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MANICA (PD) – INTERROGAZIONE * DIGHE DEL TRENTINO: « LA GIUNTA PAT È A CONOSCENZA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO DEL PERSONALE DI SORVEGLIANZA? »

Interrogazione a risposta scritta n. 2270. Nei giorni scorsi alcuni rappresentanti sindacali trentini hanno pubblicamente espresso una forte preoccupazione riguardo alla situazione del personale di sorveglianza delle dighe del Trentino, ponendo anche la questione della sicurezza di questi impianti e quindi anche delle comunità locali più prossime ma non solo.

Questi in particolare si sono detti “preoccupati dalle scelte fatte da Hydro Dolomiti Energia che ha deciso di affidarsi a nuovi lavoratori a basso costo per la sorveglianza e il mantenimento delle dighe”, cosa questa che potrà mettere “a rischio la sicurezza dei cittadini e di interi territori”.

Tale situazione non è nuova ed è oggetto di una vertenza che va avanti ormai da anni e che riguarda appunto le condizioni di lavoro dei guardiani delle dighe. Condizioni che a detta del Sindacato potrebbero ora peggiorare nell’ambito di una recente riorganizzazione voluta da Hydro Dolomiti Energia. “Le persone che andranno ad essere sostituite – dice il Sindacato – hanno una competenza e una formazione molto specializzata, che l’azienda non vuole assolutamente replicare per i nuovi assunti low-cost”.

Questo rischia di andare ad incidere anche sulla sicurezza sul lavoro, perché la revisione di cui sopra pare prevedere che i guardiani svolgano le loro mansioni in solitudine, pur trattandosi a detta del Sindacato “di un lavoro svolto in luoghi impervi, pericolosi e difficilmente raggiungibili dai soccorsi”.

Pare infine che il risparmio atteso da questa revisione organizzativa sia molto contenuto rispetto alla redditività del settore, e rischia appunto di essere ottenuto a scapito del presidio di sicurezza e delle condizioni di lavoro degli impiegati nell’attività di sorveglianza delle dighe.

 

Tutto ciò premesso,

1. se è a conoscenza della situazione su descritta;

2. se si, se quanto riportato dal Sindacato corrisponde alla situazione nota alla Giunta;

3. se si, se e come intende intervenire;

4. se si, se non ritiene opportuno che una società in quota maggioritaria pubblica applichi il più possibile condizioni di lavoro tali da garantire i lavoratori e la sicurezza loro e pubblica.

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

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cons. Alessio Manica