QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Questa domenica Edoardo Raspelli per le Storie di Melaverde ci porta di nuovo in Valle Antrona. Siamo in Piemonte, vicino a Domodossola. Un territorio poco conosciuto ma sorprendente. Sorprendente perché in questa valle ci sono tantissime cose da raccontare. La valle è lunga circa 16 chilometri, vi abitano poco più di mille persone.

Pochissime. Tante quante in una via di un quartiere popolare di Roma o Milano. Ma è davvero straordinario il numero di attività, di realtà, di iniziative e progetti che sono nati in questi ultimi anni in questa valle.

Si parlerà di coltivazione dello zafferano alpino. Di canapa per usi tessili ed alimentari. Di segale con cui si realizza un pane antico.

C’è un nuovo formaggio nato da pochi anni grazie alla passione dell’unico allevatore della valle che porta in alpeggio le sue vacche pezzate rosse e le sue capre e lì produce questo formaggio grasso simile alla Fontina.

C’è poi un giovane agricoltore che è tornato a coltivare frutta lì dove il bosco ormai aveva preso possesso del territorio e raccoglie pigne di pino mugo per realizzare un miele speciale e un antico sciroppo portentoso contro i piccoli mali di stagione.

Ma soprattutto, in Valle Antrona, c’è uno spettacolo unico e straordinario. Stambecchi che scalano la parete di una diga con una pendenza del 90% per alimentarsi del salnitro, il sale, presente tra le pietre con cui è costruita la diga.