A volte le cose sono molto più semplici e meno contrastate di quanto sembrano. Desidero intervenire nel merito di quanto apparso sui social in questi giorni, in modo un po’ superficiale e senza sentire tutte le parti in causa, quindi avvallando una spiacevole disinformazione, circa il rapporto tra Futura e i Verdi, limitatamente alle elezioni comunali del maggio 2020. I Verdi del Trentino, come tutti sanno, sono confluiti nel simbolo bello ed accogliente di Futura, durante le ultime elezioni provinciali che hanno portato alla elezione mia e di Paolo Ghezzi, nostro capolista e inizialmente candidato presidente. In quella occasione però non è stata sottoscritta nessuna clausola che dichiarasse la scomparsa dei Verdi dal panorama politico trentino o il fatto che i Verdi dovessero da quel momento non presentarsi più in modo autonomo alle elezioni. Durante questo anno i Verdi hanno continuato la loro vita politica, interfacciandosi positivamente con Futura, la quale, non a caso, prevede la doppia tessera, configurandosi come un’associazione. Allo stesso modo io e Paolo Ghezzi abbiamo portato avanti in assoluta sintonia il lavoro politico in consiglio provinciale. Nel quale, e lo chiarisco con forza, io resterò come Futura, essendo stata eletta nella lista di Futura, fino alla fine della legislatura. Quando si è iniziato a parlare delle elezioni comunali, gli organismi dirigenti dei Verdi, non il senatore Boato chiamato sempre in causa a sproposito, non Lucia Coppola, a larga maggioranza hanno deciso di chiedere a Futura di concorrere uniti con un simbolo “bicicletta”, Europa Verde/ Futura, oppure con un simbolo composito: il simbolo di Futura con all’interno la scritta Europa Verde. Alla fine quest’ultima ipotesi era risultata prevalente.

Quali le ragioni di questa richiesta? In primis il fatto che evidenziare una propensione Verde in questo momento storico poteva essere un valore aggiunto per Futura, data la centralità delle questioni ambientali, secondariamente perché i Verdi sono presenti ormai con questo simbolo sia a livello nazionale che europeo. E non ci sembrava proprio il caso di scomparire a livello locale, dove siamo nati come Verdi ormai 40 anni fa, e dove ci siamo presentati come Europa Verde alle ultime elezioni europee. Conseguendo peraltro un risultato apprezzabile, il 4% a livello provinciale oltre il 5% a Trento, con punte oltre il 6% a Rovereto. Abbiamo peraltro fatto presente a Futura che dai Verdi nazionali ci era arrivata la chiara richiesta di non rinunciare al nostro simbolo, scomparendo di fatto dal Trentino. Questa scelta avrebbe peraltro spaccato i Verdi trentini e qualcuno avrebbe comunque potuto appropriarsi del nostro simbolo utilizzandolo alle prossime elezioni comunali. Eventualità da scongiurare.

Futura, legittimamente, sia negli incontri del Direttivo che in una partecipata assemblea, non ha accettato la nostra proposta ritenendo che sia l’Europa che l’Ambiente fossero presenti nella sua dimensione politica e che quindi non fosse il caso di evidenziarli all’interno del simbolo, consentendo a un’unica forza politica di rendersi visibile.
I Verdi ne hanno preso atto, hanno ridiscusso la questione in Consiglio Federale e successivamente nell’assemblea dei Verdi di Trento e, col massimo rispetto della posizione di Futura, hanno deciso, essendo una Federazione, di dare massima libertà ai territori rispetto agli apparentamenti e alle forme con cui si presenteranno alle elezioni amministrative. Perciò saremo con Futura in Arco Bene Comune – Futura e in Riva Bene Comune – Futura, probabilmente a Pergine e in altre liste civiche legate al Centro Sinistra. L’assemblea di Trento ha altresì deciso che nel capoluogo, in assenza di un accordo con Futura relativamente alla presenza della scritta Europa Verde nel simbolo di Futura, ci presenteremo autonomamente col nostro simbolo che, come ripeto, è nazionale ed europeo.

Perciò nessuna frattura, Futura resta per noi una casa comune, una felice intuizione, alla cui nascita abbiamo fattivamente collaborato, come al suo programma e a tutta la parte regolamentare e statutaria, vista anche la nostra esperienza pregressa di partito strutturato. Ci salutiamo, momentaneamente, a Trento, fino alle prossime comunali, restando comunque alleati nella coalizione di centro sinistra. Alla quale servirà comunque avere più liste che concorrano al suo successo, per il quale ci spenderemo con grande convinzione. Rispediamo al mittente tutte le illazioni e i retropensieri, le nostre decisioni, così come quelle di Futura, possano piacere oppure no ma sono limpide, chiare e degne di rispetto. Rispetto che da parte dei Verdi del Trentino non verrà mai a mancare nei confronti di Futura, dei suoi associati ed estimatori. Naturalmente resta il rammarico per non essere riusciti a trovare una sintesi che ci consentisse di restare uniti, ma la responsabilità delle scelte, nel bene e nel male, va condivisa. Non ci sono i buoni e i cattivi. Niente di quanto abbiamo costruito insieme, politicamente e personalmente andrà perduto. E’ solo un arrivederci.

 

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Lucia Coppola