Parte oggi la Goletta dei Laghi di Legambiente. Cattiva depurazione, microplastiche e siccità tra i principali problemi delle acque interne.

Ecco tutti i dati inediti del monitoraggio 2018. Anche nel 2018 riscontrate particelle in 7 dei 9 laghi monitorati. Sulle sponde i macro-rifiuti sono per il 76% plastica, il 10% vetro, il 5% metallo e il 5% carta.

Le novità della campagna 2019: ricerca di microplastiche in profondità, analisi della plastisfera e monitoraggio del fiume Isonzo.

È partita questa mattina la Goletta dei laghi di Legambiente, che ogni estate monitora la salute dei bacini lacustri italiani e dei loro ecosistemi. Con questa edizione, realizzata con il contributo di Conou e Novamont, prendono il via anche tre novità: l’analisi della presenza di microplastiche fino a 70 metri di profondità grazie alla collaborazione con ENEA, la ricerca di comunità microbiche sulle microplastiche rinvenute – la cosiddetta plastisfera, potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l’ecosistema e per l’uomo – grazie alla collaborazione con l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA-Cnr) e il primo monitoraggio di un fiume alla ricerca delle microplastiche, l’Isonzo in Friuli Venezia Giulia e nel suo tratto sloveno dove il suo nome è Soça.

La Goletta dei laghi, come è solita fare da un decennio, rileverà le principali fonti di criticità per gli ecosistemi lacustri: gli scarichi non depurati e inquinanti, la cementificazione delle coste, la captazione delle acque, l’incuria e l’emergenza rifiuti, in particolare l’invasione della plastica, che non riguarda soltanto mari e oceani, ma anche fiumi e laghi, come purtroppo ben dimostrano i dati, presentati oggi, del monitoraggio delle microplastiche raccolte durante la scorsa edizione.

La Goletta dei Laghi, nel 2018, ha sottoposto a indagine il lago d’Orta in Piemonte, il Maggiore tra Lombardia e Piemonte, il lago di Como e l’Iseo in Lombardia, il lago di Garda tra Lombardia e Veneto e il lago di Cavazzo in Friuli-Venezia Giulia, il Trasimeno in Umbria, il lago di Bracciano e quello di Paola nel Lazio. Grazie alla collaborazione con ENEA, è stato avviato un lavoro di monitoraggio della presenza di microplastiche nelle acque dei laghi, nei sedimenti delle sponde e nei corsi d’acqua immissari ed emissari dei grandi laghi prealpini, in particolare, focalizzando l’attenzione sull’influenza degli impianti di trattamento delle acque reflue sulla quantità di microplastiche presenti.

Il lago Maggiore ha riportato la densità maggiore con oltre 100mila particelle per chilometro quadrato, il lago d’Orta quasi 63mila, il Garda una densità media di oltre 36mila particelle ogni chilometro quadrato, il Lario circa 28.500 e l’Iseo 11.500. Nei laghi dell’Italia centrale, sono state rilevate quasi 9.400 particelle per chilometro quadrato nelle acque del Trasimeno e 65.500 nel lago di Bracciano. Nei laghi di Cavazzo e di Paola è stato prelevato solo un campione e non sono state rilevate microparticelle di plastica, ma per escludere del tutto la contaminazione dei due specchi d’acqua l’indagine deve essere approfondita.

La maggiore concentrazione di microplastiche nei laghi è stata rilevata laddove insiste una possibile fonte puntuale come ad esempio scarichi. Un dato emerso anche dai monitoraggi effettuati nei corsi d’acqua immissari ed emissari dei grandi laghi, a monte e a valle degli impianti di depurazione. Alcuni campioni sono stati prelevati esattamente prima e dopo gli impianti di trattamento delle acque: nel fiume Oglio per l’Iseo in entrata e in uscita dal lago, nell’Adda per il Lago di Como, nel Sarca in entrata nella parte trentina e nel Mincio come emissario del lago di Garda. L’incremento di particelle rilevato è variabile, ma può arrivare anche al 100% quando nel campione preso prima del depuratore vi è assenza di microplastiche a differenza di quello preso dopo lo stesso impianto.

“Sempre di più i laghi italiani rappresentano un’importantissima risorsa naturale e ambientale in Italia, anche alla luce dei cambiamenti climatici e degli effetti sulle risorse idriche, ma sono ancora tante le criticità che rileviamo con la Goletta dei laghi – dichiara il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti -. Sul fronte della depurazione, soprattutto, la situazione fatica a migliorare, come ci ricorda anche l’ultimo deferimento alla Corte di Giustizia europea per il mancato adeguamento alle norme sui sistemi di trattamento delle acque di scarico: continuiamo, infatti, a scaricare in mare, nei laghi e nei fiumi circa il 25% delle acque di fognatura, non opportunamente depurate. Ma non solo. Con la prima indagine portata avanti da Legambiente sulle microplastiche nelle acque interne, dove, al contrario dell’ambiente marino costiero, i monitoraggi sono praticamente assenti, in questi anni abbiamo rilevato e denunciato anche quest’altro tipo di inquinamento. La nostra azione di citizen science continua quindi anche in questa edizione con l’obiettivo prioritario di individuare i problemi, approfondirne le cause e trovare le soluzioni da mettere in campo”.

