START UP TRENTINO: INDAGINE CONTRIBUTI COMUNITARI PAT

Intervista Procuratore regionale Corte Conti dottor Marcovalerio Pozzato

La scelta di PATT e di ITALIA VIVA di accordarsi direttamente con il candidato sindaco Ianeselli, candidato del centrosinistra, senza sedersi al tavolo della coalizione va, a mio modo di vedere, contro quello che dovrebbe essere il comportamento politico da tenere e, cioè, quello di cercare il dialogo non con una persona soltanto (candidato sindaco), bensì con altre forze politiche, al fine di trovare una certa coesione di gruppo.

Invece, accordarsi direttamente e solamente con il candidato sindaco, significa non riconoscersi nella coalizione che lo supporta e, aggiungo, aver paura di non fare alcun risultato andando in un’altra direzione.

Dal punto di vista politico non condivido, dunque, questo comportamento. Se una forza politica si definisce MODERATA, DI CENTRO, ECC. che senso ha che rimanga in coalizione con forze politiche poste agli eatremi (LEGA+FRATELLI D’ITALIA da un lato e PD+FUTURA dall’altro)? Una progetto, un ragionamento “di centro” che si coalizza da una parte piuttosto che dall’altra perde la sua natura centrista.

PATT e ITALIA VIVA posso pensare si di essere forze centriste, ma, coalizzandosi con le altre forze politiche a sostegno del candidato sindaco della coalizione di csx, rientrano, di fatto nella coalizione di csx.

Quindi ritengo inutile voler sempre sottolineare di non far parte di una coalizione quando l’elettore, di fronte alla scheda elettorale, troverà il PATT e ITALIA VIVA insieme a tutti i partiti della coalizione di csx.

L’UPT ha, da sempre, evidenziato di voler far parte della coalizione di csx e, coerentemente con il suo ragionamento, ne fa parte. Quindi ritengo che se una forza politica non si considera facente parte di una coalizione sarebbe più coerente portasse avanti la propria proposta politica non in quella coalizione (in quanto non crede nella coalizione e non si ritiene parte di essa) ma in un polo alternativo; e se non si ha il coraggio di fare questa mossa è per paura, forse, di non farcela e, quindi, la strada più comoda è quella di sedersi a casa altrui portando avanti però le proprie idee.

 

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Lorenzo Rizzoli