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LEGAMBIENTE – CIRCOLO DI TRENTO * MOBILITÀ SOSTENIBILE: « UNA GRANDE SFIDA PER LA NUOVA GIUNTA COMUNALE, PRESENTATI DUE RECENTI RAPPORTI»

Mobilità sostenibile a Trento: una grande sfida per la nuova Giunta Comunale. La necessità di azioni concrete per la mobilità sostenibile a Trento è evidenziata da due documenti appena pubblicati da Legambiente.

Nel rapporto “Che aria tira nelle città”1 viene data una pagella alla qualità dell’aria di 97 città italiane. Usando i limiti medi annui suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si è verificato in quanti anni fra il 2014 e il 2018 le concentrazioni annue di tre inquinanti (biossido di azoto, NO2, e polveri sottili, Pm10 e Pm2,5) sono rimaste entro tali limiti. Il quadro che emerge è preoccupante con quasi tutte le città italiane spesso sopra i limiti; Trento è stata fra le peggiori, con 13 superamenti sui 15 possibili, ricevendo la pessima votazione di 1 su 10.

Al di là della posizione in classifica, influenzata anche dai limiti dei rilevamenti disponibili, il rapporto mostra che l’aria di Trento non rientra (se non molto di rado) nei limiti suggeriti dall’OMS. Ciò è certamente causa di morti premature ed elevati costi sanitari.

Venerdì scorso, inoltre, Legambiente ha pubblicato la classifica del “Giretto d’Italia”, il campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato in collaborazione con le ammistrazioni comunali e con la Fiab, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità. Per due ore i volontari coinvolti hanno contato il numero di biciclette e dei nuovi mezzi di micromobilità elettrica transitati per tre punti di passaggio selezionati nelle città.

In questa classifica Trento è undicesima (con 1.921 passaggi), risultato che mostra una buona fetta di spostamenti “sostenibili”, ma lontano dai valori di Pesaro (prima con 7.537 passaggi) e anche da quelli della vicina e simile Bolzano (4.106). Non si tratta naturalmente di una misurazione scientifica come quella del “modal split” prevista nella Legge Provinciale sulla Mobilità Sostenibile, ma il risultato mostra che in città come Pesaro, Reggio Emilia, Bolzano, dove c’è stato un forte impegno per realizzare una rete ciclabile continua e ben strutturata gli spostamenti in bicicletta sono maggiormente aumentati.

Questi rapporti mostrano la necessità di cambiare le modalità con cui ci si sposta in città per migliorare la qualità dell’aria. Il miglioramento della qualità dell’aria registrato durante il lockdown (quando riscaldamento e caminetti continuavano a funzionare) mostra quanto dell’inquinamento sia dovuto alle auto (anche per la risospensione delle particelle già emesse) come confermato da vari studi.

Appare quindi essenziale una serie di azioni coordinate per diminuire il numero di auto circolanti e promuovere una corretta gerarchia delle modalità di spostamento (piedi; bici; micromobilità elettrica; trasporto pubblico; trasporto privato motorizzato) che andrà individuato in un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) che sostituisca l’attuale PUM, ambizioso ma poco strutturato e ancora meno attuato. All’interno di questo, oltre ad una rete di piste ciclabili e percorsi pedonali senza le attuali smagliature, può sicuramente trovare spazio un tram, mezzo pubblico non inquinante e in grado di fornire un trasporto efficace e comodo, partendo magari dalla proposta avanzata di un collegamento tramviario fra la stazione e Gardolo.

 

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Servono anche interventi immediati, come
– il completamento della rete ciclabile di emergenza (con interventi molto semplici, di cui ci sono esempi in molte città, anche itaiane), promessa dopo il lockdown, ma realizzata solo in piccola parte;

– la riattivazione del servizio serale di autobus, soppresso dopo il lockdown, richiesta anche in una petizione organizzata da studenti universitari e firmata da centinaia di cittadini. La mancanza di un servizio di trasporto pubblico dopo le 21 appare indegna di una città che si vuole moderna ed europea.
Il neo-assessore all’Ambiente e Mobilità si è impegnato nelle prime dichiarazioni a favorire la ciclabilità e a ridurre il numero delle auto in città: ci auguriamo che questo si traduca presto in iniziative che possano dare risposte concrete alle sfide che la nuova Giunta è chiamata ad affrontare.

 

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Legambiente, Circolo di Trento