CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO

"A tu per tu“ con con Roberto Paccher - Consigliere provinciale Lega

Focus su vitalizi

Il voto referendario e gli effetti sullo scenario politico nell’analisi Demopolis. 7 italiani su 10 hanno scelto il sì nel referendum costituzionale del 20 e 21 settembre: sia pur inferiore alla percentuale rilevata prima dell’estate, la propensione dei cittadini alla riduzione del numero dei parlamentari è rimasta stabile nelle ultime settimane: come conferma il trend dell’Istituto Demopolis, nonostante il dibattito sui Social e tra gli “addetti ai lavori”, il sì al referendum è oscillato fra il 73% del 2 settembre ed il 68% del 12 settembre fino a sfiorare il 70% nel risultato delle urne.

“Differentemente da quanto era accaduto nel dicembre 2016, in occasione della consultazione voluta da Renzi divenuta un voto sul Governo, in questo caso – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – 3 elettori su 4 hanno scelto guardando al merito e al tema specifico del quesito referendario: il taglio o meno dei parlamentari. Appena il 19% si è recato alle urne con l’intento di esprimere un giudizio sul Governo o su chi ha voluto la riforma”.

L’Istituto Demopolis ha analizzato il voto referendario in base alla collocazione politica: afferma di aver votato Sì il 96% degli elettori del Movimento 5 Stelle. Per il sì si è espresso anche il 71% di chi vota Fratelli d’Italia ed il 67% degli elettori leghisti. Più diviso il fronte del PD in seno al quale hanno optato per il sì poco meno di 6 elettori su 10. Ha prevalso il No in Forza Italia, così come tra alcuni partiti minori tra cui la Sinistra di LeU ed Italia Viva. Significativo si è rivelato anche il sì espresso dall’83% di quanti non si riconoscono oggi in alcun partito politico.

All’indomani della duplice tornata elettorale per Regionali e Referendum, la percezione degli italiani, rilevata dal sondaggio Demopolis per il programma Otto e Mezzo, è che la stabilità del Governo Conte esca rafforzata. Ne è convinto il 68%, mentre di parere diverso si dichiara un quinto degli intervistati.