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Giornata dell'Autonomia (5/9/2019)

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La Stube Hermitage, ristorante 1 Stella Michelin a Madonna di Campiglio, mercoledì 27 Febbraio ospiterà un evento speciale dedicato al gusto e alla cucina d’autore. Una cena a sei mani che vedrà impegnati ai fornelli tre importanti esponenti della migliore tradizione enogastronomica trentina e altoatesina. A fianco del giovane resident chef della “Stube Hermitage” Giovanni D’Alitta (1 stella Michelin), ci saranno lo chef della “Locanda Margon” di Ravina Alfio Ghezzi (nella foto sotto, 2 stelle Michelin) e lo chef del ristorante “In viaggio” di Bolzano Claudio Melis (1 stella Michelin).

 

 

D’Alitta, Ghezzi e Melis, che in passato hanno lavorato insieme e da tempo sono legati da un nesso d’amicizia, si sono ispirati al tema “I segreti della montagna” per definire il menu della serata: prodotti, sapori, profumi e consistenze del territorio sono il pretesto per combinazioni inedite, tra tradizione e innovazione. Suggestioni provenienti dalle valli delle Dolomiti, comprese quelle del Brenta-Patrimonio dell’Umanità, incontrano ispirazioni provenienti da terre e mari lontani trasformandosi in piatti creativi e originali. Nel “concerto” gastronomico a tre voci, i tre chef firmeranno due piatti ciascuno presentando una proposta gourmet del tutto nuova, in grado di sedurre i palati più esigenti.

Nello spartito d’alta cucina ideato da D’Alitta, Ghezzi e Melis ci saranno la mortandella della Val di Non, il Trentingrana e il coniglio del Bleggio, ma anche il tartufo nero, il salmone, l’ananas e il cocco. L’essenza della montagna, abbinata a qualche incursione esotica, sarà distillata goccia a goccia in un menu memorabile. Il risultato, ancora da raccontare, sarà un piacere da scoprire.

La reunion di Madonna di Campiglio attualizza connessioni professionali e personali costruite nel tempo.

Giovanni D’Alitta, che nel novembre 2018 ha nuovamente appuntato la stella Michelin alla “Stube Hermitage”, ha lavorato con Claudio Melis alla “Siriola” (oggi due stelle Michelin) dell’hotel Ciasa Salares di San Cassiano e al “Rosewood Resort” di Jumby Bay (Antigua), uno dei più lussuosi hotel al mondo.

Claudio Melis, inoltre, è stato alla “Stube Hermitage” a fine anni Novanta, quando la storia del ristorante gourmet campigliano muoveva i primi passi. Proprio con Melis, la famiglia Maffei, anima e mente imprenditoriale del gioiello della ristorazione ai piedi delle Dolomiti di Brenta, ha gettato le basi per i successi arrivati poco dopo.

Alfio Ghezzi, invece, nato a pochi chilometri da Madonna di Campiglio, al quale la famiglia Lunelli di Cantine Ferrari ha affidato il progetto gastronomico di Locanda Margon a Ravina (2 stelle Michelin), alimenta costantemente la “Regina delle nevi” con il suo contributo d’eccellenza. È proprio Ghezzi, ad esempio, che firma lo standing buffet in occasione del Gran Ballo dell’Imperatore a conclusione del Carnevale Asburgico (prossima edizione: 8 marzo 2019).

Amicizia e reciproco rispetto professionale s’incontrano così a Madonna di Campiglio il 27 Febbraio. Un incontro atteso, una cena speciale, ma anche un voluto omaggio all’ingresso di Giovanni d’Alitta e Claudio Melis nel firmamento della ristorazione italiana. Ad entrambi è stata infatti assegnata 1 stella Michelin lo scorso mese di novembre 2018.

Accompagneranno l’esecuzione il Ferrari Perlè Rosè ed il Perlè Brut serviti in abbinamento ai piatti preparati dagli chef.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONE

Prezzo: 150 euro per persona Spumanti Ferrari inclusi.

Prenotazione: richiesta chiamando il numero 0465 441558 o scrivendo all’indirizzo mail info@biohotelhermitage.it.

 

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IL MENU

Dopo il “Benvenuto degli chef” nella lounge dell’hotel Hermitage, inizierà un percorso di gusto straordinario.

Estratto di pioppini, segale, burro salato, castagne e tuber melanosporum (chef Alfio Ghezzi)

Tortellini alla mortandella della Val di Non e Trentingrana, consommè di cappone e mele Fuji (chef Giovanni D’Alitta).

Risotto Carnaroli alla “Marinara” di fiume, Kefir e Gin salato (chef Claudio Melis)

Salmone Hucho hucho con rapanelli e salsa di sedano rapa grigliato (chef Alfio Ghezzi)

Il coniglio del Bleggio con salsa di prugne fermentate (chef Giovanni D’Alitta)

Ananas arrosto, cocco, timo e mandarino (chef Claudio Melis).

Piccola pasticceria, acqua minerale e caffè.

 

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LA STUBE HERMITAGE

La tradizione italiana del cibo trova, nei ristoranti gourmet di Madonna di Campiglio, un’interpretazione di alta qualità, innovativa e creativa. L’esperienza della “Stube Hermitage” ne è uno degli esempi più significativi.

Sarà stato il richiamo delle Dolomiti a fermare, dopo tanti viaggi tra l’Italia, le Americhe e l’Oriente, lo chef Giovanni D’Alitta ai piedi del Brenta? D’altra parte le guglie delle Dolomiti lucane sono un ricordo che appartiene alla sua infanzia in Basilicata, oggi ritrovato e amplificato nella cattedrale di roccia delle Dolomiti trentine. Da tre anni, D’Alitta griffa i piatti della Stube Hermitage, il ristorante che per primo, nel 2008, ha indossato la Stella Michelin a Madonna di Campiglio. Mantenuto fino al 2014, il riconoscimento simbolo, in tutto il mondo, dell’alta cucina, è stato riconquistato a novembre 2018. Una cena in questa stube originale del primo Novecento, disegnata all’interno del Bio hotel Hermitage, è un viaggio sensoriale tra i prodotti locali, comprese le erbe spontanee e commestibili di montagna, che originalmente si accordano con il fascino di culture vicine e la seduzione di note orientali. Il risultato? Un’armoniosa e originale sinfonia di gusti, consistenze, colori e profumi che mai eccede e sempre gratifica.

Una famiglia storica di albergatori del posto – Giacomino Maffei con la moglie Edda e le figlie Barbara e Marcella – è l’artefice di questo disegno che si distingue per bellezza e buon gusto. È il Duemila quando trasformano l’accogliente pensione Hermitage in un prestigioso quattro stelle, tra i primi eco hotel sulle Alpi. Passa qualche anno e nel 2006, in uno spazio interno vestito di charme ed eleganza, aprono il ristorante aperto anche agli esterni.