, di fatto riducendo il consiglio d’amministrazione di “Patrimonio del Trentino s.p.a.” anziché ad un luogo di progettazione di investimenti e strategie di sviluppo ad un mero “collegio di liquidatori” che, forse, la società non meritava, vuoi per la sua saldezza economica, vuoi perché sembra molto complesso immaginare di ricondurre ad identici scopi sociali due realtà societarie che si occupano di questioni così diverse fra loro.

Se è evidente come lo sguardo sul futuro di questa Giunta provinciale si riduce ormai ad un orizzonte di solo contenimento della spesa pubblica – come affermato autorevolmente dal Presidente della Provincia in un’ intervista apparsa su di un quotidiano locale e dimenticando così una delle lezioni essenziali dell’economia di capitali e cioè quella dell’investimento in momenti di crisi – appare veramente impoverente l’azione messa in campo di riconcentrare buona parte del rilievo finanziario pubblico in un unico soggetto, piuttosto che differenziarne azione e scopi puntando ad una pluralità di risorse possibili.

Inoltre, su questo scenario già incerto e fragile, si innestano anche fattori destabilizzanti come i provvedimenti di pignoramento per insolvenza degli emolumenti percepiti da un consigliere d’amministrazione di “Patrimonio del Trentino s.p.a.”, allora è del tutto evidente il tentativo dell’attuale Giunta provinciale di cancellare progressivamente quanto fin qui fatto dal passato, in un processo di totale “damnatio memoriae” politica ed istituzionale che non può passare sotto silenzio, non foss’altro per i danni che arreca alla nostra economia in un momento di così palese difficoltà.

Infine, a tutto questo va aggiunto un ulteriore imbarazzante passaggio, riportato dalla stampa locale, circa la mancata pubblicazione, prevista dalla norma, dei redditi di alcuni consiglieri d’amministrazione di “Patrimonio del Trentino s.p.a.”, in ragione della loro produzione all’estero. Anche se si trattasse di atto legittimo, lo stesso non dovrebbe comunque trovare copertura da parte della Provincia che ha un apposito “portale” per garantire la piena trasparenza dell’agire proprio e delle società controllate dalla stessa e che dovrebbe impegnarsi totalmente su questo versante.

Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:


– per quali ragioni politiche e tecniche si prevede l’accorpamento in un nuovo soggetto societario delle due realtà di “Patrimonio del Trentino s.p.a.” e di “Trentino Sviluppo s.p.a.” entro l’anno 2021 e quali obiettivi si intendono affidare a questo nuovo soggetto;
– se la stessa è a conoscenza dei provvedimenti citati e che riguardano il pignoramento degli emolumenti di un consigliere d’amministrazione di “Patrimonio del Trentino s.p.a.”; come valuta questa anomala situazione e se intende provvedere alla sostituzione di tale consigliere con altra figura non esposta a provvedimenti di tale natura;
– se la medesima ritiene accettabile la mancata pubblicazione dei redditi prodotti all’estero da alcuni consiglieri d’amministrazione della società in oggetto, così come richiamato in premessa;
– quali iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere la provincia per garantire la necessaria trasparenza sostanziale per le società controllate.

 

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti

Cons. Alessio Manica