“I monitoraggi delle acque superficiali lacustri eseguiti dal 2016 – dichiara Maria Sighicelli, ricercatrice ENEA – hanno evidenziato sia la vasta diffusione delle microplastiche sia la necessità di ottimizzare i protocolli di campionamento al fine di approfondire la conoscenza sul ruolo delle microplastiche negli ecosistemi lacustri”. “Pertanto – prosegue Loris Pietrelli, ricercatore ENEA – analizzare microplastiche e soprattutto microfibre anche nella colonna d’acqua, è particolarmente importante nei bacini utilizzati per l’approvvigionamento di acqua potabile come nel Lago di Bracciano al quale si aggiunge il problema della siccità”.

Per la prima volta, nel 2018 la Goletta dei Laghi ha effettuato, inoltre, campionamenti di macro rifiuti e microplastiche sulle sponde lacustri.
La ricerca di macro rifiuti (sono considerati tali quelli maggiori di 2,5 cm) è stata effettuata con campionamenti su 20 arenili dei laghi Iseo, Maggiore, Como, Garda e Trasimeno. La media rilevata è di 2,5 rifiuti ogni metro quadrato di spiaggia, per un totale di 2183 rifiuti censiti. Il 76% degli oggetti rinvenuti sono in plastica, il 10% in vetro, il 5% in metallo e un altro 5% in carta o cartone. Seguono con percentuali inferiori gomma, tessili e legno. Derivano, in gran parte, dalla cattiva gestione dei rifiuti urbani, trasportati dal vento e dalle acque meteoriche, ma il 5% proviene dalla cattiva depurazione: bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie in polipropilene (al bando in Italia dal gennaio 2019), blister di medicinali, aghi da insulina, contenitori delle lenti a contatto, assorbenti, applicatori e altri oggetti del genere.

Su 150 categorie classificate, il 60% è rappresentato da 5 tipologie di rifiuti: i primis i mozziconi di sigaretta per il 29%, poi pezzi e frammenti di plastica per il 13%, bottiglie di vetro intere o in parti per il 7%, sacchetti di patatine e incarti di dolciumi per il 6% e cotton fioc per il 4%.

Le microplastiche campionate dai tecnici della Goletta dei Laghi nei sedimenti delle sponde e analizzate in laboratorio da ENEA sono, invece, quella porzione microscopica di plastica che sfugge alle pulizie per restare nell’ambiente di spiaggia e potenzialmente a portata delle acque del lago. Sul Garda sono state analizzati campioni provenienti da 6 spiagge distribuite geograficamente lungo tutte le sponde, la media rinvenuta è di 83 microplastiche ogni metro quadrato monitorato. Per l’Iseo la media tra le due spiagge monitorate è di 110 microplastiche ogni metro quadrato, sul Maggiore è pari a 150 microplastiche ogni metro quadrato (4 le spiagge monitorate) mentre il lago di Como presenta una media tra le tre spiagge considerate pari a oltre 1600 microplastiche per metro quadrato. Per il Trasimeno la media delle 5 spiagge monitorate è pari a 26 microplastiche ogni metro quadrato mentre il lago di Bracciano presenta 127 frammenti ogni metro quadro (11 le spiagge monitorate). Uno studio preliminare, che conferma, però, la presenza di microplastiche anche nei sedimenti delle sponde dei laghi italiani.

Dall’indagine delle microplastiche nei laghi, nasce il progetto europeo Blue Lakes, finanziato dall’Ue con il programma Life, finalizzato a supportare le amministrazioni locali nella lotta al lake litter, attraverso azioni integrate di monitoraggio, governance, informazione e sensibilizzazione. Il progetto, che partirà a settembre, è promosso da Legambiente in collaborazione con ENEA, Politecnico Marche, Arpa Umbria, Autorità bacino distretto Appennino centrale, Global Nature Fund, Lake Constance Foundation e Plastics Europe.

Tra le emergenze già citate, la mala depurazione ha già valso all’Italia quattro procedure di infrazione: due già sfociate in condanna, la terza in fase di deferimento alla Commissione europea e l’ultima in fase di messa in mora. La Commissione ritiene che 620 agglomerati in 16 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto) violino le norme europee sugli obblighi di raccolta o trattamento delle acque reflue urbane, da oltre 13 anni, e con notevoli rischi per l’ambiente e la salute umana in un gran numero di agglomerati.
La siccità è un altro pesante fardello per i laghi, su cui pesano sia il cambiamento climatico che gli impatti delle esigenze antropiche. Infatti, precipitazioni scarse e temperature alte favoriscono l’evapotraspirazione, incidendo sulle riserve idriche superficiali e di falda che non possono ricaricarsi; e anche per i laghi è prioritario definire un piano di adeguamento ai cambiamenti climatici, che tenga conto di tutte le ripercussioni sulle acque, sulle infrastrutture e sul sistema territoriale. Inoltre, l’indice di sfruttamento idrico (WEI) in Italia è fra i più elevati d’Europa, superiore a quello della media OCSE, una situazione definita di stress medio-alto secondo le elaborazioni della Direzione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno sui dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente.

Anche per l’edizione 2019 il CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Altresì, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti; un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo. “La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

Le tappe di Goletta dei laghi 2019
29 giugno – 2 luglio Sebino (Lago d’Iseo)
3-6 luglio Lario (Lago di Como)
7-11 luglio Verbano (Lago Maggiore), Ceresio e Orta
12-14 luglio Benaco (Lago di Garda)
15 luglio Lago Santa Croce
16 – 18 luglio Fiume Isonzo (tappa speciale)
20-22 luglio Lago Trasimeno
23 luglio Lago Piediluco
24-25 luglio Laghi pontini
26-29 luglio Laghi laziali
31 luglio Lago Matese
1 agosto Lago Arcichiaro
3-4 agosto Lago di Varano